NUOVI MOVIMENTI RELIGIOSI: DIOCESI DI MODENA, NOTA SUL GRUPPO “GESÙ TI AMA”
“Chi è coinvolto in uno dei nuovi movimenti religiosi dice spesso di aver scoperto in esso una notevole capacità di incidere sul benessere psicofisico. Sperimentando un tipo di incontro con Dio che fa stare meglio con se stessi, facilmente ci si convince che la proposta spirituale tradizionale, che pare non offrire alcun tipo di benessere, non è autentica”: così è detto nei passaggi iniziali della Nota pastorale della arcidiocesi di Modena-Nonantola, dal titolo “I cattolici e i nuovi movimenti religiosi”, che verrà presentata sulle pagine del settimanale diocesano “Nostro Tempo” in uscita domani, sabato 5 novembre. L’occasione della nota – come si spiega in una anticipazione del “Nostro Tempo” – è dovuta alla presenza sul territorio del gruppo denominato “Gesù Ti ama”, che “tappezza la città di manifesti e che raccoglie ormai oltre un migliaio di persone in provincia di Modena. Molti di questi, erroneamente, sono convinti di partecipare all’attività di un gruppo di preghiera che appartiene alla Chiesa cattolica, come ad esempio ‘Rinnovamento nello Spirito’”. La nota diocesana sui “nuovi movimenti religiosi” mette in evidenza che, oltre al “criterio del benessere psicofisico”, tra i motivi che spingono alcuni credenti a cercare risposte al di fuori della Chiesa ci sono anche la “ricerca di sicurezza”, il “senso di appartenenza e dipendenza”, la “svalutazione di ciò che è esterno”, la “gratificazione ed illusione di perfezione”. Secondo la nota diocesana, “è perciò necessario educare i fedeli ad una percezione genuina e vera della Chiesa, del suo cammino storico e del significato della missione ad essa affidata da Cristo”.
Facendo riferimento alla “riscoperta dello Spirito Santo non solo teorica, ma che coinvolge crescenti masse popolari nei movimenti detti ‘carismatici’”, la nota della diocesi di Modena-Nonantola sottolinea che “accanto ad aspetti positivi, il movimento carismatico non sembra immune da limiti e da gravi rischi per la fede e la piena appartenenza alla Chiesa cattolica”. Si citano così l’ “enfasi” sulla “Chiesa carismatica basata soltanto sulla ‘libertà dello Spirito’ ... il pericolo che gruppi cattolici di ispirazione carismatica possano perdere di vista la loro identità e la loro appartenenza alla Chiesa cattolica”. Si invitano quindi i gruppi di ispirazione carismatica a “sentire cum Ecclesia ed agire in ogni caso in comunione con il Vescovo”. Si ricorda poi che “l’unico movimento di ispirazione carismatica approvato in seno alla Chiesa cattolica italiana è quello denominato ‘Rinnovamento nello Spirito’”. Il settimanale diocesano “Nostro Tempo” ha voluto affiancare alla nota diocesana un servizio sul gruppo “Gesù Ti ama”, nel quale si fa riferimento al presbitero che per un certo periodo lo ha sostenuto, importando tale esperienza dagli Stati Uniti e ispirandosi alla Pentecostale Evangelica. Segue poi la testimonianza di una donna, entrata in conttato con “Gesù Ti ama”, che racconta la incongruenze, contraddizioni ed esagerazioni sulle presunte “guarigioni”, “stati di trance”, forme di “esaltazione” che si respiravano negli incontri “di preghiera”. “Quasi tutti i presenti – dice tra l’altro la testimone - ... svengono, cantano e saltano come se avessero sotto i piedi i carboni ardenti, parlano lingue antiche ... si credono alla fine tutti in grado di fare guarigioni”. La donna parla esplicitamente di “fanatismo” e di “gioco sull’equivoco”.
Agenzia Sir




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