Tratto dal Bollettino militante di FNCT "MONSGEBEL"
http://www.forzanuovacatania.org/monsgebel_ottobre.htm
Perché cattolici.
Le critiche e le diffidenze che ci vengono espresse da una certa Destra partono dal disprezzo per il nostro identitarismo cattolico; anche se in realtà, il più delle volte, non si parla di critiche ma di vere e proprie messe al muro, di attacchi lapidari, scherno e derisione. Ma, francamente, a noi non importa: rispondiamo solo a noi stessi , di noi stessi ed alla nostra coscienza.
Questo scritto non vuole giustificare nessuna nostra scelta, che non è frutto, ovviamente, né di programmazione a tavolino, né di chissà che altro, ma di una netta, decisa e motivata predispostone interiore e presa di coscienza del nostro personale Credo.
Cattolici per nascita, cattolici per Credo, cattolici per sensibilità, cattolici neo-conversi: questo siamo.
Qualcuno azzarda la pretesa, soprattutto in ambienti anarco-sinistrorsi, che il nostro Credo sia un palliativo ed una giustificazione ad un nostro presunto razzismo ed ad una nostra malsana vocazione xenofoba. L’agghiacciante pretesa di certuni é che il Forzanovismo sia una qualche teologia razzisticheggiante, sviluppata ad hoc come sostegno dottrinario ad una fantomatica chiesa dell’Odio.
Intanto, a questi signori, rispondiamo che se vi è un razzismo esso è incarnato da loro, con la loro squallida ipocrisia buonista, con il loro vuoto umanitarismo in nome di un progresso indefinito e con il loro sistematico e pianificato progetto d’odio e distruzione di ogni cultura, identità ed etnia. Il sogno d’un Atea società multirazziale, l’idea d’una dittatura operaia ed il mito totalitario dell’egualitarismo a noi sembrano istigazioni all’odio globale verso l’uomo ed il Mondo.
Certuni hanno imparato a storpiare, in maniera sofisticata, il principio d’Amore verso la propria terra, verso i propri cari, verso la propria storia ed il proprio futuro, verso il proprio Credo come Razzista, ergo come seme d’odio. Rabbrividiamo davanti a tale soluzione perversa, davanti a tale agghiacciante contraffazione. Non pensavamo fosse possibile rivoltare il contenuto di una parola nel suo esatto contrario.
Noi non siamo razzisti e rifiutiamo ogni principio che lo accompagna. Rifiutiamo lo schematismo positivista e biologista che supporta ogni forma di razzismo.
Noi non odiamo Nessuno. Siamo convinti che nel mondo, così com’è stato creato vi sia un ordine, bello, meraviglioso e giusto di per sé e come tale lo vogliamo lasciare. Lo vogliamo difendere da ogni storpiatura e deturpazione. Questo non è certamente Odio.
Ovviamente, non ci aspettiamo altre conclusioni su di noi e il nostro pensiero da gente che ha per paradigma ideologico il materialismo. Non pretendiamo che possano approdare a riflessioni più fini, intime e profonde di queste. Capisco che il limite ideologico che li accompagna non permette loro di cogliere razionalmente il nostro pensiero. L’incapacità di decifrare certe sfumature li porta naturalmente a schernirci, e non potrebbe essere altrimenti… crediamo che tutti conoscano la fiaba della volpe e l’uva!
La domanda più consona alla quale vogliamo rispondere non è il perché del nostro essere cattolici, ma, se ha senso, prospettiva e valore un’azione politica che prende spunto dai paradigmi spirituali della cattolicità. Partendo da questo interrogativo diamo una risposta sulla reale possibilità, esigenza e necessità d’un Forzanovismo militante.
Da quel lontano giorno d’autunno del 1517, con l’affissione delle 95 tesi di Wittemberg, in Occidente si è realizzato un nuovo ordine umano, culturale ed, ovviamente, religioso. La pretesa più eclatante proclamata da quel giorno in poi è che ogni cosa umana potesse sussistere a prescindere dal sostegno dato dall’Ecclesia, cioè da Dio, e che l’uomo, comunque, avrebbe avuto la propria redenzione con i propri mezzi.
Quello fu l’inizio della Modernità. Da li in poi, diverse dottrine hanno cercato di dare risposte agli interrogativi dell’esistenza umana e del vivere sociale. Dopo ben sedici secoli d’unita e stabilità morale europea, sono seguiti cinque secoli, il nostro compreso, d’instabilità, odio, violenza, pressappochismo ed inquietudine .
Prendiamo atto, oggi, che ogni sistema umano ha rivelato la propria precarietà ed il proprio fallimento. Tutti hanno cercato d’instaurare un Paradiso in Terra cadendo miseramente nell’oblio . L’umana brama di potere, ricchezza e superbia, sostenuta da dottrine false quali l’illuminismo, il liberalismo e socialismi vari hanno solo creato sangue, paura, smarrimento e desolazione.
La filosofia, da Cartesio in poi, pervertendo se stessa, ha gradualmente ricusato la ricerca della Verità e dell’Assoluto, per imporsi il relativo, il molteplice ed il particolareggiato come fine ultimo.
Tutti hanno fallito.
Che oggi la nostra società sia in crisi sia sin dalle sue fondamenta non è una novità. Se si osservasse attentamente tale crisi si evincerebbe che essa scaturisce dallo scardinamento di quei presidi che l’Ecclesia aveva posto in difesa della Uomo in quanto Persona: Famiglia, Vita, Salute, Etica, Autorità, Proprietà, Forma. Principi che prendono forza e divengono conoscibili alla Luce della divina rivelazione del Cristo.
