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Discussione: Riflessioni

  1. #1
    LiberaMente
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    Predefinito Riflessioni

    Ieri parlando con un conoscente, il quale conosce la mia posizione politica, mi ha posto alcuni interessanti spunti di riflessione. Mi ha fatto notare che Soru potrebbe essere, in un certo qual modo, la “tomba” dell’indipendentismo sardo! Perché cavalcando tutte le questioni che da sempre formano i programmi dei movimenti indipendentistici sardi ( lingua, servitù e basi militari, sperequazioni economiche) e dimostrando che sono risolvibili ad un livello di confronto politico stato-regione, toglie inevitabilmente consenso a chi sostiene la risoluzione dei medesimi problemi con la creazione di uno stato ex novo! Sostenendo che se riuscirà anche a risolvere il problema cronico del lavoro, ecco quella sarà veramente la mazzata finale, in termini di consensi, all’indipendentismo!

    Gli ho fatto notare, in primis, che Soru ancora deve risolverli questi problemi, siamo ancora su un piano di confronto/scontro… ma questo è un altro discorso!
    Gli ho ribadito che la Sardegna ha maturato il diritto STORICO ad un proprio stato sovrano, indipendentemente dalle rivendicazioni economiche, finanziarie etc. Significa che se la Sardegna fosse la “regione” più ricca d’Europa certe istanze non verrebbero meno!
    Ed è questo che la gente deve capire l’indipendentismo non è un mero (puro e semplice) rivendicazionismo economico! Ma detiene la sua forza nel “percorso storico” dell’isola. E’ la storia, e niente altro, che sancisce l’assoluto diritto dei sardi e della Sardegna ad una propria statualità!
    Il conoscente ha convenuto che un’ indipendentismo posto in questi termini si pone su un piano superiore rispetto alle variabili economiche/finanziarie della Sardegna, anche se agendo così darebbe l’idea di essere troppo “elitario”.
    Ovviamente ho risposto che nessun movimento politico, tanto meno gli indipendentisti, sono insensibile alla situazione contingente della Sardegna!
    In fine mi ha fatto presente che l’azione politica deve andare di pari passo con quella sociale (sindacati in particolare!)
    Bella scoperta gli ho risposto io!!
    Ithokor
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  2. #2
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    Certo, la cosa si presta a svariate interpretazioni.
    Sull'opera di Soru, non sono certo convinto che aiuti la Sardegna in quanto tale, aldilà di nazionalismo o meno.
    Personalmente non credo ad un'indipendentismo che arriva in tempi rapidi o a seguito di un qualche improbabile riconoscimento della nazione sarda da parte di chicchessia realtà istituzionale italianista, ma, credo che l'indipendenza sia un percorso a tappe, che non sempre possono coincidere con le aspettative dell'indipendentismo tradizionalista:
    Per intenderci, se mai qualcuno proponesse autonomismo, è chiaro che trattasi di eresia in quanto nega il diritto fondamentale del popolo all'autodeterminazione.
    MA,
    dal momento in cui si delineano nella società sarda, forme più o meno reali di autonomismo concreto, ci potrebbe essere una variazione del comune sentire popolare nei confronti della comune coscienza nazionale.
    Quantomeno una percentuale di popolazione che oggi vota appunto questa o quella sigla di derivazione sardisto-unionista-italianista.
    Cosa intendo dire? Che una forma di autonomismo potrebbe determinare un passaggio fondamentale nel cammino verso l'indipendenza e che, non si può bollare a priori come inganni qualsivoglia governo regionale che ci consenta OGNI MINIMO margine di manovra.
    Non autonomismo quindi come realtà definitiva, ma come passaggio verso future azioni politiche che mirino al conseguimento del riconoscimento nazionalista della ns terra.
    Da quì l'anticamera dell'autodeterminazione.
    Che poi i tasselli per questi margini di manovra per l'indipendentismo li metta in maniera inconscia o meno un Soru piuttosto che un Pili o chicchessia, poco importa.

    Non credo quindi che Soru possa essere considerato la "tomba" dell'indipendentismo nostrano, ben conscio che lavora per una realtà italianista.
    Piuttosto la tomba del ns indipendentismo è da ricercare ANCHE nelle politiche portate avanti dal ns stesso indipendentismo, spesso ambiguo, incapace di cogliere i mutamenti della società corrente e portatore talvolta di un'immagine deleteria che ha contribuito a sfaldare l'immagine stessa dell'indipendentismo agli occhi della società medesima.
    Perchè a questa società, il modello di indipendentismo che gli si è presentato davanti nel corso degli anni, rappresenta l'antitesi del progresso cui invece i partiti italianisti per essi rappresentano.
    Poi adesso è chiaro, speriamo vi sia un'inversione di tendenza rispetto al passato con le nuove azioni politiche sia di Irs che Sni, anche se sono fortemente scettico su certe manovre che mi riservo di non commentare.

