Mi fa male il mondo (IIª parte)
di Gaber - Luporini

1995 © Edizioni Curci Srl - Milano

Versione 2

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...
e non riesco a trovar le parole
per chiarire a me stesso
e anche al mondo
cos'è che fa male...

[parlato:] Mi fa male... mi fa male essere lasciato da una donna... non
sempre.
Mi fa male l'amico che mi spiega perché mi ha lasciato.
Mi fanno male quelli che si credono di essere il centro del mondo. e non
sanno che il centro del mondo sono io.
Mi fa male... quando mi guardo allo specchio.
Mi fa male anche quando mi dicono che mia figlia mi assomiglia molto
fisicamente. Mi fa male per lei.
Mi fanno male. quelli che sanno tutto... e prima o poi te lo dicono.
Mi fanno male gli uomini esageratamente educati, distaccati, formali. Ma mi
fanno più male quelli che per essere autentici ti ruttano in faccia.
Mi fa male essere così delicato, e non solo di salute.
Mi fa male più che altro il fatto che basta che mi faccia male un dente...
che non mi fa più male il mondo.
Mi fanno male. quelli troppo ricchi, quelli troppo poveri. Mi fanno male
anche quelli troppo così e così.
Mi fa male l'IVA, le trattenute, il 740, i commercialisti. mamma mia come mi
fanno male i commercialisti!
Mi fanno male le marche da bollo, gli sportelli, gli uffici, le code. Mi fa
male quando perdo la patente e gli amici mi dicono 'condoglianze'. E gli
impiegati, quando vai lì, non alzano neanche la testa. E poi quando la
alzano s'incazzano, perché gli fai perdere tempo. Ti trattano male,
giustamente, siamo noi che sbagliamo: l'ufficio è sempre un altro, e poi un
altro ancora, e poi le segretarie, i capouffici, i funzionari, i direttori,
i direttori generali... Mi fa male la burocrazia, mi fa male l'apparato, la
sua mentalità, la sua arroganza. mi fa male lo Stato!
Come sono delicato.
Mi fa male il futuro dell'Italia, dell'Europa, del mondo.
Mi fa male l'immanente destino del pianeta Terra minacciato dal grande buco
nell'ozono, dall'effetto serra, e da tutte quelle tragedie planetarie che al
momento poi, a dir la verità... non mi fanno mica tanto male.
Sarà perché mi fanno male le facce verdi dei verdi.
Mi fanno male i fax, i telefonini, i computers, e la realtà virtuale...
anche se non so cos'è.
Mi fa male l'ignoranza, sia quella di andata che quella di ritorno.
Mi fa male la scuola privata, ma anche quella pubblica. non scherza!
Nonostante che il Ministero della Pubblica Istruzione abbia un milione e
duecentomila dipendenti. Numericamente, nel mondo, l'ente è secondo soltanto
all'esercito americano. però!
Mi fa male la carta stampata, gli editori... tutti.
Mi fanno male le edicole, i giornali, le riviste coi loro inserti: un
regalino, un opuscolo, una cassetta, un gioco di società. "un cappuccino e
una brioches, grazie".
Mi fanno male quelli che comprano tutti i giornali perché la realtà è
pluralista.
Nooo, non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa!
Mi fa male che ci sia ancora qualcuno che crede che i giornalisti si
occupino di informare la gente.
I giornalisti, che vergogna! "Cosa mettiamo oggi in prima pagina?" "Ma sì,
un po' di bambini stuprati, è un periodo che funzionano".
Mi fanno male le loro facce presuntuose e spudorate. Facce libere e
indipendenti ma estremamente rispettose dei loro padroni, padroncini...
Facce da grandi missionari dell'informazione che il giorno dopo guardano
l'indice d'ascolto, sì, alla televisione. facce completamente a loro agio
che si infilano le dita nelle orecchie e si grattano i coglioni. Sì, questi
geniali opinionisti che gridano, litigano, si insultano, sempre più
trasgressivi, questi coraggiosi leccaculo travestiti da ribelli!
È 'questa' libertà d'informazione che mi fa vomitare!
Come sono delicato.
Mi fa male. quando mi suonano il campanello di casa e mi chiedono di firmare
per la pace nel mondo, per le foreste dell'Amazzonia, per le balene del
Pacifico, e poi mi chiedono un piccolo contributo, offerta libera, soldi,
tanti soldi, per le varie ricerche, per la vivisezione, per il terremoto
nelle Filippine, per le suore del Nicaragua, per la difesa del canguro
australiano. Devo fare tutto io!
Mi fa male. quando mi sento male. Mi fa male che in un ospedale pubblico,
per fare una Tac ci vogliano, in media, sette mesi. Mi fa male che uno
magari dopo sette mesi.
Mi fa male la faccia assolutamente normale del professore che ti dice:
"Certo che, privatamente con un milione e due, si fa domani.". Mi fa male,
anzi mi fa schifo, chi specula sulla vita della gente.
Mi fanno male quelli che dicono che gli uomini sono tutti uguali.
Mi fanno male anche quelli che dicono che 'il pesce più grosso mangia quello
più piccolo'. Mi farebbe bene metterli nella vaschetta delle balene.
Mi fa male la grande industria, la media mi fa malino, la piccola non mi fa
niente.
Mi fanno male i grandi evasori, i medi mi fanno malino, i piccoli. fanno
quello che possono!
Mi fa male che a parità di industriali stramiliardari, un operaio tedesco
guadagna 2.800.000 lire al mese ed uno italiano 1.400.000. Ma per l'altro
1.400.000 dov'è che va a finire? Allo Stato, che ne ha così bisogno.
Mi fa male che tra imposte dirette e indirette un italiano medio paghi -
giustamente! per carità - un carico di tributi tale che se nel medioevo le
guardie del re l'avessero chiesto ai contadini sarebbero state accolte a
secchiate di merda.
Mi fa male che l'Italia, cioè voi, cioè io, siamo riusciti ad avere, non si
sa bene come, due milioni di miliardi di debito.
Si sa, un vestitino oggi, un orologino domani. basta distrarsi un attimo e
si va sotto di due milioni di miliardi!
