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    Predefinito E Sempre Prima Gli Stranieri

    In Piemonte gli “ultimi arrivati” beneficeranno dell’assegnazione lampo di alloggi popolari
    La casa agli stranieri dopo sei mesi
    Cota: «Provvedimento inaccettabile. Assurdo equiparare gli extracomunitari ai cittadini italiani»

    GIOVANNI MONACO
    --------------------------------------------------------------------------------
    Meno case popolari per i cittadini piemontesi. È questo l’effetto della modifica alla legge per l’assegnazione degli alloggi Iacp fortemente voluta dalla sinistra di governo, annunciata ufficialmente l’altroieri: ad un extracomunitario, per ottenere una casa popolare, basterà aver lavorato sul territorio da soli sei mesi e non più da tre anni, come attualmente previsto. Basta leggere le cifre, per capire che - se passasse questa riforma - per un cittadino piemontese sarebbe quasi impossibile ottenere un alloggio popolare: in Piemonte mancano almeno 10mila case Iacp e, all’ultima assegnazione bandita dal Comune di Torino, hanno partecipato 8.500 nuclei familiari a fronte di 1.500 appartamenti disponibili. Riducendo la permanenza sul territorio per gli extracomunitari da tre anni a 6 mesi, si scatenerebbero altre migliaia di domande da parte di immigrati a bassissimo reddito dichiarato. Nel solo capoluogo gli extracomunitari regolari sono oltre 70mila.
    «Siamo assolutamente contrari all’ipotesi che i cittadini extra UE vengano equiparati agli italiani - spiega il segretario nazionale della Lega Roberto Cota - abbiamo fatto una battaglia durissima per innalzare il tetto a tre anni di lavoro retribuito il requisito per gli extracomunitari e avremmo voluto molto di più: che la casa popolare fosse destinata soltanto ai nostri cittadini».
    Ma secondo l’assessore regionale alle Politiche territoriali, Sergio Conti, «c’è bisogno di un ripensamento profondo della normativa. Uno dei nostri obiettivi è quello di eliminare la disparità tra extracomunitari e italiani». Il gruppo regionale della Lega Nord promette battaglia. «All’assessore Conti e alla giunta Bresso diciamo: provateci, vi aspettiamo in aula. Per la sinistra, nella graduatoria delle priorità, i piemontesi sono sempre gli ultimi», dice il capogruppo Tino Rossi.
    Stefano Allasia, Claudio Dutto e Stefano Monteggia aggiungono: «Alzeremo le barricate in aula e porteremo centinaia di persone in piazza. E se questa modifica verrà approvata raccoglieremo le 70mila firme necessarie a indire un referendum abrogativo per cancellare l’ennesima vergogna di una sinistra incapace di fare politica senza demagogia. Saranno i piemontesi a dire se è giusto che i loro diritti vengano calpestati in questo modo». E ancora: «Prima il diritto di voto nelle circoscrizioni, adesso l’assegnazione delle case popolari. Con quali risultati? Gli italiani fuori dagli alloggi popolari, i nostri figli fuori dagli asili comunali. In un momento economico in cui, tra cassa integrazione, mobilità e perdita del poter d’acquisto, sono tanti i piemontesi che non possono più permettersi affitti da capogiro, bisognerebbe aumentare il requisito minimo da tre ad almeno cinque anni, non certo ridurlo. Gli alloggi di edilizia popolare non sono infiniti: cosa diremo ai nostri giovani, ma anche ai meno giovani, che hanno perso l’occupazione e non riescono a ricollocarsi sul mercato del lavoro? Cosa diremo agli anziani che non arrivano a fine mese? Spiacenti, ma prima ci sono gli immigrati che sono arrivati qui l’anno scorso...».
    Il Comunista italiano Luca Robotti ha subito polemizzato: «Se la Lega farà le barricate sopporteremo anche questo, sopporteremo l’ennesimo atto del teatrino medievale e rozzo dei nostri simpatici figli del sole delle alpi». E, in un comunicato congiunto, il gruppo della Lega gli ha risposto che «l’integrazione sociale e culturale degli immigrati non si realizza innescando una guerra tra poveri. Per la Lega togliere le case alle fasce più deboli della nostra gente, come anziani e cassintegrati, per darle agli immigrati, non solo non è un bisogno primario, ma è l’ennesimo schiaffo ai cittadini».
    In effetti, «oggi il Piemonte ha altre priorità: disoccupazione, crisi economica, rincari dell’euro: affermare che la modifica della legge 46 sia un bisogno primario, la dice lunga sulle politiche sociali della sinistra, che toglie alle fasce deboli per dare agli immigrati».


