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  1. #1
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    Predefinito Veltroni nuovo Leader della Sinistra...nel 2011?

    E Il sindaco si prepara alla sfida del 2011

    Aveva detto di volersi dedicare, finito il mandato, all’Africa. Ora sembra aver cambiato idea

    WALTER Veltroni è pronto a dedicarsi alla politica nazionale se verranno stabiliti «maggiori poteri al primo ministro ed elezione diretta con sistema maggioritario bipolare». Con queste dichiarazioni rilasciate ieri, il sindaco di Roma lascia tramontare l'ipotesi di un proprio impegno in Africa una volta lasciato il Campidoglio nel 2011. E fa capire che nel 2011 sarà comunque della partita politica nazionale. Dell’impegno in Africa, Veltroni cominciò a parlare di ritorno dal viaggio compiuto nel continente nero tra febbraio e marzo 2000. Prima raccolse le impressioni di quell’esperienza nel libro «Forse Dio è malato», quindi nel marzo 2001 dichiarò: «Non so quanto tempo mi impegnerà l'incarico di sindaco. Ma comunque a un certo punto finirà e invece di diventare uno di quei politici per i quali si cerca un posto in un consiglio di amministrazione, vorrei dedicarmi alla questione dell'Africa». Desiderio che il primo cittadino della capitale ribadì nel febbraio successivo al settimanale «Chi»: «Una cosa ho chiara nella mente: che alla fine del mio mandato non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco lo considero il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011, anno in cui avrò 56 anni. Spero a quel punto di poter andare a fare un'esperienza lunga in Africa dove ho lasciato un pezzo di me». Ancora nel maggio 2003, in un'intervista alla televisione «France 2», Veltroni specificò cosa avrebbe fatto una volta scaduto il mandato al Campidoglio: «Andare in Africa con mia moglie e lavorare laggiù, per qualche Ong, se le condizioni della mia famiglia saranno tranquille e se ne avrò la forza». Commentando queste dichiarazioni, i primi a non credere a un futuro impegno nel continente nero del sindaco di Roma furono proprio gli esponenti politici a lui vicini. L'attuale presidente del Senato, Franco Marini, affermò nell'estate 2003: «Walter è un furbo, un vero professionista della politica. Scrive libri di musica, sogna di andare in Africa e intanto sotto sotto lavora per sè». Piero Fassino fu ancor più esplicito: «Ma quale Africa! Certo che punta a Palazzo Chigi. Non subito però, nel 2011, quando lui sarà ancora giovane e noi saremo dei vecchietti». Quindi, a partire dall'estate 2004, Veltroni cominciò a glissare sull'ipotesi di un suo futuro nel continente nero. A Gianni Minoli che alla festa dell'Unità di Roma gli chiese se nel 2011 sarebbe andato in Africa a fare volontariato, il sindaco rispose: «Che io sia vicino o lontano, il mio posto è in questa comunità e nel centrosinistra». In un'intervista al «Corriere della Sera» nell'aprile 2005, il primo cittadino di Roma si augurò «di ottenere un secondo mandato da sindaco», dopodichè, specificò «la mia storia politica si concluderà». Quindi, alla inevitabile domanda su un suo impegno futuro in Africa, ancora una volta Veltroni rispose con un evasivo «vedremo». Nelle esternazioni veltroniane, insomma, i riferimenti al progetto di trasferimento in Africa nel 2011 cominciavano a venir meno e lasciarono il posto, invece, a dichiarazioni incentrate su temi di politica nazionale. «L'Italia ha bisogno di un grande partito democratico e riformista», commentò il sindaco di Roma all'indomani delle primarie che incoronarono nell'ottobre 2005 Romano Prodi leader del centrosinistra. L'ipotesi di una rentrèe nell'agone politico nazionale ha finito, quindi, per scalzare la soluzione africana per il 2011 che Veltroni coltivava solo pochi anni addietro. E oggi, specificando le condizioni con le quali sarebbe pronto a scendere in campo in Italia, Veltroni ha, forse definitivamente, allontanato l'Africa dal proprio destino.

    da Il Tempo


  2. #2
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    Mancano ancora 5 Anni e gia' Veltroni si autocandida...un po' troppo presto,non credete?
    A meno che Veltroni non sia convinto come tutti che la Legislatura si chiudera' probabilmente nel 2011 ma il Governo Prodi cadra'un bel po' prima...quindi è meglio portarsi avanti nel Lavoro della lunga campagna Elettorale che comincera' prima del previsto e durera' parecchio e cominciare a far capire a Rutelli chi sara' il vero capo della Sinistra!

    n.b.

