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Discussione: Accorpiamo I Comuni

  1. #11
    padania libera (-:FASP :-)
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    In origine postato da Peder
    non condivido questa idea.

    prima di tutto la volontà della gente.

    e mi spiace che dei discorsi simili, degni di un fascista o di un burocrate stile ragioniere co pensa solo al denaro, vengano fatti da chi si proclama leghista.

    gli accorpamenti sono stati fatti anche al comune di milano.
    per esempio Affori, gorla, precotto, crescenzago erano comuni autonomi e formavano quelli che erano definiti "corpi santi".
    tra fine 800 (dopo unità italia) inizi novecento e ventennio sono stati accorpati, con decisione calata dall'alto.

    Carlo cattaneo si era opposto a questa ipotesi, poi realizzata

    sono anche io iscritto alla Lega ma questa posizione mi conferma nella mia analisi che ormai ci sono i "vetero leghisti" cioè autonomisti con uno spirito libertario e i "neo leghisti" con uno spirito dirigista
    ...perchè dire accorpiamo senza sentire la gente è dirigismo dall'alto
    Scusa ma io ti ho fatto un esempio pratico del perchè vorrei l'accorpamento dei comuni limitrofi a milano, ed è un migliore controllo del territorio e meno "beghe" di confine, a precotto ad esempio arriva la metropolitana, e si paga il biglietto con tariffa urbana, mentre per andare a Corsico si spende il doppio con un servizio nettamente peggiore...

    non capisco che senso abbia mantenere dei comuni che ormai sono letteralmente saldati alla città e ne sono parte integrale, salvo poi non poter usufruire dei servizi di cui godono (ops) godiamo noi che abitiamo al di qua dei cartelli "MIlANO"....

  2. #12
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    In origine postato da Gianluca J
    Scusa ma io ti ho fatto un esempio pratico del perchè vorrei l'accorpamento dei comuni limitrofi a milano, ed è un migliore controllo del territorio e meno "beghe" di confine, a precotto ad esempio arriva la metropolitana, e si paga il biglietto con tariffa urbana, mentre per andare a Corsico si spende il doppio con un servizio nettamente peggiore...

    non capisco che senso abbia mantenere dei comuni che ormai sono letteralmente saldati alla città e ne sono parte integrale, salvo poi non poter usufruire dei servizi di cui godono (ops) godiamo noi che abitiamo al di qua dei cartelli "MIlANO"....
    io mi rivolgevo a pablito
    ho scitto di milano soloper portare un esempio vero di come son stati fatti accorpamenti in passato... cioè imposti.

    per la storia dei servizi penso che non sia necessario fondere visto che sono già attaccati dal punto di vista urbanistico...
    vorrebbe dire fare un unico comune da milano a gallarate allora!

    per i servizi dovrebbe essere un livello superiore (provincia o regione ) a coordinare

  3. #13
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    Ragazzi..io parlo di ACCORPAMENTO AMMINISTRATIVO..cosa vi cambia se quattro paesini di 200 abitanti faranno riferimento a un unico sindaco piuttosto che a quatttro?mantenendo il proprio nome e identità..

    col grande beneficio di risparmiare sugli stipendi e tagliare sul personale(è inaudita la normativa che permette a comuni così minuscoli di avere un impiegato comunale e un cantoniere quando non servono)..

    io sono leghista,noi leghisti ci battiamo per la razionalizzazione delle risorse a favore del miglioramento della nostra vita sociale..non a caso abbiamo sempre urlato contro il centralismo..

    sai con quei soldini risparmiati questi ipotetici quattro comuni cosa potrebbero fare?molto..
    VALSESIA libera.. Paolo Tiramani

  4. #14
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    In origine postato da Peder
    io mi rivolgevo a pablito
    ho scitto di milano soloper portare un esempio vero di come son stati fatti accorpamenti in passato... cioè imposti.

    per la storia dei servizi penso che non sia necessario fondere visto che sono già attaccati dal punto di vista urbanistico...
    vorrebbe dire fare un unico comune da milano a gallarate allora!

    per i servizi dovrebbe essere un livello superiore (provincia o regione ) a coordinare
    Io credo che dovrebbe essere formata una nuova struttura che coordini l'area metropolitana, una specie di Città stato come NY, le esigenze dell'area metropolitana Milanese sono diverse sia da quelle della regione sia da quelle della provincia.....