    [Data pubblicazione: 05/11/2005]

    (La padania)

  2. #2
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    Predefinito Re: E Sempre Prima Gli Stranieri

    Testo originale scritto da enea08
    In Piemonte gli “ultimi arrivati” beneficeranno dell’assegnazione lampo di alloggi popolari
    La casa agli stranieri dopo sei mesi
    Cota: «Provvedimento inaccettabile. Assurdo equiparare gli extracomunitari ai cittadini italiani»

    GIOVANNI MONACO
    --------------------------------------------------------------------------------
    Meno case popolari per i cittadini piemontesi. È questo l’effetto della modifica alla legge per l’assegnazione degli alloggi Iacp fortemente voluta dalla sinistra di governo, annunciata ufficialmente l’altroieri: ad un extracomunitario, per ottenere una casa popolare, basterà aver lavorato sul territorio da soli sei mesi e non più da tre anni, come attualmente previsto. Basta leggere le cifre, per capire che - se passasse questa riforma - per un cittadino piemontese sarebbe quasi impossibile ottenere un alloggio popolare: in Piemonte mancano almeno 10mila case Iacp e, all’ultima assegnazione bandita dal Comune di Torino, hanno partecipato 8.500 nuclei familiari a fronte di 1.500 appartamenti disponibili. Riducendo la permanenza sul territorio per gli extracomunitari da tre anni a 6 mesi, si scatenerebbero altre migliaia di domande da parte di immigrati a bassissimo reddito dichiarato. Nel solo capoluogo gli extracomunitari regolari sono oltre 70mila.
    «Siamo assolutamente contrari all’ipotesi che i cittadini extra UE vengano equiparati agli italiani - spiega il segretario nazionale della Lega Roberto Cota - abbiamo fatto una battaglia durissima per innalzare il tetto a tre anni di lavoro retribuito il requisito per gli extracomunitari e avremmo voluto molto di più: che la casa popolare fosse destinata soltanto ai nostri cittadini».
    Ma secondo l’assessore regionale alle Politiche territoriali, Sergio Conti, «c’è bisogno di un ripensamento profondo della normativa. Uno dei nostri obiettivi è quello di eliminare la disparità tra extracomunitari e italiani». Il gruppo regionale della Lega Nord promette battaglia. «All’assessore Conti e alla giunta Bresso diciamo: provateci, vi aspettiamo in aula. Per la sinistra, nella graduatoria delle priorità, i piemontesi sono sempre gli ultimi», dice il capogruppo Tino Rossi.
    Stefano Allasia, Claudio Dutto e Stefano Monteggia aggiungono: «Alzeremo le barricate in aula e porteremo centinaia di persone in piazza. E se questa modifica verrà approvata raccoglieremo le 70mila firme necessarie a indire un referendum abrogativo per cancellare l’ennesima vergogna di una sinistra incapace di fare politica senza demagogia. Saranno i piemontesi a dire se è giusto che i loro diritti vengano calpestati in questo modo». E ancora: «Prima il diritto di voto nelle circoscrizioni, adesso l’assegnazione delle case popolari. Con quali risultati? Gli italiani fuori dagli alloggi popolari, i nostri figli fuori dagli asili comunali. In un momento economico in cui, tra cassa integrazione, mobilità e perdita del poter d’acquisto, sono tanti i piemontesi che non possono più permettersi affitti da capogiro, bisognerebbe aumentare il requisito minimo da tre ad almeno cinque anni, non certo ridurlo. Gli alloggi di edilizia popolare non sono infiniti: cosa diremo ai nostri giovani, ma anche ai meno giovani, che hanno perso l’occupazione e non riescono a ricollocarsi sul mercato del lavoro? Cosa diremo agli anziani che non arrivano a fine mese? Spiacenti, ma prima ci sono gli immigrati che sono arrivati qui l’anno scorso...».
    Il Comunista italiano Luca Robotti ha subito polemizzato: «Se la Lega farà le barricate sopporteremo anche questo, sopporteremo l’ennesimo atto del teatrino medievale e rozzo dei nostri simpatici figli del sole delle alpi». E, in un comunicato congiunto, il gruppo della Lega gli ha risposto che «l’integrazione sociale e culturale degli immigrati non si realizza innescando una guerra tra poveri. Per la Lega togliere le case alle fasce più deboli della nostra gente, come anziani e cassintegrati, per darle agli immigrati, non solo non è un bisogno primario, ma è l’ennesimo schiaffo ai cittadini».
    In effetti, «oggi il Piemonte ha altre priorità: disoccupazione, crisi economica, rincari dell’euro: affermare che la modifica della legge 46 sia un bisogno primario, la dice lunga sulle politiche sociali della sinistra, che toglie alle fasce deboli per dare agli immigrati».


