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In Origine Postato da Max50
Per niente mito.
La Gubianelli , come al solito , ceca l'aspetto sensazionale , vedi le rendite della Regina d'Inghilterra , senza avere la capacità di una vera analisi che metta a fuoco l'essenza dei problemi.
Quindi la solita trasmissione sensazionalista , che mette in luce aspetti particolari che colpiscono la fantasia del telespettatore , ma che non dà una visione in grado di risolvere i problemi.
Dal 1945 in poi , l'agricoltura italiana è stata in mano alla Coldiretti , che ha fatto il bello e cattivo tempo.
La "Bonomiana" , così veniva chiamata dal suo fondatore (Bonomi) , era il cardine del regime democristiano.
Se la DC era la diga contro il Comunismo , la Coldiretti era il ferro nel cemento di quella diga.
L'organizzazione professionale , grazie alla sua capillare rete territoriale , riusciva a mandare da 70 a 80 parlamentari , fra deputati e senatori , questo fino alla metà degli anni '60 - 70.
Se le altre componenti DC erano rissose , indisciplinate , pronte a metterselo nel culo reciprocamente , la componente Bonomiana era invece disciplinata più di un reggimento di granatieri di Pomerania , e ciò gli ha permesso di ottenere grandi vantaggi per la sua categoria (leggi organizzazione).
E mi spiego : quando la CEE ha attuato politiche tese a incentivare l'ingrandimento delle aziende (vedi Mansholt , poi le "due" direttive) , ciò si è tradotto in Europa in politiche di incentivazione dell'aggregazione fondiaria (vedi SAFER in Francia).
Da noi no , una tale politica avrebbe limitato la dimensione quantitativa della Coldiretti stessa , fatta da migliaia di funzionari , sottesi a milioni di microaziende di pochi ettari...
Una politica di ricomposizione fondiaria , peraltro ripeto incentivata dalla CEE , avrebbe reso inutile la figura di migliaia di piccoli funzionari locali della Coldiretti...
Ecco quindi la politica in italia di conservazione della microazienda ..e i nodi vengopno al pettine.
La trasmissione della Gubianelli non ha messo in evidenza nulla di tutto questo.
Anzi , demagogicamente ha fatto vedere che le grandi aziende prendono più contributi comunitari delle piccole...
E inoltre , non ha messo in luce che una massa enorme di microaziende , i cui titolari nella maggior parte dei casi traggono reddito da altri settori , non ha alcuna motivazione ad aggregazioni tese a migliorare il potere contrattuale nelle contrattazione dei prodotti ( vedi organizzazione dei produttori)...
Quindi , riassumendo , quella della Gubianelli , la solita trasmissikone RAI tesa al sensazionalismo e all'aspetto particolare , ma che non dà alcun contributo alla risoluzione dei problemi...
La gabanelli ha detto chiaramente che uno dei problemi dell'agricoltura italiana e' appunto quello: solo il 30% delle aziende e' consociata in cooperative ed ha servizi tipo il frigo e/o riesce a produrre in quantita' sufficenti per la grande distribuzione.