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Discussione: svolta a 360 gradi

  1. #1
    itloox
    Ospite

    Predefinito svolta a 360 gradi

    Oggi il premier va a Washington per il faccia a faccia
    con Bush. Argomento principale: l'exit strategy
    La svolta arriva dai sondaggi
    "Gli italiani contro l'invasione"
    Preoccupazione per le elezioni: "L'Iraq terreno da sminare"
    di CLAUDIO TITO


    Berlusconi con Bush
    ROMA - "E' una cosa che io ho sempre detto. Non c'è nulla di cui stupirsi. L'ho sempre detta e continuo a maggior ragione a dirla in questi giorni". Silvio Berlusconi, con i suoi fedelissimi, mette l'accento su quel "in questi giorni". E sì, perché la questione irachena rischia di essere uno dei punti deboli della Casa delle libertà nella campagna elettorale che ormai sta entrando sempre più nel vivo. E vuole mettersi al riparo sapendo - anche dagli ultimi sondaggi e "focus group" commissionati - che l'intervento in Iraq non ha mai convinto gli italiani. Sia quelli che votano il centrosinistra, sia quelli di centrodestra.

    Se l'occasione dell'intervista a La7 è stata casuale, la risposta era stata studiata da tempo. La guerra in Iraq, nei piani del Cavaliere, deve trasformarsi al più presto "in una pagina già voltata". Non deve entrare nello scontro con Romano Prodi. O almeno, sta spiegando Sua Emittenza nelle riunioni con il suo staff, deve essere un terreno da "sminare". Da rendere insomma innocuo. "Prodi - dice infatti il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti - invece di fare battute, vada a rileggersi gli interventi fatti nel 2003 alla Camera dal presidente del consiglio".

    Non è un caso, poi, che la prossima settimana, mercoledì sera, proprio di ritorno dall'incontro con il presidente Usa, George Bush, il premier vedrà a Roma tutti gli ambasciatori islamici accreditati presso il nostro governo. Con l'eccezione, probabilmente, di quello iraniano. L'obiettivo, dunque, è quello di ricucire con quel mondo. Tentare di ricomporre un rapporto che negli ultimi tre anni si è quasi completamente deteriorato.

    Un'iniziativa nata dai frequenti contatti con Afef, la moglie tunisina di Marco Tronchetti Provera, che viene considerata da via del Plebiscito una sorta di "ambasciatrice" presso il mondo arabo e musulmano. Tant'è che l'intervista è stata rilasciata alla giornalista palestinese, Rula Jebreal.

    Il tutto, certo, per preparare la sfida al "Professore". Ma anche per allestire tutte le possibili contro-difese nel caso in cui - come continuano a segnalare tutti i rapporti dei Servizi segreti - l'Italia dovesse concretamente entrare nell'obiettivo dei terroristi. Alla vigilia delle elezioni, esattamente come è accaduto in Spagna. Soprattutto Berlusconi teme che un eventuale dramma possa ripercuotersi sulla maggioranza.

    L'intervista, però, è stata anche registrata a tre giorni dal faccia a faccia con Bush. Le parole del presidente del consiglio sono subito rimbalzate negli States. Tutti i siti dei principali giornali americani hanno riportato con un certo rilievo la "presa di distanza" di Roma. E la preoccupazione della diplomazia italiana, in realtà, è che la Casa Bianca possa leggerla come una pugnalata alle spalle mentre infuria la polemica sul Ciagate e sul Nigergate. Infatti, si affrettano a precisare a Palazzo Chigi, "l'intervista era prevista per martedì", ossia dopo la visita a Washington.

    Sta di fatto che, al di là delle giustificazioni del governo italiano, il timore che il Nigergate possa avere ulteriori sviluppi, c'è tutto. Come c'è l'intenzione del premier di rinnovare la richiesta di accelerare il ritiro da Nassiriya delle truppe italiane. Magari, appunto, entro il voto della prossima primavera. Non può essere un caso che lo stesso argomento sia stato trattato solo due giorni fa nelle anticipazioni del prossimo libro di Bruno Vespa. "Se fosse possibile - ribadisce a ogni piè sospinto il Cavaliere - io completerei il ritiro entro aprile. Solo con l'accordo degli Usa, naturalmente, ma sarebbe la soluzione migliore". Nell'agenda del bilaterale di lunedì prossimo con il presidente americano, dunque, la questione irachena figura tra i primi punti.

