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Discussione: Turchia

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    Turchia

    A proposito di Turchia ::

    Leggete e sappiatemi dire qualcosa in merito ...

    ATATURK E IL MITO DELLA TURCHIA "LAICA"

    Nel corso della storia, l'Impero Ottomano ha praticato continuamente una politica aggressiva e di conquista nei confronti dell'Europa. Per secoli, la parola "turco" ha suscitato apprensione e finanche terrore ed è stata sinonimo di musulmano.
    Le riforme operate da Mustafa Kemal, detto Ataturk (Padre dei Turchi), a partire dal 1923, data della proclamazione della Repubblica, tese a "laicizzare" il Paese musulmano, non pare abbiano lasciato una traccia profonda nel tessuto sociale turco.
    Per dare un'idea della profonda influenza dell'islamismo sulla società turca attuale basti pensare al recente episodio, accaduto in una città della Turchia appena qualche mese fa, che ha visto cinque giovani studentesse lasciate affogare miseramente perché i loro insegnanti, per motivi religiosi, non hanno permesso agli uomini presenti di salvarle.
    A proposito della "laicizzazione" kemalista non va dimenticato che sotto il regime di Ataturk è stato portato a compimento il genocidio dei cristiani armeni, iniziato nel 1915 dai "Giovani Turchi", movimento nazionalista di cui faceva parte lo stesso Mustafa Kemal, e centinaia di migliaia di cristiani di etnia greca sono stati espulsi dalla Turchia.
    Comunque sia, dopo la morte di Ataturk, avvenuta nel 1938, e il breve interregno del suo delfino Ismet Inonu, già nel 1950 Adnan Menderes, vincitore, con il Partito democratico, delle elezioni legislative di quell'anno, iniziò una politica di netta reislamizzazione, che mise in causa il kemalismo.

    I vari colpi di stato che si sono succeduti in Turchia per restaurare la politica kemalista (negli anni 1960, 1971 e 1980), non sono riusciti ad impedire la reislamizzazione della società turca portata avanti, dopo Menderes, dai governi di, Suleyman Demirel (1965-1971), Erbakan (19951997) e Recep Tayyp Erdogan (2002).

    II VERO VOLTO DEL PREMIER ERDOGAN

    Erdogan, ora si proclama "conservatore democratico musulmano", moderato, pro-occidentale e difensore della Nato. Ma lo stesso, pochi anni fa, nel dicembre 1997, fu condannato in base all'articolo 312 del codice penale turco per "incitamento all'odio religioso" per aver pubblicamente declamato i versi del poeta Ziya Gõkalp, uno dei padri del nazionalismo islamico turco, che recitano: "I minareti sono le nostre baionette, le cupole i nostri caschi, le moschee le nostre caserme e i credenti i nostri soldati".
    Il 28 e 29 maggio 1996, quando era sindaco di Instanbul, Erdogan organizzò una grande riunione islamica nell'ex-capitale bizantina sul tema della necessità, per i musulmani, di creare un "mercato comune islamico" e una "ONU islamica" non assoggettati agli occidentali.
    Nel 1994 Erdogan dichiarava: "La democrazia è un mezzo, non un fine" ("Revue des Deux Mondes", aprile 2003, p. 129) e nel 1995, appena divenuto sindaco di Instanbul, paragonava la sua vittoria alla presa di Costantinopoli dal sultano Maometto Il nel 1453 e proponeva di gemellare Istanbul alla Mecca e di finanziare i viaggi municipali alla Mecca e a Medina per "riconciliare il paese di Ataturk con l'Islam".
    I1 10 luglio 2003, appena l'anno scorso, il giornale turco "Star" ha pubblicato una foto, scattata in un quartiere di Istanbul, che mostra Erdogan inginocchiato davanti a Gubuldin Hekmatiar, uno dei capi terroristi afghani più ricercati.