    [Data pubblicazione: 05/11/2005]

    (La padania)
    Dannazione!
    L'invasione dilaga!
    Wallace_60

  3. #3
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    Predefinito Re: Re: E Sempre Prima Gli Stranieri

    Testo originale scritto da Wallace_60
    Dannazione!
    L'invasione dilaga!
    Eccome se dilaga!
    Barcone con 216 clandestini approdato all’isola di Linosa


    Oltre duecento immigrati clandestini sono sbarcati ieri sull'isola di Linosa, la più piccola delle Pelagie, a poca distanza da Lampedusa. Del gruppo di irregolari, in tutto 216, fanno parte anche quattro donne ed una cinquantina di minori.
    Secondo quanto hanno riferito gli extracomunitari al delegato della Guardia Costiera, sul barcone utilizzato per la traversata ci sarebbero stati anche i cadaveri di “almeno due persone”, una circostanza smentita però dalla Guardia costiera. «Si trattava di due immigrati con gravi problemi di disidratazione», hanno spiegato.
    Per gli immigrati è stato deciso il trasferimento con le motovedette al Centro di accoglienza di Lampedusa.



    Ecco come impariamo dall'esperienza francese.
    Parliamo ancora di accoglienza



    Ed inoltre i cani cattocomunisti:
    Crema -Non è uno scherzo: a Crema si vuole dare il diritto di voto agli extracee. Così come si è tentato di fare anche a Genova mentre dalla stessa città ligure arriva la notizia della preparazione di un nuovo ricorso al Tar sulla concessione del voto amministrativo agli immigrati, dopo il documento annullato per illegittimità dal governo il 3 agosto scorso. A Crema l'ha deciso la maggioranza di centro sinistra. E, naturalmente, la Lega dice no. No ad una città multiculturale dove sparisca il legame tra il cittadino ed il territorio. Dove l’ultimo che arriva comanda.
    «La nostra città - dice Cesare Giovinetti, consigliere comunale leghista - vuole difendere la propria identità e che considera l’immigrazione come un fenomeno che va gestito con rigore, non come qualcosa da incoraggiare». «Manifesteremo contro una simile eventualità» tuona, in più, Andrea Gibelli, deputato di espressione cremasca oltre che lodigiana. L'amministrazione comunale ha fissato per lunedì alle 17.30 il consiglio che dovrà dare il voto definitivo sulla questione che sembra diventata per la maggioranza un punto d'onore. E, per tutta risposta, per la stessa ora con appuntamento davanti al palazzo municipale la Lega chiama tutti a raccolta per un grande sit-in in protesta alla proposta. Si scende in piazza, insomma, per bloccare quanto sembra addirittura incredibile. La Lega, tra l'altro, è in ottima compagnia in questa battaglia che giudica doverosa. Perchè si sappia: a dire no all'ipotesi ventilata c'è anche l'intero gruppo cremasco di Alleanza Nazionale, Forza Italia, l'Udc e la Margherita si è addirittura spaccata sull'argomento con il capogruppo che dice no. Insomma: sarà veramente dura far passare a Crema una simile decisione. Giovinetti aggiunge: «Anche nell'eventualità in cui tutto passasse si sa: come deciso a livello centrale per ora non esiste la possibilità concreta di voto per gli extracee. Dunque, a noi pare proprio che chi porta avanti l'idea sia solo in cerca di visibilità. La mozione, insomma, ci appare come un'autentico pretesto. La battaglia che la Lega Nord guida con decisione da sempre è una presa di posizione ben ponderata, perchè il voto è un punto di arrivo, non può, al contrario, essere il punto di partenza per un’integrazione che deve basarsi non sulla svendita di un diritto ma, piuttosto, sulla condivisione di valori e sul rispetto delle nostre leggi».
    La questione del voto agli stranieri infiamma anche Modena. Il giorno dopo l’approvazione dell’ odg per il voto agli immigrati, Fi attacca accusando di “schizofrenia” la maggioranza che sostiene la giunta comunale modenese e la Lega si indigna minacciando il ricorso al referendum. Il consigliere comunale della Lega Nord Mauro Manfredini si dice indignato dalla decisione di dare il via libera alla modifica del regolamento per concedere il voto agli immigrati alle amministrative: «Bisogna informare la popolazione perchè decisioni così importanti devono essere condivise dalla maggioranza dei cittadini e per questo la Lega Nord valuterà la possibilità di proporre un referendum contro il voto agli immigrati», annuncia Manfredini assicurando che finchè la Lega sarà al governo del Paese la legge non verrà cambiata. Secondo il consigliere del Carroccio, infatti, «la breccia elettorale che i “sinistri” del Comune di Modena si accingono ad aprire spalanca le porte della città al decadimento della nostra civiltà».


    [Data pubblicazione: 05/11/2005]


    Ormai da questo schifo ci salva solo la guerra!

