Oltre 50 mila in corteo a Roma
tensione e sit-in alla Camera
di DANIELE SEMERARO
ROMA - Sono oltre cinquantamila, secondo gli organizzatori, i partecipanti alla manifestazione che si sta svolgendo a Roma. Agli studenti universitari che sono giunti da tutti Italia si sono aggiunti quelli delle scuole superiori della capitale. Il corteo, che si è snodato per le vie del centro storico verso Piazza Navona, è aperto da un grande striscione, con la scritta "Il nostro tempo è qui, e cominicia adesso".
Momenti di tensione, con una carica della polizia, in largo Argentina per il tentativo di un piccolo gruppo di manifestanti che con i fazzoletti sul volto ha provato a dirigersi verso la Camera. Altri momenti di tensione con le forze dell'ordine per un lancio di pietre; polizia e carabinieri, in assetto antisommossa, hanno blindato piazza Montecitorio, per evitare che alcuni gruppetti del corteo raggiungano l'entrata della Camera. Il centro di Roma è paralizzato.
Un nutrito drappello di studenti è comunque riuscito a eludere i blocchi delle forze dell'ordine e a raggiungere piazza Montecitorio per unirsi al sit in di docenti universitari e ricercatori. Con loro anche alcuni rettori, tra cui quello della Sapienza Guarini. Momenti di tensione quando diversi esponenti di An, tra cui Ignazio La Russa, sono usciti fuori dal Parlamento a osservare i manifestanti. La parlamentare Daniela Santanchè mostrato il dito medio agli studenti. E la tensione è salita, tanto che un funzionario di Polizia ha chiesto ai deputati di allontanarsi. Invito, per altro, che ha fatto scattare l'ira dell'esponente di Alleanza Nazionale.
"Siamo in 50 mila", gridano al megafono. Tra gli altri striscioni si legge "La cultura si rifiuta di guardare l'orrore Moratti", "Con la Moratti non scendiamo a patti" e "Avvelenati e compatti contro la Moratti".
Davanti a Palazzo Chigi, inoltre, è in corso un sit in a cui starebbero partecipando anche numerosi rettori.
Mentre il centro di Roma è paralizzato dalla protesta, la Camera sta discutendo il decreto Moratti. In aula è arrivato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che ha detto che "entro oggi la riforma dev'essere approvata". Il primo voto contro le pregiudiziali di costituzionalità dell'Opposizione.
Valerio Angelini, dell'Unione degli Studenti Universitari, spiega il significato della manifestazione di oggi: "L'approvazione del decreto legge Moratti sulla docenza universitaria va senz'altro bloccata, ma la vera emergenza non è solo la docenza ma il complesso delle questioni riguardanti l'università italiana. Non è vero che noi difendiamo lo status quo, e i baroni dell'università sono ancora il nostro nemico".
Tra i manifestanti presenti in piazza Montecitorio anche il rettore della Sapienza Renato Guarini: "Con l'approvazione del Ddl sullo stato giuridico della docenza - ha detto - gli atenei si troveranno di fronte a un baratro finanziario. Mi auguro piuttosto
- ha concluso - che il senso della ragione possa prevalere".
Per il segretario generale della Cgil Scuola, Enrico Panini, questa è "una giornata straordinaria". Dello stesso avviso anche il leader dei Cobas, Piero Bernocchi, secondo cui rimane valido l'obiettivo di un grande sciopero generale.
Ma le proteste non si fermano alla Capitale. A Bologna migliaia di studenti, insegnanti e genitori hanno invaso Piazza Maggiore per una manifestazione "rumorosa" con tifo da stadio, fischi, botti, striscioni.
repubblica.it


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