Il presidente iraniano e' una specie di Bossi locale, che e' stato eletto probabilmente anche grazie ad un accresciuto sentimento popolare antioccidentale dovuto alla guerra in Iraq. Un personaggio del genere, religiosamente integralista, estremamente illiberale, bellicista, di fatto razzista, ha delle idee che sono di fatto l'opposto di quelle che caratterizzano storicamente la sinistra. Quindi e' un avversario naturale della sinistra. Il fatto che non resti antipatico ad alcuni strati della sinistra italiana e' perche' e' "nemico" di Bush. Quindi, entra in gioco il fattore psicologico "i nemici dei miei nemici sono miei amici" e quindi si fa il "tifo" per questo personaggio.
Questo modo di pensare fa il gioco delle destre europee ed USA.
Essi infatti dicono "o con noi o con i terroristi e tutti quelli che sono brutti e cattivi". Ecco che qualsiasi critica verso di loro diventa un'appoggio per gli altri.
Dobbiamo uscire da questa mentalita'.
Dobbiamo essere noi a chiedere di scegliere alla nostra destra se vuole essere liberale, democratica e tollerante, pacifista (e quindi essere dalla nostra parte) o illiberale, antidemocratica, integralista, bellicista (e quindi avere lo stesso tipo di idee del regime iraniano).
Di fatto sono loro che devono scegliere da che parte stare.




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