Intervista al leader del Pdci Cossutta: Sergio ha fatto bene Il leader del Pdci dalla parte del sindaco: «Il degrado va combattuto. Rifondazione fuori dalla giunta? Impensabile» STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA — Armando Cossutta, lei che è presidente dei Comunisti italiani, da che parte sta nella «battaglia di Bologna»?
«Ho grande fiducia in Sergio Cofferati, nella sua coerenza e nella sua capacità politica di risolvere i problemi. Alla fine riuscirà a sistemare le cose».
Non la pensano così molti tra i suoi alleati.
«Si tratta di tematiche difficili, come quella dell'immigrazione e, più in generale, dell'emarginazione. Di fronte a questioni del genere non si possono dare risposte tagliate con l'accetta, semplici "sì" o semplici "no". Da una parte c'è la necessità di ottenere da tutti il rispetto delle regole, come base di ogni normale convivenza. E Cofferati l'ha chiesta. Dall'altra occorre tenere conto delle dure condizioni di vita in cui si trovano i settori più emarginati della popolazione. Per loro bisogna prospettare alcune soluzioni».
Sembra che Cofferati si sia preoccupato più del primo aspetto che del secondo sgomberando senza indugio il Lungoreno, nonostante le proteste delle associazioni umanitarie.
«È giusto che non esistano baraccopoli come quella. Sergio ha fatto bene a intervenire contro il degrado, anche perché è il frutto di una cattiva gestione della precedente amministrazione. Nello stesso tempo, ovviamente, deve pensare a dove sistemare le famiglie degli sfollati».
Finora però non c'è una soluzione chiara.
«Ho fiducia nella capacità del sindaco: ha le spalle grosse, saprà trovare alternative».
Intanto però in consiglio comunale si è aperto un fronte anti Cofferati e Rifondazione comunista minaccia di abbandonare la giunta.
«Sarebbe imperdonabile: una cosa è la polemica politica, un'altra è la responsabilità di fronte al governo di una città che attende molto da questa giunta nuovamente di sinistra. Proprio perché ha ben conosciuto i guasti creati durante la parentesi di centrodestra».
Ma quella di Cofferati sembra un'offensiva a tutto campo. Perché prendersela anche con i lavavetri?
«Si è esagerato nel montare la polemica. Cofferati ha evidenziato il problema non perché ce l'ha con queste persone che hanno bisogno di guadagnarsi ogni giorno un pezzo di pane, ma perché spesso dietro di loro ci sono veri e propri racket. Il suo obiettivo è opporsi a questo commercio, non trattare male i lavavetri».
In molti, all'interno del centrosinistra, hanno parlato di metamorfosi di destra dell'ex leader sindacale. E dentro il partito di Bertinotti si è arrivati a parlare di stalinismo.
«Si tratta di esagerazioni che non condivido affatto».
È comunque opportuno che la sinistra faccia oggi una battaglia a difesa della legalità rischiando di mettersi contro i ceti più deboli della popolazione?
«Il Pci in passato è sempre stato per la legalità. Certo, a questo senso dello Stato si deve accompagnare l'umanità e la difesa dei più deboli. Ma, come ho già detto, sono convinto che Sergio sarà all'altezza della sfida che ha davanti a lui».

Roberto Zuccolini




23 ottobre 2005