    Ecco che le "polemiche" di Mastella su Casini trovano la loro giusta collocazione (chiacchiere da comari in una sagra paesana,alla quale partecipara' presto anche il serissimo Presidente del Consiglio (uscente?) con abito da mago Hotelma) nonostante il risalto dato dalla Grande e Libera Stampa italiana...

  3. #3
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    Veltroni sogna da superpremier: «In campo con l’elezione diretta»
    di Luca Telese da Il Giornale
    Dopo gli annunci di un ritiro a fine mandato, il sindaco cambia idea: «Resterei se...»


    Fermi tutti. Walter scende in campo, regalando al mondo un condizionale: «Il mio impegno fino al 2011 è come sindaco. Ma potrei restare in politica se le condizioni cambiassero». Leggi bene: potrei restare. Subito dopo, per farti capire che non hai capito male, tre frasette che in bocca a lui sono già un programma da terza Repubblica: «Potrei restare, ad esempio, se ci fossero l’elezione diretta del premier, maggiori poteri per il primo ministro e un sistema bipolare». Fermate le rotative. Insomma, dopo dieci anni di progetti africani e altre vite coltivate con fantasia ipotetica - direttore di quotidiani, regista, autore di best seller scritti in nottate insonni, compilation jazz, doppiaggi disneyani, festival e notti bianche, di frasi come «Sì, penso all’uscita di scena e ne parlo adesso per chiudermi la porta dietro. Lo farò» (intervista a Concita De Gregorio, sul Venerdì solo la settimana scorsa!) - insomma, dopo tutto questo il sindaco di Roma cambia marcia con due annunci elettrochoc per i cadaverici equilibri della politica italiana: dice che è pronto a scendere in campo per il dopo Prodi, e che la sua piattaforma è l’elezione diretta del premier. Roba da fa rizzare i capelli (anche quelli nuovi esibiti al meeting) persino a Silvio Berlusconi. Se queste parole Veltroni le avesse consegnate a qualche giornalista «laureato», aprivano i tg, e riempivano paginate di commenti. Animavano comitati di registi per le primarie dal vecchio amico Ettore Scola, al nuovo fan Gianni Amelio (indimenticabile il suo: «Walter: Patricio sono io!»). Ma siccome lo scoop lo fa il più anonimo «Lem» dell’Ansa, La Repubblica fa un colonnino a pagina 22 e un titolo da prima: «L’annuncio di Veltroni. Mi candido se il premier avrà più poteri». Lo stesso spazio, a pagina 23 a «Il giallo dello yacht».
    Possibile? No. Così, occorre riordinare gli indizi per capire. Diceva il grandissimo Alfred Hitchcock: «Il miglior posto in cui un ladro può nascondere una collana di diamanti è un acquario». E siccome a Veltroni si può rimproverare tutto, tranne di non essere uno dei migliori comunicatori politici, la prima cosa da pensare è che quella notizia stia in un colonnino-acquario perchè il sindaco voleva che stesse lì: non girata a una grande firma, ma accolta da un cronista di agenzia, fltrata con tutta la delicatezza omeopatica di cui Veltroni è capace. Se ti chiedi perché, sia andata così, devi ripercorrere a ritroso il sentiero di notiziole-mollechine che Walter lascia dietro di sé in questi giorni. Lo scenario è un ennesimo salto di qualità: mentre con la solita precisione svizzera, arene e sale cinematografiche del centrosud già programmano gli spot della «notte bianca» veltroniana (quella della consacrazione, malgrado black out o nubifragi), il sindaco parte all’attacco sul suo cine-festival, con tre mosse di scuola che fanno impazzire il nume di Venezia Marco Muller: cosparge di sei per tre la capitale e anticipa il calendario (violata una tregua concordata con il Lido, altro che le katiusce di hezbollah), alimenta polemiche sui film rifiutati (a cui lui dà asilo politico) rende noto l’arruolamento di un altro monumento dello star system mondiale, dopo Sean Connery, Nicole Kidman. Negli stessi giorni si consuma la fine dell’alleanza tattica con Francesco Rutelli, che doveva sostenere il partito democratico: il leader della Margherita (dopo aver affondato il veltroniano Goffredo Bettini al ministero) prima lo attacca per la mediazione sulla vertenza tassisti, e poi attacca il sindaco sui Beni culturali (Il Foglio ribattezza argutamente «guerra etrusco-romana»). E quindi, con dichiarazioni sparse tra Roma e Cortina, avvia la sua Bad Godesberg privata: da possibile ambasciatore Onu nel Terzo mondo a rifondatore della sinistra italiana in due giorni. Il punto di partenza è la disillusione sul partito democratico, che a sinistra vuole solo lui e che - per dirla con Peppino Caldarola - «sta a metà fra l’archivio e il frigorifero».
    Preso atto che partiti e caccicchi dicono «no», che a Prodi bastano Palazzo Chigi e i messaggi in videocassetta alle convention, Walter mette in campo tutto quel che ha: se stesso. Prima dice: «Sono più pessimista che in passato, vedo troppi sì-ma, e non so se ci sia la voglia o il coraggio di compiere quel passo». Poi ipotizza: «Serve una sede costituente dove le forze politiche dell’uno e dell’altro schieramento si ritrovino per scrivere insieme le regole dell’assetto istituzionale». Quindi il primo assaggio: «Scenderò in campo solo se ci saranno mutazioni radicali istituzionali e politiche» (28 agosto). Adesso si capisce: ha in mente l’elezione diretta. Intanto torna un altro affezionato nemico, Massimo D’Alema. Che saluta l’esordio romanzesco con una battuta al vetriolo: «Vorrei scriverlo io il libro sulla mia generazione... ma non ho tempo». Walter invece il tempo ce l’ha. E il suo La scoperta dell’Alba (Rizzoli, 16 euro) si chiude con una frase meravigliosa: «Ora si scriverà la mia storia, così avrò vissuto davvero». Vuoi vedere che il prossimo libro di Veltroni si intitola Palazzo Chigi?