    A quale Erdogan credere? A quello che si proclama a parole democratico, moderato o pro-occidentale, oppure a quello che delineano i fatti concreti sopra citati? Non dimentichiamo che l'Islam ammette la pratica della takiyya, che consiste nel celare le vere intenzioni per raggiungere uno scopo.

    LA TURCHIA E LA "ZONA DELLE TEMPESTE"

    Non vanno sottovalutati, poi, i conflitti che oppongono la Turchia alle nazioni vicine. La Georgia, dove la Turchia sostiene il separatismo azero, la Siria e l'Iraq, con le quali mantiene un contenzioso territoriale e un contenzioso sulla divisione delle acque del Tigri e dell'Eufrate.
    Con l'integrazione della Turchia, l'Unione Europea si accollerebbe gli spinosi problemi geopolitici del paese asiatico.


    DUECENTO MILIONI DI TURCHI IN EUROPA

    Oggi, la Turchia ha 71 milioni di abitanti, il 99% dei quali di religione musulmana. Una popolazione formata in gran parte da diseredati, con un coefficiente di accrescimento demografico galoppante. Il 30% dei turchi ha meno di 15 anni. Il tasso di fecondità delle donne turche è di 2,8 bambini contro una media di 1,7 nell'Europa occidentale.

    All'est della Turchia il tasso si innalza a 4,6 bambini per donna. Secondo le proiezioni dell'Istituto nazionale di statistica, pubblicate nel settembre del 2003 dal "Turkish Daily News", nel 2020 la Turchia conterà 100 milioni di abitanti. Nel 1927 ne contava 14 milioni, 35 milioni nel 1970, 71 milioni attualmente, con un raddoppio ogni 35 anni. Se ai 100 milioni di abitanti previsti nel 2020 si aggiungeranno i milioni di abitanti turcofoni dell'Iran e dell'Asia centrale, che avranno la doppia nazionalità, si giunge ad una cifra che va dai 150 ai 200 milioni di persone, che arriveranno in Europa attraverso la Turchia e vi circoleranno liberamente.

    Su una popolazione di 470 milioni di europei non turchi, nel 2024 l'Europa dei 27, compresi i nuovi 10 paesi appena entrati e la Bulgaria e la Romania, comprenderà dai 150 ai 200 milioni di turcofoni; vale a dire un europeo su quattro sarà turco e musulmano.
    Sarebbe esagerato ipotizzare che tra qualche anno il Parlamento europeo potrebbe essere a maggioranza islamica?

    IL "PESO" ECONOMICO DELLA TURCHIA

    Riuscirà l'Europa a sostenere l'innesto, nel suo sistema economico avanzato, dell'economia turca, ancora molto arretrata?
    La lezione della Germania, che non ha ancora smaltito, dopo quasi quindici anni, gli effetti negativi sull'economia della riunificazione con l'Est, dovrebbe far riflettere.

    II sistema economico turco ha tutte le caratteristiche di un'economia sottosviluppata: PIL per abitante basso (2.180 euro per abitante nel 2002, contro una media europea di 27.000 euro); forte indebitamento estero (da trent'anni la Turchia figura tra i quattro paesi più indebitati del mondo, con un debito estero che rappresenta il 90% del suo PIL); superfiscalizzazione in relazione alle sue capacità economiche reali (il governo preleva più del 27% del suo PIL attraverso le imposte dirette; se si aggiunge il 15% di deficit pubblico si arriva ad una spesa pubblica, dedicata soprattutto al finanziamento dell'esercito e del debito pubblico, pari al 42% del PIL e ciò pur in assenza di un reale sistema di previdenza sociale); crisi economica permanente (da trent'anni il tasso medio di inflazione della Turchia è del 65%; dal 2001 essa ha subito una diminuzione del PIL del 7,5%; il debito pubblico globale è arrivato a 145 miliardi di euro, pari al 92% del PIL, una percentuale sopportabile da paesi sviluppati ma non da paesi emergenti).
    Con l'integrazione della Turchia il PIL per abitante dell'Europa rischia di scendere dai 27.000 euro del 2002 a 15.000 euro. Si consideri che il PIL medio degli Stati Uniti è di 34.000 euro e quello della Svizzera di 57.000 euro.