Questo lo sappiamo tutti. Ce lo sentiamo ripetere continuamente. Sta
cambiando la nostra vita per questo debito che abbiamo.
Ma con chi ce l'abbiamo? A chi li dobbiamo questi soldi?
Questo non si sa. Questo non ce lo vogliono dire. No, perché se li dobbiamo
a qualcuno che non conta... va be', gli abbiamo tirato un pacco ed è finita
lì. Ma se li dobbiamo a qualcuno che conta... due milioni di miliardi!
Prepariamoci a pagare in natura.
Mi fa male. la violenza. Mi fa male la sopraffazione, la prepotenze,
l'ingiustizia.
A dir la verità mi fa male anche la giustizia. Un paese che ha una giustizia
come la nostra non sarà mai un paese civile. Io personalmente, piuttosto che
avere a che fare con la giustizia, preferisco essere truffato, imbrogliato,
insultato e, al limite, anche un po' sodomizzato. che magari mi piace anche.
Mi fanno male anche le facce dei collaboratori di giustizia, sì, dei
pentiti. degli 'infami'. che dopo aver ammazzato uomini, donne e bambini
fanno l'atto di dolore: tre Pater Ave e Gloria e chi s'è visto s'è visto.
Mi fa male che 'tutto' sia mafia.
Mi fa male non capire perché animali della stessa specie si ammazzino tra di
loro. Mi fa male che in Bosnia non ci sia il petrolio.
Mi fa male. mi fa male chi crede che le guerre si facciano per ragioni
umanitarie. Mi fa male anche chi muore in Somalia, in Ruanda, in Palestina,
in Cecenia. Mi fa male chi muore.
Mi fa male chi dice che gli fa male chi muore e fa finta di niente sul
traffico delle armi che è uno dei pilastri su cui si basa il nostro amato
benessere.
Mi fanno male le lobby di potere, le loggie massoniche, la P2! E la P1? No,
perché se c'è la P2 ci sarà anche la P1, se no la P2 la chiamavano P1. No,
quelli della P1 sono buoni, mansueti, come. 'Agnelli', in genere stanno a
'Cuccia'.
Mi fa male qualsiasi tipo di potere, quello conosciuto, ma anche quello
sconosciuto, sotterraneo, che poi è il vero potere. Mi fanno male le
oscillazioni e i rovesci misteriosi dell'alta finanza. Più che male mi fanno
paura, perché mi sento nel buio, non vedo le facce. Nessuno ne parla,
nessuno sa niente: sono gli intoccabili. Facce misteriose che tirano le fila
di un meccanismo invisibile, talmente al di sopra di noi da farci sentire
legittimamente esclusi. È lì, in chissà quali magici e ovattati saloni che a
voce bassa e con modi raffinati si decidono le sorti del nostro mondo: dalle
guerre di liberazione, ai grandi monopoli, dalle crisi economiche, alle
cadute dei muri, ai massacri più efferati.
Mi fa male quando mi portano il certificato elettorale.
Mi fa male la democrazia, questa democrazia che è l'unica che io conosco.
Mi fa male la prima repubblica, la seconda, la terza, la quarta.
Mi fanno male i partiti, più che altro. tutti. Mi fanno male i politici,
sempre più viscidi, sempre più brutti. Mi fanno male i loro modi
accomodanti, imbecilli, ruffiani. E come sono vicini a noi elettori, come ci
ringraziano, come ci amano. Ma sì, io vorrei anche dei bacini, dei morsi sul
collo... per capire bene che lo sto prendendo nel culo. Tutti, tutti,
l'abbiamo sempre preso nel culo... da quelli di prima, da quelli di ora, da
tutti quelli che fanno il mestiere della politica.
Che ogni giorno sono lì a farsi vedere. Ma certo, hanno bisogno di noi che
li dobbiamo appoggiare, preferire, li dobbiamo votare, in questo ignobile
carosello, in questo grande e libero mercato delle facce. facce, facce,
facce che lasciano intendere di sapere tutto e non dicono niente. Facce che
non sanno niente e dicono. di tutto!
Facce suadenti e cordiali, col sorriso di plastica.
Facce esperte e competenti che crollano al primo congiuntivo.
Facce compiaciute, vanitose, che si auto incensano come vecchie baldracche.
Facce da galera, che non sopportano la galera e si danno malati.
Facce che dietro le belle frasi hanno un passato vergognoso da nascondere.
Facce da bar che ti aggrediscono con un delirio di sputi e di idiozie.
Facce megalomani, da ducetti dilettanti.
Facce ciniche da scuola di partito, allenate ai sotterfugi e ai colpi bassi.
Facce che hanno sempre la risposta pronta e non trovi mai il tempo di
mandarle a fare in culo!
Facce che straboccano solidarietà.
Facce da mafiosi, che combattono la mafia.
Facce da servi intellettuali, da servi gallonati, facce da servi e basta.
Facce scolpite nella pietra che con grande autorevolezza sparano cazzate!
Non c'è neanche una faccia, neanche una che abbia dentro il segno di
qualsiasi ideale. Una faccia che ricordi il coraggio, il rigore, l'esilio,
la galera. No, c'è solo l'egoismo incontrollato, la smania di affermarsi, il
potere, il denaro, l'avidità più schifosa, dentro a queste facce impotenti e
assetate di potere.
Facce che ogni giorno assaltano la mia faccia in balia di tutti questi
nessuno.
E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...
La cosa che mi fa più male è vedere le nostre facce con dentro le ferite di
tutte le battaglie che non abbiamo fatto.
E mi fa ancora più male vedere le facce dei nostri figli con la stanchezza
anticipata di ciò che non troveranno.
Sì, abbiamo lasciato in eredità forse un normale benessere, ma non abbiamo
potuto lasciare quello che abbiamo dimenticato di combattere e quello che
abbiamo dimenticato di sognare.
Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini
egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle
cose che ci fanno male, dai disagi quotidiani, dalle insofferenza comuni,
dal nostro rifiuto! Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo.
Milioni di uomini che gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di
cambiare veramente il mondo.