    E' meglio che Prodi cominci ad avere paura sul serio...

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide

    E' meglio che Prodi cominci ad avere paura sul serio...
    Scontato che non ci sarà più prodi ma come sembra veltroni , in un ipotetico 2011 chi ci vedi candidato del cdx ?

  5. #5
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    Non credo sarà Veltorni, probabilmente sarà "un'altro" sindaco.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ilgiardiniere
    Scontato che non ci sarà più prodi ma come sembra veltroni , in un ipotetico 2011 chi ci vedi candidato del cdx ?
    In un ipotetico 2011 credo che sara' Veltroni ma,ripeto,averne cominciato a parlare gia' adesso è abbastanza strano : si votera' nel 2011 ma il Governo Prodi non durara' fino al 2011.
    Come Candidato della CDL o Partito delle Liberta'...non saprei,credo Formigoni o Casini.

  7. #7
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    Credo che sarà Veltroni e che farà bene.

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Mantide
    E Il sindaco si prepara alla sfida del 2011

    Aveva detto di volersi dedicare, finito il mandato, all’Africa. Ora sembra aver cambiato idea

    WALTER Veltroni è pronto a dedicarsi alla politica nazionale se verranno stabiliti «maggiori poteri al primo ministro ed elezione diretta con sistema maggioritario bipolare». Con queste dichiarazioni rilasciate ieri, il sindaco di Roma lascia tramontare l'ipotesi di un proprio impegno in Africa una volta lasciato il Campidoglio nel 2011. E fa capire che nel 2011 sarà comunque della partita politica nazionale. Dell’impegno in Africa, Veltroni cominciò a parlare di ritorno dal viaggio compiuto nel continente nero tra febbraio e marzo 2000. Prima raccolse le impressioni di quell’esperienza nel libro «Forse Dio è malato», quindi nel marzo 2001 dichiarò: «Non so quanto tempo mi impegnerà l'incarico di sindaco. Ma comunque a un certo punto finirà e invece di diventare uno di quei politici per i quali si cerca un posto in un consiglio di amministrazione, vorrei dedicarmi alla questione dell'Africa». Desiderio che il primo cittadino della capitale ribadì nel febbraio successivo al settimanale «Chi»: «Una cosa ho chiara nella mente: che alla fine del mio mandato non voglio nessun altro incarico. Fare il sindaco lo considero il mio ultimo lavoro in politica. Potrei arrivare al 2011, anno in cui avrò 56 anni. Spero a quel punto di poter andare a fare un'esperienza lunga in Africa dove ho lasciato un pezzo di me». Ancora nel maggio 2003, in un'intervista alla televisione «France 2», Veltroni specificò cosa avrebbe fatto una volta scaduto il mandato al Campidoglio: «Andare in Africa con mia moglie e lavorare laggiù, per qualche Ong, se le condizioni della mia famiglia saranno tranquille e se ne avrò la forza». Commentando queste dichiarazioni, i primi a non credere a un futuro impegno nel continente nero del sindaco di Roma furono proprio gli esponenti politici a lui vicini. L'attuale presidente del Senato, Franco Marini, affermò nell'estate 2003: «Walter è un furbo, un vero professionista della