IRAQ, BAMBINO KAMIKAZE SI FA ESPLODERE CONTRO CONVOGLIO POLIZIA
BAGHDAD - Un bambino di una decina di anni si è fatto esplodere questa mattina a Kirkuk, nel nord dell'Iraq, contro il convoglio di un generale della polizia irachena. Lo si è appreso da fonti della polizia.
Il generale oggetto dell'attentato, Khattab Abdallah Areb, è stato ferito al ventre al petto e ad una gamba ed è adesso ricoverato nell'ospedale della città petrolifera irachena. Areb ha raccontato di aver visto un bambino di età compresa tra i dieci e i tredici anni, che indossava una cintura esplosiva, correre verso il convoglio sul quale stava viaggiando e che stava arrivando ad un posto di polizia, e farsi esplodere.
Nell'attentato è stato ferito anche l'autista del generale. Fonti delle forze di sicurezza hanno detto che altre due esplosioni di ordigni contro pattuglie della polizia e dell'esercito, avvenute a Kirkuk hanno causato cinque morti, due poliziotti e tre guardie nazionali.
Intanto una fonte della sala operativa congiunta del ministero della difesa e degli interni iracheni ha messo messo in dubbio che a compiere l'attentato sia stato un bambino di una decina di anni. "L'attentato è avvenuto oggi alle 075 e il terrorista era un adulto e non un bambino" a quanto ci risulta, ha detto parlando con l'Ansa la fonte, che ha chiesto di mantenere l'anonimato. La fonte ha anche confermato che l'ufficiale obiettivo dell'attentato, il generale di polizia Khattab Abdallah Areb, è rimasto ferito nell'esplosione, così come una delle sue guardie del corpo.
ABITANTI SAMARRA SI RIVOLTANO CONTRO INSORTI, TV
Gli abitanti di Samarra, una delle più violente città del cosiddetto triangolo sunnita a Nord di Baghdad, si sono "rivoltati" contro le "gang di terroristi" che terrorizzano la zona e hanno dato loro la caccia, uccidendone diversi e spingendone altri alla fuga, secondo quanto ha affermato l'emittente Tv al Iraqiya. In un reportage dalla città, al Iraqiya ha affermato che gli abitanti di Samarra, in collaborazione con la polizia, hanno condotto un'offensiva contro gli insorti, culminata con l'uccisione di 17 terroristi. Secondo quanto ha detto all'emittente il generale Wafik al Samarray, la cooperazione tra gli abitanti e la polizia "ha consentito di smantellare le cellule terroriste di Samarra e di rendere la città sicura e pacifica, permettendo alla gente di tornare liberamente nelle strade senza essere terorrorizzata dalle gang". Il mese scorso, il ministro della difesa Sadun al Dulaimy aveva tenuto una riunione con i leader tribali di Samarra, per esortarli a a svolgere un ruolo attivo nel garantire la sicurezza in città, in collaborazione con le forze di polizia e con l'esercito iracheno. In caso contrario, aveva lasciato intendere, Samarra rischiava di fare la fine della vicina Falluja, dove per avere la meglio sulle bande di terroristi che vi imperversavano indisturbate, le forze americane e irachene sono state costrette nel novembre del 2004 a lanciare una violenta offensiva e una serie di bombardamenti che hanno causato pesanti distruzioni e la morte di migliaia di persone. Pur essendo al centro di una zona a maggioranza sunnita, Samarra è considerata uno dei luoghi santi sciiti, per la moschea dell'imam Ali el Hadi dalla cupola d'oro, ed è anche considerata uno dei maggiori luoghi di interesse archeologico dell'Iraq, per via della grande moschea del califfo al Mutawakkil, dove c'é il famoso minareto a forma di spirale, che, completato nell'825 d.c., si ispira alle ziqqurat alla base delle raffigurazioni della grande torre di Babele.
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5 e il terrorista era un adulto e non un bambino" a quanto ci risulta, ha detto parlando con l'Ansa la fonte, che ha chiesto di mantenere l'anonimato. La fonte ha anche confermato che l'ufficiale obiettivo dell'attentato, il generale di polizia Khattab Abdallah Areb, è rimasto ferito nell'esplosione, così come una delle sue guardie del corpo.
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Però, almeno stavolta, a ripensarci, una risata me la poso concedere dato che non avevo ancora mai letto nulla dei loro interventi "giustificazionisti" riguardo il regio esercito piemontese che mandava i ragazzini a morire già nel 1849. 