Mi fa male il mondo
mi fa male il mondo
Mi fa male il mondo
mi fa male il mondo...

Mi fa bene comunque credere
che la fiducia non sia mai scomparsa
e che d'un tratto ci svegli un bel sogno
e rinasca il bisogno di una vita diversa.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo.

Mi fa bene comunque illudermi
che la risposta sia un rifiuto vero
e che lo sfogo dell'intolleranza
prenda consistenza e ridiventi un coro.

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

Ma la rabbia che portiamo addosso
è la prova che non siamo annientati
da un destino così disumano
che non possiamo lasciare ai figli e ai nipoti.

Mi fa male il mondo, mi fa male...
Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

Mi fa bene soltanto l'idea
che si trovi una nuova utopia.
litigando col mondo.

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OGGETTO: l'istituzione di un sistema di società basato sulla proprietà comune e il controllo democratico dei mezzi e degli strumenti per la produzione e la distribuzione delle ricchezze nell'interesse di tutta la società. Il Movimento Socialista Mondiale (http://www.worldsocialism.org) sostiene solamente l'immediata sostituzione del capitale e dei salari/stipendi con la produzione universale per l'uso; esso è organizzato in partiti compagni in Africa, Australia, Canada, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, USA e altrove (http://worldsocialism.blog.excite.it).