(Sull'esempio dei SANTI, Bando alle eresie e a tutte quelle teorie che vogliono sminuire questo magnifico dono del cielo!).
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Padre Pio, Mistero eucaristico
di Pio Manelli
FONTE: http://immacolata.dns2go.com:8500/Se...?expand=1&Ar=1
Cosa dire della felicità sovrumana di Padre Pio nella celebrazione della Santa Eucaristia? Mai come allora egli sembrava un’aquila che volava verso il suo nido o verso la sua preda. Volava appassionatamente verso il suo Cibo, verso la sua diletta preda che era Gesù in persona. Non solo, ma Gesù, presente realmente nell’Eucaristia, si faceva davvero presente in Padre Pio.
Per comprendere come il mistero di Padre Pio sia essenzialmente un Mistero eucaristico, accenneremo al Mistero della presenza reale di Cristo nell’Eucaristia, che è il mistero più prezioso e fecondo della nostra vita cristiana.
Gesù ci parla del suo Corpo e del suo Sangue come cibo e come bevanda: «Prendete e mangiate; questo è il mio corpo; bevetene tutti, [...] questo è il mio sangue» (Mt 26,26-27). Quale meraviglia d’amore! E come non rimanere infinitamente commossi, udendo Gesù definirsi il Pane vivo disceso dal cielo (cf Gv 6,41) e dire che la sua Carne è veramente cibo, il suo Sangue veramente bevanda e che noi dobbiamo mangiare la sua Carne e bere il suo Sangue? Nell’Eucaristia lo adoriamo immolato per i nostri peccati. Egli stesso ci sollecita a mangiarlo realmente, a berlo realmente, per avere in noi la Vita. Il suo Corpo è così accessibile che ognuno può mangiarlo; il suo Sangue è così accessibile che tutti possono berlo; la sua anima è così accessibile che col suo Corpo e il suo Sangue noi la riceviamo come nutrimento. E la sua Persona Divina si fa talmente accessibile che vuol essere, con tutte le sue perfezioni, Bellezza, Verità, Bontà, Intimità, l’Alimento dell’anima nostra: un Alimento Santo, amante, affamato di noi ed eccitante i nostri desideri, la nostra confidenza, la nostra fame!
Gesù vuole stabilire in tal modo un contatto abituale con la nostra anima, trattenendosi con lei in dolce intimità; vuole, come disse Egli stesso, la vita dell’uno nell’altro: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui» (ivi, 56).
Questa mutua intimità egli la vuole anche fisica, nella Santa Comunione, perché favorisca più realmente, più sicuramente, più riccamente l’unione, l’intimità spirituale. Il suo Corpo, attraverso l’Ostia Santa, entra realmente nel nostro corpo. Il suo Cuore dimora in noi e il nostro cuore e la nostra anima dimorano in Lui. Quest’intimità, anche fisica, dovrebbe farci tremare e suscitare in noi un’adorazione profonda, un rispetto ineffabile verso le Sacre Specie!
E se l’inferno è un Mistero cristiano, di cui la giustizia è l’essenza, il Mistero eucaristico è, invece, essenzialmente un mistero di bontà, d’affabilità, di misericordia, un mistero d’ineffabile amore e amicizia, di donazione mutua, completa, perfetta.
E se Gesù non dimora più nei templi o nelle anime e nelle nazioni in cui abitava, ci si può aspettare da queste anime e da queste nazioni solo una mostruosa rifioritura di errori, di voluttà, di barbarie. Tutte le crudeltà del paganesimo che Egli ricacciò con la sua semplice presenza tendono oggi a rivivere. Anzi le crudeltà di oggi sono ancora più raffinate ed occulte: pensiamo, ad esempio, all’aborto, all’eutanasia e, ultime mostruose aberrazioni, alle manipolazioni genetiche!
Ma la Provvidenza esiste e il nostro Santo ne è stata una dimostrazione vivente. Padre Pio, inviato da Dio per contrastare la corruzione sempre crescente, è stato il profeta dei nostri tempi, l’esempio che ancora ci illumina, anzi ci abbaglia, facendoci respirare il soprannaturale.
Possiamo ben dire che Padre Pio era ripieno del Pane dei forti, ossia di Eucaristia: egli era quasi una pisside piena di Eucaristia! Egli viveva di Eucaristia; la Santa Messa, l’altare e il Tabernacolo erano il centro e il cuore di tutto il suo vivere ed operare. Che cosa c’è stato di più grande, infatti, nella sua vita e nella sua giornata, della celebrazione della Santa Messa? Quali erano le ore più intense della sua preghiera, se non quelle che trascorreva per lungo tempo, di giorno e di notte, presso il Tabernacolo? Chi potrà mai descrivere la sua vita eucaristica?
A tal proposito, due piccoli episodi ci rivelano la passione divina di Padre Pio per la Comunione eucaristica. Una volta un suo figlio spirituale accusò in Confessione al Padre di aver fatto due volte la Comunione eucaristica nella stessa giornata per dimenticanza – a quei tempi era consentito comunicarsi soltanto una volta al giorno –. Ma il Santo gli rispose subito con un sorriso: «Beata dimenticanza!… Beata dimenticanza!…». In un’altra occasione, una figlia spirituale, in Confessione, disse a Padre Pio, con il vanto e la compiacenza di chi riteneva di fare una cosa davvero eccezionale, che stava facendo la Santa Comunione ogni giorno. Quale meraviglia quando si sentì rispondere dal Padre: «Figlia mia, se io potessi, farei dieci Comunioni al giorno!», tanto ardeva di amore per Gesù Sacramentato e dal desiderio di cibarsi delle sue Carni immacolate!




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