    UNO STATO TOTALITARIO

    La Turchia attuale è uno Stato totalitario. La Costituzione del 1982, attualmente in vigore è una delle più restrittive in termini di libertà pubbliche.

    Nelle carceri turche vi sono 12.000 prigioneri politici. La tortura e le esecuzioni sommarie sono praticate regolarmente.
    Il vero potere in Turchia è detenuto dal Consiglio Nazionale di Sicurezza (MGK), una sorta di governo ombra composto da militari e civili. In base all'art. 118 della Costituzione, il governo è tenuto a seguire i suoi avvisi alla lettera.

    Nel corso di un viaggio in Europa, l'ex segretario dell'MGK, generale Tuncer Cilinç, durante un pranzo in suo onore offerto dall'ambasciata turca a Bruxelles, dichiarava: "lo sono per l'adesione all'UE, ma senza illusioni. (...) L'UE non è stata mai vicina alla Turchia, sia per ragioni culturali che religiose. (...) L'UE è terrorizzata all'idea che la Turchia si fortifichi come ai tempi degli Ottomani".

    L'esercito turco controlla le Università attraverso il Consiglio dell'insegnamento superiore (YOK), e i mass-media tramite l'Alto consiglio della radio e della televisione (RTUK). Esso è presente in quasi tutti i settori della vita economica; gestisce un enorme complesso militare-industriale attraverso due istituzioni: l'OYAK (Fondi di pensioni delle forze armate) e il TSKGV (Fondazione per il rafforzamento delle forze armate). UOYAK, fondata nel 1961, è una holding che comprende ventisei imprese con 30.000 addetti e fa parte dei cinque primi gruppi industriali e finanziari del paese mentre il TSKGV si dedica all'industria bellica e impiega 20.000 persone.
    L'esercito turco è quindi un vero Stato nello Stato. Forte di oltre 800.000 uomini, esso, seconda forza armata della NATO, diverrebbe il primo esercito "europeo" nel caso dell'entrata della Turchia nella UE.

    SETTECENTO ANNI CONTRO L'EUROPA

    UN CORPO ESTRANEO ALL'EUROPA

    La Turchia attuale è in bilico tra la realtà di uno Stato totalitario ed antidemocratico e le tentazioni del rinascente islamismo. Si tratta, in entrambi i casi, di corpi estranei alla nostra cultura, che sarebbero difficilmente assimilati da essa.
    Vale la pena di correre questi rischi? È assolutamente necessario far partecipare la Turchia all'Unione Europea quando i vantaggi che se ne vogliono ritratte potrebbero essere raggiunti, senza rischi, con altri strumenti, quali intese e trattati bilaterali di carattere sia politico che economico e militare

  2. #2
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    Predefinito Re: Turchia

    Originally posted by MEROVINGIO
    A proposito di Turchia ::

    Leggete e sappiatemi dire qualcosa in merito ...

    ATATURK E IL MITO DELLA TURCHIA "LAICA"

    Nel corso della storia, l'Impero Ottomano ha praticato continuamente una politica aggressiva e di conquista nei confronti dell'Europa. Per secoli, la parola "turco" ha suscitato apprensione e finanche terrore ed è stata sinonimo di musulmano.
    UN CORPO ESTRANEO ALL'EUROPA