    Nella stessa direzione, infatti, sta procedendo anche il pressing di Roma per modificare la risoluzione 1564 dell'Onu, in scadenza tra poche settimane. Un pressing che punta a coinvolgere nella presenza in Iraq Paesi come Francia e Germania, fino ad ora assenti in tutte le operazioni belliche





    il nano cerca disperatamente di adeguarsi all'avanzare della verità.
    bisogna che in campagna elettorale,tra l'altro,si batta moltissimo su chi ha voluto immischiare l'italia in una guerra inutile e dqnnosa.
    in quanto al tentativo di coinvolgere germania e francia nel pasticcio irak,il tentativo fallirà miseramente:
    quelli mica sono servi come i bananas

  2. #2
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    Predefinito Re: svolta a 360 gradi

    In Origine Postato da itloox

    ..................
    il nano cerca disperatamente di adeguarsi all'avanzare della verità.
    bisogna che in campagna elettorale,tra l'altro,si batta moltissimo su chi ha voluto immischiare l'italia in una guerra inutile e dqnnosa.
    in quanto al tentativo di coinvolgere germania e francia nel pasticcio irak,il tentativo fallirà miseramente:
    quelli mica sono servi come i bananas
    E soprattutto ora che si dimostra che avevano visto giusto non commetteranno l'errore di impelagarsi per la bella facccia di Bush e il culo del nano.

  3. #3
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    Predefinito Re: svolta a 360 gradi

    In Origine Postato da itloox
    Oggi il premier va a Washington per il faccia a faccia
    con Bush. Argomento principale: l'exit strategy
    La svolta arriva dai sondaggi
    "Gli italiani contro l'invasione"
    Preoccupazione per le elezioni: "L'Iraq terreno da sminare"
    di CLAUDIO TITO


    Berlusconi con Bush
    ROMA - "E' una cosa che io ho sempre detto. Non c'è nulla di cui stupirsi. L'ho sempre detta e continuo a maggior ragione a dirla in questi giorni". Silvio Berlusconi, con i suoi fedelissimi, mette l'accento su quel "in questi giorni". E sì, perché la questione irachena rischia di essere uno dei punti deboli della Casa delle libertà nella campagna elettorale che ormai sta entrando sempre più nel vivo. E vuole mettersi al riparo sapendo - anche dagli ultimi sondaggi e "focus group" commissionati - che l'intervento in Iraq non ha mai convinto gli italiani. Sia quelli che votano il centrosinistra, sia quelli di centrodestra.

    Se l'occasione dell'intervista a La7 è stata casuale, la risposta era stata studiata da tempo. La guerra in Iraq, nei piani del Cavaliere, deve trasformarsi al più presto "in una pagina già voltata". Non deve entrare nello scontro con Romano Prodi. O almeno, sta spiegando Sua Emittenza nelle riunioni con il suo staff, deve essere un terreno da "sminare". Da rendere insomma innocuo. "Prodi - dice infatti il portavoce del premier, Paolo Bonaiuti - invece di fare battute, vada a rileggersi gli interventi fatti nel 2003 alla Camera dal presidente del consiglio".

    Non è un caso, poi, che la prossima settimana, mercoledì sera, proprio di ritorno dall'incontro con il presidente Usa, George Bush, il premier vedrà a Roma tutti gli ambasciatori islamici accreditati presso il nostro governo. Con l'eccezione, probabilmente, di quello iraniano. L'obiettivo, dunque, è quello di ricucire con quel mondo. Tentare di ricomporre un rapporto che negli ultimi tre anni si è quasi completamente deteriorato.