    Repubricanu

  3. #3
    w i punkillonis
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    salude ithokor,

    la questione da te sollevata è interessante. ne abbiamo parlato alla scorsa assemblea a roma a riguardo del tema servitù militari, ma in effetti ad un livello più basso, facendo una analisi "frettolosa" ossia quella degli elettori la questione Soru si pone.

    io sono ottimista però. credo che soru non stia facendo altro che aprire gli occhi alla gente, ieri sera ho visto un pezzo di ma però su Sardegna 1. e sorridevo.. vi giuro, per un indipendentista è divertente sentire queste cose, a volte erano musica celestiale.
    faccio un esempio:

    l'assessora all' industria diceva che serviva un piano industriale regionale. bene. il giornalista gli ha detto: ma sono cose che si dicevano identiche venti anni fà. risposta: si ma noi facciamo i paini, ma poi i soldi arrivano dal governo nazionale. o meglio arrivano non arrivano...non si sà!

    quindi non si possono fare dei piani? risposta: esatto!!!

    e allora di cosa stiamo parlando ? la frustazione di questa gente è palese.


    POi arriva un sindacalista e parla della piano tessile che stà andando a male e della legler. stessa domanda: ma non era un piano di 15 anni fa?
    risposta: si ma non c'erano le risorse per l'innovazione.
    e perchè ? perchè la regione fà il piano ma i soldi vengono dal governo nazionale.
    aaaaaaaaaaaaahhhhhhhh

    tando noi femu lu pianu e eddi....dhu botzana!!!

    tornando alle contraddizioni forse soru stara facendo delle battaglie che noi abiano in agenda, ma allo stesso tempo sia nel caso in cui non riesca a farle sia nel caso in cui ci riesca ha innescato un processo...

    nel primo caso ovviamente è nostro compito puntare più in alto.
    anche perchè noi francamente non facciano proprio le stesse battaglie di soru. o meglio i fini e le impostazioni sono diversi.

    supponiamo che soru riesca a fare chiudere qualche base militare... (fai conto che ha già detto che non si ricandiderà) i sardi avranno l'esempio, la dimostrazione lamapante che questa cose si possono fare. non che diventino indipendentisti così....però.. un processo si è innnescato.

    per la restituzione di irpef e iva la situazione è simile.
    se passa cioè fatto che non èvcero che "da soli non ce la facciamo" ma anzi.....come ha detto appunto Soru "con le entrare che abbiamo ce la facciamo" allora forse qualcuno coincera a porsi delle domande e questo è sempre positivo....

    stà a noi dare delle risposte a questo punto.
    salude

    L

  4. #4
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    Sì questo è plausibile, non Soru in quanto "pietra tombale" dell'indipendentismo ma piuttosto come precedente nell'avvio di un processo che inneschi tutta una serie di variabili favorevoli all'indipendentismo tradizionalista.
    Sè Soru s'impone con determinati argomenti (benchè con finalità politiche che esulano dal ns nazionalismo) sulla pubblica opinione, non può che essere un vantaggio per la ns società stessa.

    Ciò che conta è che tale processo, se così si può definire, non venga smarrito al termine di una data azione politica (quando magari Soru abbandonerà) ma saputo cavalcare dal ns indipendentismo, interpretando così le aspettative di una fascia di elettorato che Soru in date questioni ha portato alla ribalta.

    Purtroppo questo tipo di manovre da parte del ns mondo indipendentista richiederebbe ingenti finanziamenti, c'è il rischio quindi che tale processo si estinuguerà così com'è sorto, riportando tutto nel solito bacino di lassismo e rassegnazione anche buona parte di quell'opinione pubblica che Soru (ad es.) era riuscito a destare su certe tematiche.

    Repubricanu

  5. #5
    w i punkillonis
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    Repubricanu, vorrei aggiungere una considerazione:

    il problema a mio avviso stà nel sistema dei media sardo, in cui a fianco ad alcune figure molto valide si trova spesso una mediocrità da aggiungere ad una vicinanza con la classe politica unionista.

    traducendo: se il giorno "dopo soru" i media sardi ci continuano a bombardare con la complicità dei sindacati confederali (o meglio dei sindacalisti che non sono certo dei santerelli senza interessi persoanli) continuandoci a dire che la nostra salvezza viene da un cipe o da un fondo speciale italiano o da una cassa integrazie... be allora il lavoro (sopratutto quello inconscio che vall'incoscio dei sardi) di soru non sarà valso a nulla.

    i media fissano l'agenda spesso e volentieri o meglio contribuiscono a fissarla, no è una regola fissa, ma credo che in sardegna valga, con le dovute eccezioni.

    credo che nel caso dei sindacati pedidores valga la teoria della spirale del silenzio in cui una minoranza agguerrita (i sindacati e gli unionisti pedidores) impone un tema alla maggioranza sonnolenta.

    per cui anche se la maggioranza è d'accordo con il fatto che l'economia deve essere qualcosa di diverso dall' assistenzialismo post ottana... questa maggioranza rimane silenziosa, non esprime le proprie opinioni.

    L

  6. #6
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    Ma proprio dando per scontato ciò parlavo di finanziamenti che servirebbero all'indipendentismo, per aggirare la cortina di silenzio mediatico ed altro per arrivare direttamente all'opinione pubblica.
    Va da sè, che dopo la politica se vuole sopravvivere, dovrà adeguarsi alle richieste popolari e rivedere l'agenda scritta da altri.

