Mi riferisco a quello di LIN della Virgin Express ...
... volete dire che qualcuno ha rinunciato o come al solito a LIN "non si butta niente" ma tutto si ricicla ???


Mi riferisco a quello di LIN della Virgin Express ...
... volete dire che qualcuno ha rinunciato o come al solito a LIN "non si butta niente" ma tutto si ricicla ???


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Un'idea io ce l'ho : potrebbero utilizzarlo sia AZ che SN su Bruxelles.. visto che Virgin e SN sono dello stesso proprietario e visto anche che SN ha un c/s agreement con AZ..
Oppure : nessuno.. tanto, piano piano se ne stanno andando tutti da LIN, mi sa che anche EZY leverà le tende dal Forlanini..


Sky ha quasi fatto centro !!!
Lo slot Virgin è ora utilizzato da mamma AZ a cui evidentemente lo ha girato la SN.
Fino all'orario estivo i due voli LIN-BRU erano un AZ ed un XM, senza c/s con SN, ora i voli sono due AZ con numero di volo basso (!!) e c/s SN su entrambi.
Un altro aggiramento del decreto Bersani.


Certo. Ma il decreto Bersani è sbagliato, doveva essere temporaneo, ma nessuno sembra volerlo modificare.In Origine postato da FlyIce
Un altro aggiramento del decreto Bersani.
Ci sono due aspetti da considerare:[list=1][*]La quantità di pax e voli che il decreto Bersani sposta a Malpensa[*]La distorsione del mercato che genera[/list=1]Sul primo aspetto si può decidere a tavolino quanti pax mantenere a Linate per considerazioni di comodità dei passeggeri, di rumore, di sicurezza. E fare una specie di "fine tuning"
La distorsione del mercato è molto più grave, ma è subdola e può essere colta solto con un' analisi attenta. Il decreto Bersani impedisce che il numero di vettori aerei domestici venga stabilito dal mercato.
Sulla Linate-Fiumicino ci sono Alitalia e AirOne, il mercato ha stabilito di non ritenere necessario un terzo vettore e solo Meridiana ha una presenza saltuaria e marginale. Per le tratte verso l' Italia del sud, che sono certo meno lucrose della Milano-Roma, il contingentamento di voli per compagnia ha prodotto un aumento abnorme di compagnie, cinque verso Catania, altrettante verso Napoli. Questo non succede in nessun' altra tratta paragonabile in Europa.
Quali sono le conseguenze? Se al vettore più forte si impedisce di aumentare le frequenze, e questo peggiorerebbe vietando i codeshare, si lascia spazio a vettori improvvisati, deboli, che cercano disperatamente di rimanere a galla con tariffe suicide, fanno danni agli altri. Se vanno in bancarotta come Volare tocca al contribuente salvarli, ma quel che è peggio è che ci sarà ancora qualche altro pazzoide pronto a sostituirli.
Paul Krugman, uno dei più grandi economisti contemporanei, spiegò per primo che le aziende giapponesi avevano tratto dalla protezione del mercato interno la forza per avere successo all' estero. In aviazione è quello che ha fatto la Francia con Air France. Io non propongo affatto di salassare i passeggeri per favorire il campione nazionale, ma nemmeno si può cadere nell' eccesso opposto di creare regole che producono vettori italiani deboli e alla lunga fanno cadere il settore in mano estera, senza che i passeggeri ne cavino alcuna utilità. Anzi, tenuto fermo il numero di voli complessivo per tratta e la chiara preferenza dei passeggeri per volare all' andata e al ritorno con la stessa linea aerea, meno compagnie vuol dire più frequenze per quelle che restano e più comodità per i passeggeri. Questo è esattamente qullo che vediamo nel Linate-Fiumicino, dove il mercato è lasciato libero di fare il suo corso.
Il trucchetto dei codeshare è squallido, ma permette ai vettori più forti di rimediare parzialmente alle storture imposte dal decreto Bersani. Le rendite di posizione di Linate vanno abolite, il gioco del mercato va garantito non solo sulla Milano-Roma, ma per tutte le tratte maggiori. Eliminiamo il bisogno dei codeshare liberalizzandole e garantiamo lo sviluppo di Malpensa eliminando da Linate le rotte minori, che sono contemporaneamente quelle che più azzoppano il funzionamento del hub di Malpensa.