    La Turchia attuale è in bilico tra la realtà di uno Stato totalitario ed antidemocratico e le tentazioni del rinascente islamismo. Si tratta, in entrambi i casi, di corpi estranei alla nostra cultura, che sarebbero difficilmente assimilati da essa.
    Vale la pena di correre questi rischi? È assolutamente necessario far partecipare la Turchia all'Unione Europea quando i vantaggi che se ne vogliono ritratte potrebbero essere raggiunti, senza rischi, con altri strumenti, quali intese e trattati bilaterali di carattere sia politico che economico e militare
    Merovingio,
    sono fatti che sono nella memoria delle generazioni più mature,
    Quelle giovani ,a parte una frazioni di esse inquinate del veleno del materialismo storico,non sanno nulla del pericolo incombente della bomba atomica islamica(che non è quella iranica)rappresentate dal ventre delle islamiche.
    Quando l'equilibrio etnico sarà spezzato non si tratterà più di integrare l'alterità di quella cultura ma di liberarcene.
    I rossi canteranno bella ciao e i liberali dovranno liberarsi senza gli impedimenti morali e legali che impediscono loro di difendere il suolo patrio.

  3. #3
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    behhh allora!!!!!!!

    vorrei sapere qualche opinion sull cosidetta "laicità" della rep Turca da parte di qualche rosso del forum!

  4. #4
    Totila
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    Originally posted by MEROVINGIO
    behhh allora!!!!!!!

    vorrei sapere qualche opinion sull cosidetta "laicità" della rep Turca da parte di qualche rosso del forum!
    Se sei preoccupato dell'entrata della Turchia, rivolgiti a Berlusconi. Lui ubbidisce solo ai desiderata di Bush.

  5. #5
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    cari COMPAGNI

    ma se la turchia è il paese islamico + vicio aloccidente e + laico del mondo musulmano ....

    ....cosa devo pensare degli altri paesi slamici

  6. #6
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    Predefinito Re: Turchia

    Originally posted by MEROVINGIO


    SETTECENTO ANNI CONTRO L'EUROPA

    UN CORPO ESTRANEO ALL'EUROPA

    La Turchia attuale è in bilico tra la realtà di uno Stato totalitario ed antidemocratico e le tentazioni del rinascente islamismo. Si tratta, in entrambi i casi, di corpi estranei alla nostra cultura, che sarebbero difficilmente assimilati da essa.
    Vale la pena di correre questi rischi? È assolutamente necessario far partecipare la Turchia all'Unione Europea quando i vantaggi che se ne vogliono ritratte potrebbero essere raggiunti, senza rischi, con altri strumenti, quali intese e trattati bilaterali di carattere sia politico che economico e militare
    La Turchia non è Europa, non lo era neppure ai tempi di Costantinopoli, di Bisanzio, c'è sempre stata anche una forte conflittualità tra il nostro mondo cattolico e quella terra, ortodossa, figuriamoci dopo che p diventata Islamica; l'Europa si ferma alla Grecia io credo; dobbiamo però avere delle partnership forti con questi paesi perchè inglobano ltretutto alcune minoranze importanti che possono favorire lo svilupopo democratioco di questi paesi.

  7. #7
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    C'è molta confusione e un intenzione di sobillare a tutti i costi l'odio religioso in questo forum, quindi risponderò brevemente e poi me ne vado.

    Le notizie storiche sono parziali ed inesatte.
    Io non mi metto a fare speculazioni e a gettare veleno gratuito, quindi non userò parole mie ma quelle degli storici, faccio informazione laddove l'informazione per ovvi doppi fini non vuole essere recepita:

    "Benche la repubblica turca fosse dotata di una costituzione democratica fin dal 1924, Mustafa Kemal assunse i poteri di un dittatore, prese il nome di Ataturk e introdusse d'autorità una serie di riforme che riuscirono a modernizzare il paese, ma che non bastarono ad assicurarne lo sviluppo. La Turchia divenne un regime a partito unico, privo di libertà, nel quale comunque la rivoluzione laica e modernizzatrice continuò sicuramente a riscuotere l'adesione della grandissima maggioranza dell'opinione pubblica."
    Paolo Viola, Storia Moderna e Contemporanea.

