Si sprecano gli slogan antimusulmani. Gli insulti all'Islam. Le canzoncine di scherno. I più gentili recitano: "La terra ai lodigiani e non ai musulmani", "Padania cristiana, mai musulmana", "l' ombra del minareto non oscurerà il nostro campanile", "né Mosca né moschee, non abbiamo bisogno di insetti", "chi non salta musulmano è", "Allah è grande e Ferrari ce l'ha piccolo" (Aurelio Ferrari è il sindaco popolare di Lodi). […].
Il pomeriggio era cominciato con una messa da campo, proprio sul prato dove dovrebbe sorgere la moschea, alle porte di Lodi. A celebrarla il cappellano della Lega, don Mario, 75 anni, un prete di campagna fatto arrivare appositamente da Mantova […]
Il bianco gazebo leghista, aperto su tutti i lati, non riesce a proteggere l'altare improvvisato da don Mario, una valigetta ventiquattrore appoggiata su una sedia. L'acqua spinta dal vento bagna tutto, ostia consacrata compresa. Tutt'intorno campeggiano i fradici striscioni antislamici. Uno, particolarmente duro, avverte: "Terra concimata con urina di porco". "È un messaggio contro i musulmani - spiega orgoglioso un militante - che non possono costruire su terreni infetti. E il maiale è per loro un animale infetto. Ma se non vogliono mangiare pane e salame se ne tornano tutti a casa loro". Altri inneggiano alla battaglia di Lepanto, nella quale vennero sconfitti gli infedeli. Qualcuno abbandona gli slogan e preferisce parlare di politica: "La nostra è una battaglia culturale. Non vogliamo che le tradizioni cristiane vengano distrutte. Guardate come trattano loro le donne. Sapete cos'è l'infibulazione e le mutilazioni genitali? Noi non vogliamo finire così. Se vengono da noi devono rispettare le nostre abitudini".
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