«Italiani sionisti», un monito da Teheran(corrieredellasera)
Mandato da Il Legno Storto Mercoledì, 02 Novembre 2005, 05:09.
Appello a contromanifestare sotto la nostra ambasciata. E l’agenzia Fars attacca la famiglia Agnelli
Contro gli «italiani sionisti» una manifestazione parallela domani a Teheran davanti all’ambasciata di Roma. L’annuncio è dell’agenzia Fars , la prima privata iraniana, da alcuni considerata vicina al presidente ultraconservatore Mahmoud Ahmadinejad. Da altri collegata alla Guida Suprema, l’ayatollah Ali Khamenei. I dirigenti smentiscono ogni relazione con i poteri forti. Resta il fatto che, ottenuta nel ’98 la licenza per le trasmissioni, la Fars si è sviluppata in particolare a partire dal 2003, con l’arrivo di Ahmadinejad in un posto chiave della politica iraniana: la poltrona di sindaco di Teheran.
IL «COMPLOTTO SIONISTA» - Da allora, l’agenzia ha battuto numerosi lanci sul «complotto ebraico». Ieri con una particolare attenzione all’Italia. «Sono tutti sionisti gli italiani che parteciperanno alle manifestazioni contro la Repubblica islamica», si legge nel testo che annuncia la contro-fiaccolata. E poi ancora un articolo che riprende una leggenda che circola a Teheran e attacca gli Agnelli: Edoardo (che nella versione iraniana si era convertito allo sciismo) sarebbe stato ucciso da un «complotto ebraico» che puntava ad affidare l’azienda al ramo Elkann della famiglia. Con una nota di sarcasmo e disprezzo sul caso che ha recentemente coinvolto Lapo. In precedenza la Fars aveva visto infiltrati israeliani nelle file di Al Qaeda e tra gli uomini del terrorista Al Zarkawi: lo Stato ebraico «sta organizzando i principali attacchi terroristici in Iraq». E ancora: «Le squadre di Israele a Bagdad hanno condotto omicidi di stranieri». L’agenzia si è spinta anche ad attribuire gli attentati di Londra a una «trama ebraica» (un lancio del 12 luglio 2005).
I PASDARAN - Tesi in linea con le recenti dichiarazioni di Teheran. Dal presidente Ahmadinejad, che mercoledì scorso ha detto: «L’entità sionista dovrebbe essere cancellata dalla mappa del mondo» (da qui la fiaccolata italiana). Ai Pasdaran, i Guardiani della Rivoluzione, che in un comunicato di ieri (anche questo trasmesso dalla Fars ) tornano sull’argomento: «L’Intifada continuerà fino a quando Israele non sarà cancellato. Tutti quelli che difendono i diritti dell’uomo, Paesi e organizzazioni, fanno parte dello stesso disegno colonialista che mira a dominare i musulmani».
IL NUCLEARE - In tutto questo resta ancora aperto il dossier atomico. Ieri il vicedirettore dell’Aiea, l’agenzia Onu sul nucleare, Olli Heinonen, ha concluso l’ennesima missione a Teheran. In ballo c’è la ripresa dei colloqui. E l’eventuale trasferimento del pacchetto al Consiglio di Sicurezza. L’Iran lancia segnali contraddittori. Alcune fonti sostengono che le richieste degli ispettori siano state soddisfatte. Il Parlamento, però, s’avvia ad approvare una legge per la ripresa delle attività «sensibili» (l’arricchimento dell’uranio), se il dossier andrà al Consiglio di Sicurezza. In quel caso, aggiunge (e minaccia) il dirigente iraniano Ali Larijani, «il prezzo del petrolio arriverà a 150 dollari a barile». Oggi ne costa 59,90.




Rispondi Citando