    Ancora, riguardo ai "millet" nello stato ottomano, comunità a cui era permesso professare religione cristiana con tolleranza:

    "Ognuno dei millet era governato da un codice proprio e amministrato dalle proprie autorità religiose.
    Non si trattava dunque di comunità nazionali nel senso che potremmo oggi conferire al termine "nazionale", quanto di comunità riconosciute esclusivamente su base religiosa (millet appunto), comunità prive di una base territoriale e identificate invece esclusivamente sulla base dell'appartenenza religiosa. Il millet conservò una funzione istituzionale fino alla fine del potere ottomano, e non perché facesse affidamento su corti di giustizia, armi, confini: si trattava esclusivamente di una concessione del potere supremo. Queste comunità non erano infatti minimamente capaci di opporsi all'autorità del Sultano, dal momento che esse si limitavano a riscuotere il gettito e ad amministrare la comunità."
    Stanford J. Shaw, History of the Ottoman Empire and Modern Turkey

    STORIA IN BREVE DELLA TURCHIA MODERNA:

    1925 Riforme di Ataturk:
    - L’Islam e lo Stato vengono disgiunti, (l'Islam non sia più religione di Stato)
    - Toglire l’obligo del velo per le donne e del fez per gli uomini, la poligamia, e il calendario musulmano.
    - Assumere il codice civile svizzero e quello penale italiano
    - Riforma del sistema giudiziario; matrimonio civile (abolisce la poligamia), l’alfabeto latino e il calendario gregoriano
    - Riforme nelle scuole; scuole moderne di ogni ordine e grado e favorendo un’opera di turchizzazione del linguaggio, cancellando termini di origine araba e persiana
    - Cognomi vengono modificati
    - Diritti di voto alle donne (1934)
    - Creazione di una banca centrale e di una sistema finanziario complesso, con istituti di credito industriale, agricolo e commerciale
    - Vennero nazioanlizzati i sistemi di trasporto e i grandi complessi industriali
    - Furono abolite o ritirate le concessioni straniere
    - Patti di amicizia con la Russia, l’Irak, la Jugoslavia, la Grecia, la Romania, al fine consolidare i confini e la pace nella regione

    1938
    Ataturk muore nel 1938 e gli succede Ismet Inonu

    1945
    La Turchia resta neutrale fino al 1945, quando entra da parte dei paesi alleati contro la Germaniam

    1945-1946
    La Turchia entra nel sistema di pluripartitismo

    1946
    La Turchia diventa statuto membro di UN

    1950-1959
    Partecipa alla guerra in Corea e nel 1952 entra nella Nato.
    Partito Democratico venne avviato una politica di liberalismo economico attraverso appelli ai capitelli stranieri, la privatizzazione di talune industrie statali e un robusto sostegno all’agricoltura.

    1961-1971
    Fu proclamata la seconda repubblica per il ritorno ai principi di Ataturk e varata una nuova costituzione.

    1972-1980
    Nel 1973 è inaugurato il ponte sul Bosforo.
    Aumentano le tenzioni con la Grecia sulla qestione di Cipro.

    1980-1982
    Colpo di Stato Militare, e la costituzione del 1961 abolita assieme ai partiti politici; repressioni, censura, arresti di politici e intellettuali. Kenan Evren porse un freno al caos, ritorno progressivo al governo civile.

    1983 - 1993
    Turgut Ozal, primo ministro dal 1983 al 1989 e Presidente dal 1989 al 1993 (del suo morte); si avvia la normalizzazione.


    1991
    la Turchia partecipa alla guerra del Golfo contro l'lrak.

    1993-1998
    Una donna viene eletta primo ministro. Tansu Ciller, condusse un governo di minoranza per i prossimi due anni.

    1996
    Unione doganale coi peasi della cominità europea.
    Il partito islamico ottiene un consistente successo alle elezioni politiche me non tale da formare il governo fondamentalista di matrice islamica, cui le forze armate si opprrebbero con forza.

    1999-2002
    Coalizione di tre partiti Centro sinistra di Bulent Ecevit, centro destra di Mesut Yilmaz e seconda magioranza estrema destra di Devlet Bahceli) ha avviato i nuovi reformi per risolvere i crisi economici e entrare all’unione europea. Sotto della pressione internazionale, e sega il Partito Sinistra e Democristiana condotta dal veterano che Bulent Ecevit è ritornato per motorizzare.
    Con l'appoggio di altri due patriti, lui è stato in grado formare un governo stabile.