  5. #15
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    le aree metropolitane sono già previste dalla costituzione (inserite con la modifica del titolo V del 2001 del centrosinistra) ma non sono ancora state attuate proprio perchè i comuni capoluogo e quelli dell'hinterland non si mettono d'accordo.

    nel caso milanese prima o poi si arriverà alla città metropolitana e il rischio è che comuni come vimodromne o cernusco ci finiscano dentro e vengano trattati come oggi milano tratta baggio o il vigentino.

    per fortuna il mio comune ne starà fuori per chè finisce nella nuova prov di monza.

    e poi vista la fregola di eliminare enti inutili...cosa si farà quando nascerà larea metropolitana di milano si sostituirà alla provincia oppure no.

    nanths te che che sei di abbiategrasso che ne dici?

  6. #16
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    facendo utopia :

    in una futura padania libera
    in un redivivo "stato di milano" (me pias pussee che insubria)

    vedrei bene una area metropolitana milanese che raccoglie milano e la prima cintura, articolata sugli antichi borghi, quartieri piccoli comuni (affori, cimiano, balsamo, cinisello, baggio ecc...)

    la provincia di monza e brianza

    la provincia della martesana (zona melzo, gorgonzola, settala...)

    la provincia del ticino (abbiategrasso, magenta)

    la provincia del seprio

    e per province dire enti con un buon potere decisionale e relativi danee

  7. #17
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    belle idee..

    ma il lato economico non è trascurabile..
    VALSESIA libera.. Paolo Tiramani

  8. #18
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    In origine postato da Gianluca J
    Io credo che dovrebbe essere formata una nuova struttura che coordini l'area metropolitana, una specie di Città stato come NY, le esigenze dell'area metropolitana Milanese sono diverse sia da quelle della regione sia da quelle della provincia.....

    L'ha proposta mesi fa Penati

    RIPRENDE IL DIBATTITO SULLA CITTÀ METROPOLITANA
    15 marzo 2005

    --------------------------------------------------------------------------------

    Anche se sulle pagine dei giornali, invece che nelle sedi istituzionali - Regione, Città, Province, Parlamento - è ripreso vivace il dibattito sulla realizzazione della città metropolitana (del governo metropolitano milanese) con una intervista del Presidente della Provincia Filippo Penati, che di seguito riproduciamo integralmente unitamente alla risposta dell'Assessore Regionale Piero Borghini.
    Come si può rilevare, da entrambe le interviste, trattasi di proposte diverse da quelle formulate nei Disegni di legge - presentati in Senato dai Senatori Pizzinato e Del Pennino - e, dopo l'avvio dell'esame in Commissione, bloccato da una delega al Governo a definire il testo normativo entro il 31 dicembre 2005.
    L'importante - dopo 30 anni di confronti e discussioni - è ora che si giunga rapidamente a delle conclusioni a compiere scelte operative sia sul piano del governo metropolitano che della realizzazione delle municipalità, con la suddivisione della città di Milano. Questo è necessario realizzare per affrontare i problemi economici, sociali e di vivibilità della intera area metropolitana milanese.
    L'Associazione Alsole, sviluppando la sua attività, sta preparando un convegno sul governo metropolitano milanese, chi desidera collaborare e partecipare a questa attività, lo segnali alla segreteria dell'Associazione.