    Ma, niente finanziamenti, niente tattiche propagandistiche.

    Repubricanu

  7. #7
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    Interessante questa discussione.Soru fa bene o no all'indipendentismo?
    Per me dipende solo da come si comporta,per ora direi proprio
    di si.Se la maggior parte delle persone non crede nell'indipendenza è perchè in ultima analisi,dopo enormi e lunghe discussioni,non ha fiducia nel fatto che i sardi siano in grado di governarsi da soli.Sarò molto sintetico,in fondo in fondo i sardi credono di essere inferiori rispetto agli italiani,agli irlandesi,ai francesi,ai tedeschi etc..Questo per me è il primo è più grande ostacolo verso l'indipendenza.
    Detto questo Soru rappresenta il tipico esempio di sardo che non sembra piegarsi a questa logica,non che non ce ne siano altri,ce ne sono tantissimi,ma il suo esempio è particolarmente in vista.
    La possibilità che i problemi socio-economici della Sardegna siano risolvibili stando in questo rapporto con l'Italia per me non esiste,non è che se cambia il governo ci tolgono le servitù o ci rendono i soldi che ci devono o altro.Forse qualche contentino ma ci credo molto poco,è a che gli serviamo all'Italia(parlo del governo di Roma) se non per le basi e i soldi che si fanno sulle nostre spalle e sulla nostra salute.
    Farei solo un piccolo esempio molto speranzoso.Se Soru continuasse a fare le sue battaglie,e quindi continuasse anche a scontrarsi poi con Prodi e D'Alema sulle stesse cose e ad un certo punto si svegliasse indipententista,quanti voti porterebbe?
    Purtroppo c'è anche il rischio,molto più concreto, che se ne vada a Roma come tanti altri.

  8. #8
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    O che venga liquidato se sfida un'eventuale governo dal 2006 dei suoi stessi colori....

  9. #9
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    E' meglio se lo liquidano,non potrebbero fare altrimenti se lui rimane coerente......

  10. #10
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    Predefinito Re: Riflessioni

    Originally posted by Ithokor
    Ieri parlando con un conoscente, il quale conosce la mia posizione politica, mi ha posto alcuni interessanti spunti di riflessione. Mi ha fatto notare che Soru potrebbe essere, in un certo qual modo, la “tomba” dell’indipendentismo sardo! Perché cavalcando tutte le questioni che da sempre formano i programmi dei movimenti indipendentistici sardi ( lingua, servitù e basi militari, sperequazioni economiche) e dimostrando che sono risolvibili ad un livello di confronto politico stato-regione, toglie inevitabilmente consenso a chi sostiene la risoluzione dei medesimi problemi con la creazione di uno stato ex novo! Sostenendo che se riuscirà anche a risolvere il problema cronico del lavoro, ecco quella sarà veramente la mazzata finale, in termini di consensi, all’indipendentismo!

    Gli ho fatto notare, in primis, che Soru ancora deve risolverli questi problemi, siamo ancora su un piano di confronto/scontro… ma questo è un altro discorso!
    Gli ho ribadito che la Sardegna ha maturato il diritto STORICO ad un proprio stato sovrano, indipendentemente dalle rivendicazioni economiche, finanziarie etc. Significa che se la Sardegna fosse la “regione” più ricca d’Europa certe istanze non verrebbero meno!
    Ed è questo che la gente deve capire l’indipendentismo non è un mero (puro e semplice) rivendicazionismo economico! Ma detiene la sua forza nel “percorso storico” dell’isola. E’ la storia, e niente altro, che sancisce l’assoluto diritto dei sardi e della Sardegna ad una propria statualità!
    Il conoscente ha convenuto che un’ indipendentismo posto in questi termini si pone su un piano superiore rispetto alle variabili economiche/finanziarie della Sardegna, anche se agendo così darebbe l’idea di essere troppo “elitario”.
    Ovviamente ho risposto che nessun movimento politico, tanto meno gli indipendentisti, sono insensibile alla situazione contingente della Sardegna!
    In fine mi ha fatto presente che l’azione politica deve andare di pari passo con quella sociale (sindacati in particolare!)
    Bella scoperta gli ho risposto io!!
    Ithokor
    Ciao Ithokor. Mi sembra che la tua risposta sia stata perfetta e abbia sintetizzato alcuni dei ragionamenti e delle questioni di fondo che devono caratterizzare la posizione indipendentista: ragionamenti che spesso mancano anche a chi (in buona o mala fede) si dice "indipendentista". è stato proprio a partire da ragionamenti come questi che ci siamo covinti qualche anno fa che era il momento di far nascere iRS, ovvero un reale indipendentismo (e non una specie di rivendicazionismo sardisteggiante e nazionalisteggiante ecc. ecc.).
    Un grande saluto
    Franciscu
    PS chiedo scusa agli altri di questo thread (che mi fa molto piacere vedere o rivedere qui in giro) ma mi aspetta l'aereo che mi riporta in patria e dunque non ho fatto in tempo a leggervi. Si bieusu

 

 
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