  4. #4
    Cuore Nero
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    Ecco, la lega ha posizioni più che condivisibili su questi temi della preferenza nazionale come sul tema del voto agli immigrati nei comuni (insomma la lega a livello locale sopratutto comunale non mi dispiace affatto) su cui si potrebbe cercare una convergenza. Su altri temi (come quelli nazionali e internazionale) sono invece in totale disaccordo con linea del partito di Bossi.

  5. #5
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: E Sempre Prima Gli Stranieri

    Testo originale scritto da enea08
    «Prima il diritto di voto nelle circoscrizioni, adesso l’assegnazione delle case popolari. Con quali risultati? Gli italiani fuori dagli alloggi popolari, i nostri figli fuori dagli asili comunali. In un momento economico in cui, tra cassa integrazione, mobilità e perdita del poter d’acquisto, sono tanti i piemontesi che non possono più permettersi affitti da capogiro, bisognerebbe aumentare il requisito minimo da tre ad almeno cinque anni, non certo ridurlo. Gli alloggi di edilizia popolare non sono infiniti: cosa diremo ai nostri giovani, ma anche ai meno giovani, che hanno perso l’occupazione e non riescono a ricollocarsi sul mercato del lavoro? Cosa diremo agli anziani che non arrivano a fine mese? Spiacenti, ma prima ci sono gli immigrati che sono arrivati qui l’anno scorso...».


    [Data pubblicazione: 05/11/2005]

    (La padania)

    pienamente d'accordo. la sinistra a livello locale fa delle politiche vergognosamente anti-italiane contro i cittadini bisognosi italiani. Sopratutto, questo accade in Lombardia, Piemonte e Veneto...non per niente in queste regioni la sinistra non ha vinto e ha preso molti voti la Lega che a livello locale ha questa buona e giusta battaglia della preferenza ai cittadini italiani nelle case popolari e dice no al voto agli extra.

  6. #6
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    Testo originale scritto da Avanguardista
    Ecco, la lega ha posizioni più che condivisibili su questi temi della preferenza nazionale come sul tema del voto agli immigrati nei comuni (insomma la lega a livello locale sopratutto comunale non mi dispiace affatto) su cui si potrebbe cercare una convergenza. Su altri temi (come quelli nazionali e internazionale) sono invece in totale disaccordo con linea del partito di Bossi.
    Io l'avevo prospettata questa convergenza con la lega, in ragione del pericolo comune.
    Dopo le elezioni, in caso di sconfitta di Berlusconi. . . chissa'.
    Ricordo che fra Calderoli e Fiore, ci sono gia' ottimi rapporti.
    Wallace_60

  7. #7
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    Testo originale scritto da Avanguardista
    Ecco, la lega ha posizioni più che condivisibili su questi temi della preferenza nazionale come sul tema del voto agli immigrati nei comuni (insomma la lega a livello locale sopratutto comunale non mi dispiace affatto) su cui si potrebbe cercare una convergenza. Su altri temi (come quelli nazionali e internazionale) sono invece in totale disaccordo con linea del partito di Bossi.
    perche' in disaccordo a livello internazionale? Anche loro sono contro l'unione europera , l'euro, il mandato di arrestio europeo, la mondializzazione, la guerra nel golfo, l'attacco in Serbia...
    WaLd

  8. #8
    "la Rivoluzione è come il vento..."
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    Testo originale scritto da Wallace_60
    Io l'avevo prospettata questa convergenza con la lega, in ragione del pericolo comune.
    Dopo le elezioni, in caso di sconfitta di Berlusconi. . . chissa'.
    Ricordo che fra Calderoli e Fiore, ci sono gia' ottimi rapporti.
    Calderoli non ha nessun rapporto con FN.

    Detto questo, meglio la Lega e alcune sue battaglie che tanti altri che propongono addirittura il voto agli immigrati, senza dimenticare che anche i leghisti hanno partorito la fallimentare Bossi-Fini e che pertanto il loro sbraitare anti-immigrazione è del tutto ipocrita. Poi in politic estera... vabbè lasciamo perdere che è meglio

  9. #9
    "la Rivoluzione è come il vento..."
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    Testo originale scritto da waldgaenger76
    perche' in disaccordo a livello internazionale? Anche loro sono contro l'unione europera , l'euro, il mandato di arrestio europeo, la mondializzazione, la guerra nel golfo, l'attacco in Serbia...

    Da quando sono contro la guerra all'iraq?

    Non dire fregnacce, proprio Calderoli ha auspicato bombe pure in Iran.

  10. #10
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    Non credo che la lega possa essere vicina alle nostre posizioni...forse sull'immigrazione...

    \o
    Memento audere semper

 

 
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