Sarebbe vissuto dal '75 sotto il nome di Massimo Testa

Trovata la tomba di Ghira: è morto nel '94

Nell'enclave spagnola di Melilla la polizia trova il cadavere del latitante del Circeo riconosciuto con un confronto dattiloscopico

ROMA - Il corpo di Andrea Ghira, latitante da oltre trentanni, dopo il massacro del Circeo, sarebbe stato trovato in un cimitero in Spagna dalla polizia di Stato. Gli uomini della polizia di stato avevano individuato e fotografato nei giorni scorsi la tomba dove si trova sepolto Ghira, probabilmente sotto falso nome. La (quasi) certezza che fosse lui è arrivata dalla Spagna dove è stato confrontato l'esame dattiloscopico di Ghira con quello dell'uomo sepolto a Melilla. Tuttavia permangono dei dubbi e proprio per questo la procura di Roma ha chiesto alle autorità spagnole di effettuare un prelievo del dna del cadavere in modo di poter verificare che si trattasse proprio di quello del superlatitante.

LA TOMBA - La Squadra Mobile di Roma,diretta da Alberto Intini, e il Servizio Centrale Operativo avrebbero quindi trovato il luogo dove sarebbe sepolto l'uomo che il 30 settembre 1975, nella sua villa al Circeo, insieme a Gianni Guido e Angelo Izzo picchiò, violentò e annegò una studentessa di 19 anni, Rosaria Lopez, e ridusse in fin di vita una sua amica di appena 17 anni, Donatella Colasanti, che riuscì a salvarsi solo facendosi credere morta dai tre massacratori. In particolare, la tomba di Ghira si troverebbe nell'enclave spagnola di Melilla, dove il superlatitante sarebbe sepolto sotto il falso nome di Massimo Testa.
LA STORIA - Ma c'è di più. Ghira, condannato all'ergastolo per l'omicidio del Circeo, sarebbe riuscito a sfuggire alla giustizia italiana arruolandosi nella legione straniera spagnola, il «Tercio». Qui, sotto il nome di Massimo Testa, sarebbe diventato caporalmaggiore. Nel settembre del '93, Massimo Testa, alias Gianni Ghira, sarebbe stato allontanato dal "Tercio" per assunzioni di sostanze stupefacenti. Esattamente un anno dopo, nel settembre '94, il decesso. La foto diffusa nelle ultime 24 ore che ritrae un uomo nel 1995 all'uscita di un palazzo nella capitale non sarebbe, pertanto, quella del superlatitante.
LA COLASANTI: NON CI CREDO - «Non ci credo assolutamente. Sono solo chiacchere per depistare. Basta coi depistaggi!». Donatella Colasanti, superstite del massacro del Circeo non intende credere che il corpo trovato in un cimitero spagnolo sia quello di Andrea Ghira. «Le ricerche - dice - vanno fatte a Roma. Chi prova ancora a depistare si prenderà le proprie responsabilità, così come chi lo ha aiutato nella latitanza. Nel '95 Ghira era a Roma ed è qui che va cercato».

29 ottobre 2005

da www.corriere.it