    IL DIBATTITO
    Penati: subito un supersindaco per rilanciare la Grande Milano

    Il presidente di Palazzo Isimbardi apre il dibattito politico e culturale sull’esigenza di un nuovo governo per una vasta area
    «Supersindaco per la Grande Milano»
    Penati: devono sparire Provincia e Comuni. Smog e traffico problemi senza confini
    Un supersindaco eletto direttamente dai cittadini che governi non soltanto Milano ma anche i Comuni dell’hinterland. L’idea non è nuova: di area metropolitana si parla da oltre trent’anni. Ma il fatto nuovo, anche se molti non lo ricordano, è che con la riforma del Titolo Quinto il governo della «Città metropolitana» è espressamente previsto dalla Costituzione. «Purtroppo però il progetto è rimasto soltanto sulla carta - spiega il presidente della Provincia Filippo Penati - e invece sarebbe ora di aprire un dibattito, culturale, prima ancora che politico, sulle esigenze di un governo di area vasta».
    Non c’è il rischio di creare un nuovo carrozzone?
    «Assolutamente no: non deve essere un livello di governo in più, ma prendere il posto della Provincia e dei Comuni così come sono concepiti e articolati oggi» .
    Lei è presidente della Provincia: vuol segare il ramo sul quale sta seduto?
    «Noi dobbiamo misurarci da un lato con il mercato globale, dall’altro con la novità di una Unione Europea a 25. Se il mondo cambia, anche le nostre istituzioni devono innovarsi. Il governo di un’area vasta e complessa come la nostra deve essere fattore di sviluppo e di competitività territoriale, non un freno. L’attuale sistema con 189 Comuni e altrettanti sindaci, ciascuno con potestà molto forti, rischia di essere un fattore di rallentamento».
    Quali dovrebbero essere le caratteristiche di questo super-Comune?
    «Un ente con competenze su tutti i problemi di area vasta, articolato in una serie di municipalità e guidato da una sorta di supersindaco eletto direttamente dai cittadini e quindi con l’autorevolezza che da questo gli deriva. E voglio sottolineare che l’autorevolezza è indispensabile per decidere su questioni controverse. L’investitura popolare dà il potere e il dovere di prendere decisioni e di assumersene la responsabilità».
    Che fine fa la Regione?
    «Ovviamente rimane».
    Però molto ridimensionata.
    «No. I rapporti con gli enti sovraordinati non cambierebbero molto. Certo, la Regione dovrebbe continuare sulla strada della devoluzione di poteri già iniziata».
    Quali sono i problemi di area vasta di cui dovrebbe occuparsi il governo dell’area metropolitana?
    «Provo a fare un esempio elementare: i problemi di traffico di Milano possono nascere altrove e scaricarsi sul capoluogo. Lo stesso vale per l’inquinamento perché i veleni nell’aria si muovono senza tener conto dei confini comunali. Ogni questione deve essere affrontata dal livello istituzionale più adeguato a trovare soluzioni efficaci. Ad esempio per quanto riguarda la Sea, una volta l’aeroporto di Milano era Linate ed era giusto che se ne occupasse il Comune. Oggi invece bisogna governare un sistema aeroportuale che va da Malpensa, a Linate, a Orio al Serio, a Montichiari e quindi è necessario che la Regione abbia un ruolo sempre maggiore».
    Lei ha parlato di municipalità al posto degli attuali Comuni. Con quali criteri dovrebbero essere individuate?
    «Tenendo conto delle omogeneità funzionali. E aggiungo che, con la nascita delle Provincia di Monza, quello che resta è molto più omogeneo».
    E Milano? Sarebbe una sola municipalità?
    «E no: bisognerebbe scomporla in varie municipalità. La scomposizione dev’essere vera, altrimenti la città metropolitana diventa una sovrastruttura».
    Quali compiti resterebbero ai sindaci delle municipalità?
    «Avrebbero forti poteri sul loro territorio e tutti insieme costituirebbero il consiglio della città metropolitana».
    Se ne parla da oltre trent’anni, ma la città metropolitana resta ancora un argomento di discussione fra addetti ai lavori.
    Perché?
    «Perché l’Italia nasce dai municipi, il senso di appartenenza è legato al campanile e quindi è inevitabile che ci siano delle resistenze. Queste resistenze vanno guardate con rispetto, ma dobbiamo evitare che il mutamento dello scenario globale si scontri con l’immobilismo della nostra governance . Nell’Unione Europea sono sempre più i sistemi territoriali che competono fra loro. E non sono i poteri speciali chiesti da qualche sindaco a risolvere i problemi. Io non ho una ricetta pronta, ma credo che sia necessario parlarne. Partendo proprio da Milano».
    Claudio Schirinzi
    (dal Corriere della sera - 14 marzo 2005)

    il Dibattito
    «Modello europeo per governare la Grande Milano» «Sono d’accordo con il presidente Penati: qui la Provincia va abolita e sostituita dall’area metropolitana»

