L'esercito di Tel Aviv sta pattugliando la Cisgiordania
Soldati israeliani sparano: 13enne gravissimo
Lo riferiscono fonti ospedaliere di Jenin: «Il ragazzo stava tirando loro delle pietre, gli hanno sparato in testa»
GERUSALEMME - I militari israeliani di pattuglia a Jenin, in Cisgiordania, hanno ferito gravemente oggi un ragazzo palestinese di 13 anni che gli aveva scagliato contro delle pietre: lo hanno riferito fonti ospedaliere, precisando che il ragazzo è stato raggiunto da un proiettile alla testa.
OPERAZIONE MILITARE - Intanto sempre a Jenin i militari hanno circondato un edificio dove avrebbe trovato rifugio un militante della Jihad islamica, Husam Jarradat. Le truppe hanno intimato all’uomo di arrendersi. Dopo pochi secondi uomini armati hanno cominciato a sparare coinvolgendo i soldati che hanno risposto al fuoco.
Gli scontri a Jenin si sono scatenati dopo che una trentina di fuoristrada dell'esercito israeliano ha preso posizione intorno alle abitazioni e a una moschea nel centro della città cisgiordana. L'operazione militare, compiuta con l'appoggio di due elicotteri «Apache», è stata organizzata per catturare i membri della Jihad accusati di essere mandanti dell'attacco kamikaze del 26 ottobre costato al vita a 5 israeliani. Secondo fonti dell'Anp e della Jihad, uno dei capi del movimento estremistico a Jenin, il trentacinquenne Hossam Jaradat, è riuscito a scappare dall'abitazione in cui si era nascosto, ma è stato ferito a un gamba dai colpi sparati dai militari israeliani. Negli scontri con i soldati, sempre secondo fonti palestinesi, sono impegnati miliziani della Jihad e delle Brigate dei martiri di al-Aqsa, fazione riconducibile a Fatah.
03 novembre 2005
corriere.it




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