RISPOSTA AL GIOVANE Gilbert I
Citazione:
In Origine postato da Gilbert I
x talleyrand:
-la Chiesa non prevede il potere secolare come dogma di Fede, se sostiene il contrario mi riferisca lei i documenti relativi.
-lei che è per gli stati pre unitari, lo sa che in Veneto dove vivo la repubblica Serenissima era fortemente anti cattolica? sia moralmente che nei fatti?
Caro Gilbert I , rispondo finalmente alla sua partendo dall'ultimo punto.
1) è Vero, la Serenissima ebbe una delle inquisizioni più blande che ci fossero in giro : non a caso, quel delinquente di Giordano Bruno (tanto per citarne uno) si rifugiò a Venezia.
Così pure vi si stampavano libri che altrove (sempre stati preunitari) erano non concessi o comunque non stampabili.
Ciò non toglie che la Serenissima fosse COMUNQUE uno stato cattolico, come lo furono anche gli altri stati, e come genuinemente lo erano i popoli che abitavano la penisola.
2) Non ho mai sostenuto che la chiesa preveda il potere secolare come dogma di fede. Tuttavia, per la sua intriseca costituzione, la Chiesa prevede per se stessa anche il potere temporale in forma monarchica. Lei piuttosto ha affermato una cosa differente: si farebbe peccato a voler ancora il Papa Re, dove per Papa re ella intende (così si deduce dall'osservazione qui quotata circa potere temporale/dogma di fede) il Potere Temporale stesso.
Non la smentisco io. La smentisce il Magistero della Chiesa (cui, da buon cattolico, deve assoggettarsi). Ecco un testo noto (e mai abrogato). essendo un elenco di errori condannati, il testo deve essere letto all'inverso, cioè: il Papa non afferma queste cose, ma le condanna proponendone un elenco e presentandole così come vengono riferite dai laicisti e dai nemici della Chiesa nei loro discorsi:
"«SYLLABUS»
SILLABO DEGLI ERRORI PRINCIPALI DEL NOSTRO TEMPO
CONTENUTI NELLE ALLOCUZIONI CONCISTORIALI,
NELLE LETTERE ENCICLICHE
E NELLE ALTRE LETTERE APOSTOLICHE
DEL SANTISSIMO SIGNOR NOSTRO PIO PP. IX
(omissis)
V.
ERRORI SULLA CHIESA E I SUOI DIRITTI.
(omissis)
24. La Chiesa non ha potestà di usare la forza, ne alcuna potestà temporale diretta o indiretta.
Lett. Apost. Ad Apostolicæ, 22 agosto 1851.
(omissis)
27. I sacri ministri della Chiesa e lo stesso Romano Pontefice si debbono al tutto rimuovere da ogni cura e dominio delle cose temporali.
Alloc. Maxima quidem, 9 giugno 1862.
(omissis)
VI.
ERRORI INTORNO ALLA SOCIETÀ CIVILE
CONSIDERATA IN SE STESSA
E NEI SUOI RAPPORTI CON LA CHIESA.
(omissis)
54. I Re e i Principi non solo sono esenti dalla giurisdizione della Chiesa, ma di più, nello sciogliere le questioni di giurisdizione sono superiori alla Chiesa.
Lett. Apost. Multiplices inter, 10 giugno 1551.
55. Si deve separare la Chiesa dallo Stato, e lo Stato dalla Chiesa.
Alloc. Acerbissimum, 27 settembre 1852.
(omissis)
IX.
ERRORI INTORNO AL PRINCIPATO CIVILE
DEL ROMANO PONTEFICE.
75. Sulla compatibilità del regno temporale con lo spirituale disputano fra di loro i figli della cristiana e cattolica Chiesa.
Lett. Apost. Ad Apostolicæ, 22 agosto 1851.
76. L'annullamento del principato civile che possiede la Sede Apostolica gioverebbe assaissimo alla libertà e felicità della Chiesa.
Alloc. Quibus quantisque, 20 aprile 1849.
N.B. Oltre questi errori espressamente notati, altri moltissimi implicitamente se ne condannano nella proposta e difesa dottrina, che tutti i Cattolici debbono fermissimamente ritenere intorno al civile principato del Romano Pontefice. Tale dottrina è splendidamente sviluppata nell'Allocuzione Quibus quantisque, 20 aprile 1849; nell'Allocuzione Si semper antea, 20 maggio 1850; nella Lettera Apostolica Cum Catholica Ecclesia, 26 marzo 1S60; nell'Allocuzione Jamdudum, 18 marzo 1861; nell'Allocuzione Maxima Quidem, 9 giugno 1862"
come potrai ben leggere, caro Gilbert, al limite sono condannate non certo le mie posizioni, che difendono e sostengono il potere temporale del Papa Re, ma quelle di chi la pensa in altro modo: Chi commette peccato ( anche nel senso letterale di "inciampo")?
+ Karolus