Martedì 24 ottobre è stata notificata l’ordinanza del tribunale di Padova in sede di reclamo rispetto alla Stemax, società che gestisce il Bar Sparkling accusato nel dicembre 2002 di discriminazione e razzismo . Il procedimento civile, durato due anni, si era concluso nel giugno 2005 e il giudice di primo grado aveva accertato “un comportamento discriminatorio nei confronti degli stranieri ricorrenti ai quali è stata praticata una diversità di trattamento sulla base della sola appartenenza a diversa nazionalità identificabile come extracomunitaria”. L’ordinanza però aveva deluso i ricorrenti: erano state escluse le associazioni Razzismo Stop e Asgi, costituitesi a sostegno dei ricorrenti, il titolare del Bar era stato assolto, il risarcimento previsto, nonostante fosse stata accertata la discriminazione, era stato quantificato nella somma veramente ridicola di 100 euro a persona.
È stato, quindi, promosso un reclamo. La nuova ordinanza porta ad un risultato migliore, ma lascia comunque una soddisfazione al 50%: il caffè servito al bar Sparkling resta caro e amaro, molto amaro.
Gli aspetti positivi della nuova ordinanza sono che la posizione a sostegno nel procedimento civile dell’associazione Razzismo Stop è stata ritenuta legittima e che anche Stefano Alberti, titolare del bar Sparkling, viene condannato per aver posto in essere “comportamento discriminatorio per ragioni razziali”; quelli negativi riguardano, invece, il fatto che è stata confermata l’estromissione dell’Asgi nel procedimento ed è stato confermato il risarcimento di 100 euro a persona. Si tratta di una cifra veramente assurda, non per un problema di lucro, ma perché il valore dissuasivo che dovrebbe avere una pena pecuniaria, viene totalmente annientato. L’ordinanza, infatti, conferma che vi è stato un atto di discriminazione gravissimo: i clienti stranieri del bar Sparkling, proprio perché stranieri e quindi non graditi all’interno del locale, erano costretti a pagare ad un prezzo maggiorato le consumazioni.




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