    «Sì all’area metropolitana, ma per governarla più che a un supersindaco penserei a un direttore d’orchestra». Prego?
    «Non in senso letterale, ovviamente. Penserei a qualcuno capace di coordinare più che di comandare».
    Piero Borghini, ex sindaco di Milano e assessore regionale alla Casa, interviene nel dibattito aperto dal presidente della Provincia, Filippo Penati, sull’annosa questione dell’area metropolitana. E propone come modello la Commissione europea.
    Che cosa non la convince del ragionamento di Penati?
    «Prima di tutto vorrei dire che quello che lui solleva è il problema politico di Milano, cioè il governo dell’area metropolitana. Milano è l’unica area metropolitana del Paese e la più grande del Sud Europa per funzioni abitative, produttive, informative, finanziarie».
    Perché non Roma?
    «Roma, come è giusto che sia, è la capitale. Ma è una grande città circondata dai campi. Milano invece è una grande città circondata da altre grandi città che vanno dagli 80 ai 100 mila abitanti: è un agglomerato di città, una città-regione globale».
    E chi dovrebbe governarla?
    «Non un supersindaco, non c’è area metropolitana al mondo che sia governata da un supersindaco. Penati concepisce il potere in modo geometrico, cioè un potere sovraordinato rispetto a quelli che gli stanno sotto. Ma così avrebbe contro tutti. Non è ridimensionando i poteri del sindaco di Milano che si può costruire l’area metropolitana».
    Come, allora?
    «Quello che tutti davvero vorremmo è un direttore d’orchestra, cioè il coordinatore delle strutture che governano il territorio».
    Le sembra possibile?
    «Se devo fare un esempio, mi viene in mente l’Unione europea: restano gli Stati membri, nel nostro caso i Comuni, che però delegano un potere di indirizzo che poi diventa vincolante. Deve nascere un governo soft, di puro coordinamento. Il caso della Fiera a Rho-Pero dimostra che questo è possibile».
    Vuole spiegarlo?
    «Per realizzare la nuova Fiera, la Regione ha assunto una funzione di governance e ha coordinato l’intervento dei vari attori: dal privato, che ha messo sul piatto un miliardo di euro, al pubblico che ha messo altrettanto, al Comune che ha valorizzato il Polo interno, alla Metropolitana, alle Ferrovie, alle Autostrade. Insomma, un forte coordinamento di tanti attori diversi e nel giro di due anni là dove c’era una raffineria è nata la Fiera più grande e più bella del mondo. Non c’è stato bisogno di un commissario straordinario, ma di una forte governance ».
    Quando lei parla di un direttore d’orchestra, immagina una persona fisica o una struttura?
    «Una persona, ma investita di un potere non piramidale. Milano non accetterà mai di essere smembrata, così come Sesto San Giovanni non sarà disposta a prendere ordini».
    E la Provincia?
    «Quella è destinata a scomparire e fa onore a Penati l’aver proposto proprio lui, che della Provincia è il presidente, la sua soppressione. Proprio perché Milano è l’unica vera area metropolitana del Paese, la Provincia di Milano è l’unica che dovrebbe essere abolita».
    Quali temi dovrebbe affrontare, secondo lei, il nuovo governo dell’area metropolitana?
    «Penso ai trasporti, allo smaltimento dei rifiuti, alle politiche per la casa, alla lotta all’inquinamento, alla gestione dell’immigrazione. Più in generale tutti i problemi di area vasta».
    I sindaci dovrebbero comunque cedere quote di potere. Lo accetterebbero?
    «In realtà dovrebbero cedere soltanto le competenze su temi che già oggi non possono affrontare da soli. Dovrebbero delegarle a una personalità autorevole ma non autoritaria che non sta sopra di loro, ma al loro fianco».
    Claudio Schirinzi
    Il problema non è Berlusconi , il problema sono gli italiani!

    DISSIDENTE POLITICO IN REGIME DA OPERETTA!
    OH CINCILLA' ... OH CINCILLA'!

  9. #19
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    In origine postato da pablito el drit
    belle idee..

    ma il lato economico non è trascurabile..
    Madonna, mi sa che tu abiti dentro una valle ben stretta!
    Ti preoccupi per quanto può costare qualche sindaco di montagna
    e non ti accorgi delle migliaia di miliardi che bruciano
    apparati dello stato come Ferrovie, Rai, Alitalia, Difesa,
    Apparati statali vari, Regioni Autonome e quant'altro:
    QUATTRO MILIONI E MEZZO DI STATALI, questo è il
    problema del paese, non qualche sindaco in più
    nelle nostre valli!

  10. #20
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    In origine postato da pablito el drit
    Certo.. ma nel caso specifico molti comuni sono nati dal nulla nel dopoguerra..

    magari nel giro di 4km ti trovi 3 comuni!

    che senso ha?
    Beh, effettivamente non hai tutti i torti, nella mia zona sono ristretti a poca distanza l'uno dall'altro in uno spazio approssimativo di 50 Km q.ti 11 comuni più o meno grandi senza contare tutte le frazioni e le borgate. Quindi una forma di amministrazione circondariale, se vogliamo, secondo me potrebbe essere immaginata e applicata.

    Saluti

 

 
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