Quoto.In Origine postato da marcogiov
Certo. Ma il decreto Bersani è sbagliato, doveva essere temporaneo, ma nessuno sembra volerlo modificare.
Ci sono due aspetti da considerare:[list=1][*]La quantità di pax e voli che il decreto Bersani sposta a Malpensa[*]La distorsione del mercato che genera[/list=1]Sul primo aspetto si può decidere a tavolino quanti pax mantenere a Linate per considerazioni di comodità dei passeggeri, di rumore, di sicurezza. E fare una specie di "fine tuning"
La distorsione del mercato è molto più grave, ma è subdola e può essere colta solto con un' analisi attenta. Il decreto Bersani impedisce che il numero di vettori aerei domestici venga stabilito dal mercato.
Sulla Linate-Fiumicino ci sono Alitalia e AirOne, il mercato ha stabilito di non ritenere necessario un terzo vettore e solo Meridiana ha una presenza saltuaria e marginale. Per le tratte verso l' Italia del sud, che sono certo meno lucrose della Milano-Roma, il contingentamento di voli per compagnia ha prodotto un aumento abnorme di compagnie, cinque verso Catania, altrettante verso Napoli. Questo non succede in nessun' altra tratta paragonabile in Europa.
Quali sono le conseguenze? Se al vettore più forte si impedisce di aumentare le frequenze, e questo peggiorerebbe vietando i codeshare, si lascia spazio a vettori improvvisati, deboli, che cercano disperatamente di rimanere a galla con tariffe suicide, fanno danni agli altri. Se vanno in bancarotta come Volare tocca al contribuente salvarli, ma quel che è peggio è che ci sarà ancora qualche altro pazzoide pronto a sostituirli.
Paul Krugman, uno dei più grandi economisti contemporanei, spiegò per primo che le aziende giapponesi avevano tratto dalla protezione del mercato interno la forza per avere successo all' estero. In aviazione è quello che ha fatto la Francia con Air France. Io non propongo affatto di salassare i passeggeri per favorire il campione nazionale, ma nemmeno si può cadere nell' eccesso opposto di creare regole che producono vettori italiani deboli e alla lunga fanno cadere il settore in mano estera, senza che i passeggeri ne cavino alcuna utilità. Anzi, tenuto fermo il numero di voli complessivo per tratta e la chiara preferenza dei passeggeri per volare all' andata e al ritorno con la stessa linea aerea, meno compagnie vuol dire più frequenze per quelle che restano e più comodità per i passeggeri. Questo è esattamente qullo che vediamo nel Linate-Fiumicino, dove il mercato è lasciato libero di fare il suo corso.
Il trucchetto dei codeshare è squallido, ma permette ai vettori più forti di rimediare parzialmente alle storture imposte dal decreto Bersani. Le rendite di posizione di Linate vanno abolite, il gioco del mercato va garantito non solo sulla Milano-Roma, ma per tutte le tratte maggiori. Eliminiamo il bisogno dei codeshare liberalizzandole e garantiamo lo sviluppo di Malpensa eliminando da Linate le rotte minori, che sono contemporaneamente quelle che più azzoppano il funzionamento del hub di Malpensa.
E aggiungo: si sente dire spesso in giro che limitare Linate va contro il mercato e si dovrebbe lasciar fare al mercato il suo corso.
Sbagliatissimo.
Linate e Malpensa non sono in competizione tra di loro, o per lo meno non dovrebbero esserlo.
La competizione e’ Milano contro Monaco, Zurigo, Francoforte, Roma, etc etc....
Si puo’ decidere come meglio rendere competitiva Milano in questo scenario. In questo caso la si azzoppa.
E’ ovvio e banale che spostando tutto il traffico in un aeroporto (lasciamo stare la capacita’ per ora), questo sarebbe molto maggiore della somma del traffico dei due aeroporti (eff moltiplicatore hub, che non riguarda solo la compagni che fa hub, ma coinvolgerebbe altre compagnie).