Sdi e Radicali cacciati dalla Sapienza
27 ottobre 2005
Alcuni gruppi di studenti di sinistra, che occupano da giorni alcune facoltà della Sapienza contro la riforma Moratti della docenza universitaria, hanno impedito nel pomeriggio lo svolgersi nell'ateneo romano di un convegno intitolato "Libera chiesa in libero Stato" a cui avrebbero dovuto partecipare il segretario dei Radicali Italiani Daniele Capezzone e il deputato dello Sdi Roberto Villetti. A quanto riporta l'AdnKronos, i manifestanti - con striscioni che accusavano lo Sdi e Capezzone di appoggiare la guerra in Iraq - hanno prima impedito fisicamente l'ingresso nell'aula 1 di Geologia, dove il convegno era previsto alle 16.30, quindi bloccato l'accesso alla Facoltà di Scienze statistiche dove la manifestazione era stata spostata. Ci sono stati attimi di tensione con il lancio di un fumogeno, da parte dei manifestanti, che ha colpito un militante dello Sdi ad una spalla. Il convegno, alla fine, è saltato.
Il racconto del vice presidente nazionale dei Giovani Socialisti Francesco Mosca: «C'erano circa 400 persone che volevano prendere parte all'incontro abbiamo chiesto ai contestatori di poter iniziare l'incontro. Lo stesso Capezzone ha parlato con loro, chiedendo di dialogare e di partecipare al convegno per parlare, oltre che di Iraq, anche di altri temi come ad esempio la riforma dell'università, ma sono stati irremovibili». A quel punto, grazie alla mediazione di un consigliere di facoltà, che ha chiesto ed ottenuto dal preside di Scienze statistiche un'aula dove svolgere l'incontro, gli oratori e il pubblico hanno tentato di spostarsi verso la nuova sede. «Ci siamo trovati davanti a un cordone umano che ha impedito di raggiungere la facoltà di scienze statistiche. Ci sono stati momenti di tensione e un fumogeno ha colpito un compagno. La manifestazione è stata annullata, ma i compagni sono rimasti lì a lungo a parlare con i contestatori». «Per evitare problemi ed evitare il confronto fisico - ha aggiunto il segretario regionale dello Sdi Pino Marango - abbiamo volutamente sciolto la manifestazione e invitato tutti ad andare a casa. Quanto accaduto lo considero una prova di immaturità e di stupidità. Il convegno non andava certo contro un movimento e, soprattutto, eravamo pronti a confrontarci con i ragazzi. E' stata un'occasione persa».




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