    Un'iniziativa nata dai frequenti contatti con Afef, la moglie tunisina di Marco Tronchetti Provera, che viene considerata da via del Plebiscito una sorta di "ambasciatrice" presso il mondo arabo e musulmano. Tant'è che l'intervista è stata rilasciata alla giornalista palestinese, Rula Jebreal.

    Il tutto, certo, per preparare la sfida al "Professore". Ma anche per allestire tutte le possibili contro-difese nel caso in cui - come continuano a segnalare tutti i rapporti dei Servizi segreti - l'Italia dovesse concretamente entrare nell'obiettivo dei terroristi. Alla vigilia delle elezioni, esattamente come è accaduto in Spagna. Soprattutto Berlusconi teme che un eventuale dramma possa ripercuotersi sulla maggioranza.

    L'intervista, però, è stata anche registrata a tre giorni dal faccia a faccia con Bush. Le parole del presidente del consiglio sono subito rimbalzate negli States. Tutti i siti dei principali giornali americani hanno riportato con un certo rilievo la "presa di distanza" di Roma. E la preoccupazione della diplomazia italiana, in realtà, è che la Casa Bianca possa leggerla come una pugnalata alle spalle mentre infuria la polemica sul Ciagate e sul Nigergate. Infatti, si affrettano a precisare a Palazzo Chigi, "l'intervista era prevista per martedì", ossia dopo la visita a Washington.

    Sta di fatto che, al di là delle giustificazioni del governo italiano, il timore che il Nigergate possa avere ulteriori sviluppi, c'è tutto. Come c'è l'intenzione del premier di rinnovare la richiesta di accelerare il ritiro da Nassiriya delle truppe italiane. Magari, appunto, entro il voto della prossima primavera. Non può essere un caso che lo stesso argomento sia stato trattato solo due giorni fa nelle anticipazioni del prossimo libro di Bruno Vespa. "Se fosse possibile - ribadisce a ogni piè sospinto il Cavaliere - io completerei il ritiro entro aprile. Solo con l'accordo degli Usa, naturalmente, ma sarebbe la soluzione migliore". Nell'agenda del bilaterale di lunedì prossimo con il presidente americano, dunque, la questione irachena figura tra i primi punti.

    Nella stessa direzione, infatti, sta procedendo anche il pressing di Roma per modificare la risoluzione 1564 dell'Onu, in scadenza tra poche settimane. Un pressing che punta a coinvolgere nella presenza in Iraq Paesi come Francia e Germania, fino ad ora assenti in tutte le operazioni belliche





    il nano cerca disperatamente di adeguarsi all'avanzare della verità.
    bisogna che in campagna elettorale,tra l'altro,si batta moltissimo su chi ha voluto immischiare l'italia in una guerra inutile e dqnnosa.
    in quanto al tentativo di coinvolgere germania e francia nel pasticcio irak,il tentativo fallirà miseramente:
    quelli mica sono servi come i bananas
    360° ritornerebbe alle posizioni originali... diciamo, più verosimilmente a 90°....

  4. #4
    Mauro V.
    Ospite

    Predefinito Re: Re: svolta a 360 gradi

    In Origine Postato da T34
    360° ritornerebbe alle posizioni originali... diciamo, più verosimilmente a 90°....
    vacci piano rischi di mandare in tilt il cervello di itloox.....
    ora che aveva quasi imparato le addizioni.......

  5. #5
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    Predefinito Re: svolta a 360 gradi

    In Origine Postato da itloox


    bisogna che in campagna elettorale,tra l'altro,si batta moltissimo su chi ha voluto immischiare l'italia in una guerra inutile e dqnnosa.
    hai ragione, ottima idea: bisognera' ricordare di quale governo ha deciso di iniziare la prima guerra dal '45, in spregio all'art.11 della Costituzione. prepariamo un testo assieme?

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Re: svolta a 360 gradi

    In Origine Postato da Mauro V.
    vacci piano rischi di mandare in tilt il cervello di itloox.....
    ora che aveva quasi imparato le addizioni.......



  7. #7
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    Predefinito i grandi matematici del phorum

    una svolta a 360 gradi lascia la situazione com'era.

 

 

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