È oggi, più che mai, che la pretesa cattolica è chiamata ad agire e combattere. Cento anni fa, con tutto che non ci trovavamo in un mondo perfetto, certi attacchi verso l’uomo, la sua libertà e la sua esistenza non erano stati neanche pensati. Cento anni fa certe parole o concetti come aborto, eutanasia, controllo delle nascite, liberalizzazioni di droghe o “stili di vita alternativi” erano limitate a parti oscure della sfera del linguaggio. Queste istanze oggi sono sulla bocca di tutti, se ne abusa e li si impone.
Proprio oggi, che l’ateismo e lo gnosticismo dominano, proclamando la condanna dell’uomo all’ignoranza, è necessario mobilitarsi con un indirizzo spirituale ben preciso.
In questo tempo dove ogni sapere è stato deturpato, dove i volti appaiono tristi e solcati dalle nevrosi, dove gli psicanalisti si sono elevati ed auto ordinati sacerdoti e curatori d’anime, dove i sessuologi sono diventati l’ultimo baluardo di saggezza, che bisogna ristabilire la giusta presenza del divino nel mondo nelle spoglie visibili della sua Santa Chiesa.
La volontà di Forza Nuova d’una ricostruzione nazionale risulta essere più interessante ed autorevole di tante altre forme di pensiero perché, senza mediazioni, pone al centro dell’agire politico la Persona, il Mondo, il Divino e la scala di valori che fa da collante a queste tre voci.
Il fallimento delle dottrine che hanno messo al centro del loro agire altre istanze o interessi, come la classe sociale, lo sviluppo economico, il libertarismo, il rigorismo sociale, l’autorità, ci richiamano al ritorno alle origini paradigmatiche del Nostro Occidente, a quei valori dimenticati ma mai estinti che ci hanno accompagnati fin qua. E’necessario un ritorno sentito e cosciente alle nostre Tradizioni. Non può esistere dottrina con velleità identitarie che non passi attraverso l’intuizione spirituale che lo sviluppo storico è da veder alla luce della presenza divina.
Il nostro richiamo alle tradizioni ed alla Tradizione non è un ritorno agli usi e costumi dei tempi passati, come qualcuno provocatoriamente intende, od ai modelli sociali superati, ma ai dettami tramandati dall’ anno Zero ad oggi, che continuano a muoversi nella Storia, fino alla fine dei tempi. La nostra azione è chiamata a tener fede a tale mandato. Il nostro agire nella Politica è questo.
Vari segmenti della Destra sono stati pronti ad appoggiare ed esprimere solidarietà verso le nostre battaglie politiche, che il più delle volte erano da loro anche pienamente condivise, ma che alla fine non sono state da ponte verso una più compatta ed univoca strategia ed unità d’intenti. Il limite che ha portato a tali differenziazioni verte sempre sulla nostra chiara e lampante adesione religiosa. Siamo dispiaciuti per loro, ma le nostre posizioni, unanimemente condivise, su usura (potere delle banche), diritto alla proprietà della casa, lotta in difesa della vita, giustizia sociale, patriottismo, lotta ai poteri forti partono da una ben chiara coscienza religiosa. Alla base della nostra politica vi è una certezza basata su elementi metafisici. Ogni analisi su tali questioni che prescinde dalla cattolicità, a nostro parere, è prettamente caduca ed accidentale.
Siamo ben coscienti che la Tradizione politico-culturale della Destra si è da sempre arroccata su due grandi posizioni: una laicista e l’altra spiritualista, e non siamo venuti qui a vessare la prima davanti alla seconda. Chiediamo ad i primi di fare un passaggio mentale cruciale nell’evolversi verso la seconda ipotesi, che di per se stessa non annulla la prima ma, anzi, la completa.
Una destra che oggi decide di arroccarsi sterilmente su istanze ultra laiciste decide autonomamente di escludersi dalla battaglia politica odierna, ciò è imperdonabile in un periodo così storicamente cruciale per l’intera umanità. Bisogna essere degli ottusi per non comprendere che il dibattito sulla crisi moderna parte dal dato agghiacciante che l’occidente ha rifiutato la cristianità. Le prese di posizione da parte di certi personaggi della politica e della cultura, anche insospettabili, sulla situazione odierna devono far riflettere, ci riferiamo a Ferrara, Pera, Messori, Del Noce, Cammilleri ed, ovviamente, di S.S. Benedetto XVI.
Il rifiuto del popolo francese ed olandese della costituzione europea, la stessa che aveva sorvolato sulle radici cristiane europee ci devono far pensare.
La dittatura del relativismo che ha imposto l’esclusione del Prof. Bottiglione dalla commissione europea perché cattolico, ci chiamano a dissipare certe posizioni e a riflettere attentamente sui rischi di un laicismo ateo.
Vogliamo far notare che se tutte le dottrine antagoniste alla destra, dai radicali ai comunisti, dai socialisti ai liberali, hanno sempre avuto parole atroci verso il Cattolicesimo un motivo ci sarà. A buon intenditore poche parole.
Vogliamo, infine, dissipare una posizione che spesso e maliziosamente ci viene attribuita: Forza Nuova è clericalista.
Forse non tutti sanno, anche coloro che abusano di questa parola, che il clericalismo è quella dottrina che pone il Clero alla reggenza della Struttura dello Stato. Non ci sembra d’aver mai fatto dichiarazioni in tal senso, né tanto meno intimamente lo vogliamo. Crediamo che il cattolico in politica abbia il dovere di essere fedele ai dettami del Cristo, che l’ Ecclesia divulga e difende, da qui a parare su istanze Clericaliste ce ne vuole. La sfumatura che abbiamo qui posto pone una discriminante decisa e sostanziale; chi ci vuole vedere altro è certamente in cattiva fede.
FERNANDO MASSIMO ADONIA.
Saluti forzanovisti
Marco Montalto




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