politica. Scrive libri di musica, sogna di andare in Africa e intanto sotto sotto lavora per sè». Piero Fassino fu ancor più esplicito: «Ma quale Africa! Certo che punta a Palazzo Chigi. Non subito però, nel 2011, quando lui sarà ancora giovane e noi saremo dei vecchietti». Quindi, a partire dall'estate 2004, Veltroni cominciò a glissare sull'ipotesi di un suo futuro nel continente nero. A Gianni Minoli che alla festa dell'Unità di Roma gli chiese se nel 2011 sarebbe andato in Africa a fare volontariato, il sindaco rispose: «Che io sia vicino o lontano, il mio posto è in questa comunità e nel centrosinistra». In un'intervista al «Corriere della Sera» nell'aprile 2005, il primo cittadino di Roma si augurò «di ottenere un secondo mandato da sindaco», dopodichè, specificò «la mia storia politica si concluderà». Quindi, alla inevitabile domanda su un suo impegno futuro in Africa, ancora una volta Veltroni rispose con un evasivo «vedremo». Nelle esternazioni veltroniane, insomma, i riferimenti al progetto di trasferimento in Africa nel 2011 cominciavano a venir meno e lasciarono il posto, invece, a dichiarazioni incentrate su temi di politica nazionale. «L'Italia ha bisogno di un grande partito democratico e riformista», commentò il sindaco di Roma all'indomani delle primarie che incoronarono nell'ottobre 2005 Romano Prodi leader del centrosinistra. L'ipotesi di una rentrèe nell'agone politico nazionale ha finito, quindi, per scalzare la soluzione africana per il 2011 che Veltroni coltivava solo pochi anni addietro. E oggi, specificando le condizioni con le quali sarebbe pronto a scendere in campo in Italia, Veltroni ha, forse definitivamente, allontanato l'Africa dal proprio destino.

    da Il Tempo



  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio
    Credo che sarà Veltroni e che farà bene.
    Io credo che Veltroni candidato a Premier per la Sinistra sia l'unico vero osso duro di cui aver paura nella CDL...spero in un contromossa rapida da parte della CDL visto che Veltroni ha gia'iniziato la sua Campagna Elettorale per il 2011...(Veltroni in realta' si fa campagna Elettorale da mooolto prima,adesso ha solo ufficializzato la cosa)...anche se credo che questa mossa sia anche una ufficiale ammissione di consapevolezza sulla durata del Prodino...

  10. #10
    PER UN VERO FEDERALISMO
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    abitando a Roma posso dire che veltroni nn ha poi amministrato male la città,quindi un veltroni a capo della sx ce lo vedrei bene e andrei a votare sempre per la "CDL" ma nn mi preoccuperei piu di tanto se dovesse vincere il mio antagonista politico,visto che è un uomo preparato colto e capace.E' ora che la "CDL"(lo metto sempre tra parentesi)si svegli e si riorganizzi svecchiandosi e radicalizzandosi nel territorio e trovare un candidato premier giovane e preparato come veltroni,allora si che se una volta vorremo dare un voto di protesta alla nostra parte politica possiamo tranquillamente votare l'altro polo.forse ho esagerato e sognato un pò troppo
    m.calu[img]

 

 
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