    RIASSUMENDO:

    1925:
    - L'ISLAM NON E' PIU' RELIGIONE DI STATO. NOI 80 ANNI DOPO ABBIAMO ANCORA IL CONCORDATO !!

    - HANNO UN CODICE CIVILE SVIZZERO E UN CODICE PENALE ITALIANO.

    1934:
    VOTANO LE DONNE (da noi voteranno solo 12 anni dopo!!!)

    1950:
    APPLICANO IL LIBERALISMO ECONOMICO QUANDO DA NOI ANCORA SI PARLAVA DI POSSIBILE PROTEZIONISMO E SI ANDAVA AVANTI CON L'ISTITUTO DI RICOSTRUZIONE INDUSTRIALE (IRI) STATALE !!!

    1993:
    UNA DONNA PRIMO MINISTRO QUANDO NOI NON NE ABBIAMO MAI AVUTE E NON FACCIAMO NEANCHE UNA LEGGE PER ASSICURARNE LA PRESENZA IN PARLAMENTO !!!

    1996:
    L'ESERCITO PRONTO AD INTERVENIRE CONTRO GLI ESTREMISTI RELIGIOSI QUANDO NOI LI FACCIAMO PARLARE E GRIDARE A TUTTO SPIANO !!!

    1999:
    GOVERNANO SOCIALISTI E DEMOCRISTIANI !!!

    Cazzo questi sono più europei di noi! Altroché!!

  8. #8
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    La Turchia è solo un paese moderno e laico che lotta contro gli estremisti religiosi e gli intolleranti.

    L'Italia è un paese conservatore e non-laico che è dominato da catto-bigotti e sprofonda sempre più nell'intolleranza...

    ...a mio parere questo basta a fargli meritare l'Europa più di noi.

    Per questo probabilmente tanti li odiano.
    Per questo forse un giorno, trascinati da questi che odiano, noi saremo cacciati dall'Europa e loro vi entreranno!!!!!

  9. #9
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    Originally posted by bowman
    La Turchia è solo un paese moderno e laico che lotta contro gli estremisti religiosi e gli intolleranti.

    L'Italia è un paese conservatore e non-laico che è dominato da catto-bigotti e sprofonda sempre più nell'intolleranza...

    ...a mio parere questo basta a fargli meritare l'Europa più di noi.

    Per questo probabilmente tanti li odiano.
    Per questo forse un giorno, trascinati da questi che odiano, noi saremo cacciati dall'Europa e loro vi entreranno!!!!!
    Non voglio replicare a tutto quello che hai detto, perchè sarebbe molto facile, non lo farò peerchè non ne ho nemmeno il tempo, ma da tutto quello che dici se ne deduce che per te tutto quello che è religione è malefico, questo è molto pericoloso per l'europa ricodatevelo, e cercate di agganciarlo al relativismo di cui vi ho parlato

  10. #10
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    Benche la repubblica turca fosse dotata di una costituzione democratica fin dal 1924, Mustafa Kemal assunse i poteri di un dittatore, prese il nome di Ataturk e introdusse d'autorità una serie di riforme che riuscirono a modernizzare il paese, ma che non bastarono ad assicurarne lo sviluppo. La Turchia divenne un regime a partito unico, privo di libertà, nel quale comunque la rivoluzione laica e modernizzatrice continuò sicuramente a riscuotere l'adesione della grandissima maggioranza dell'opinione pubblica."
    Paolo Viola, Storia Moderna e Contemporanea



    la rivoluzione LAICA riscuote l'adesione della > della popolazione



    e già ,.....peccato che alle elezioni la popolazione voti x i partiti fanatici e integralisti

    mentre i partiti islamici moderati perdono sempre


    (...non so + come dirtelo ...)

 

 
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