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Discussione: I bidonati....

  1. #1
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito I bidonati....

    Una accurata analisi del sole 24 dal titolo Enel people, magro bottino, ci informa del magro investimento che hanno fatto i sottoscrittori delle azioni ENEL nelle varie tranche: E questo incredibilmente a fronte dei ricchi dividendi riconosciuti invece allo Stato. Ancora una volta dunque ad esser bidonati sono sempre il popolo buer dei piccoli risparmiatori. Ma la cosa inquietante è che il vero e proprio "bidone" con una stima altissima delle azioni emesse allora fatta da Amato che decise il prezzo, che si beccarono sia i piccoli azionisti che i dipendenti che pur di riconvertire il proprio TFR comprarono azioni di cui non avevano alcuna fiducia visto che peraltro verificavano "de visu" ogni giorno lo scempio che stava operando il vertice voluto da Massimo D'Alema spezzettando l'ENEL sconsideratamente pretendendo di farne una multi-utility, fu appunto rifilato dai governi di centro sinistra.
    Nell'analisi, infatti, viene evidenziato come, acquistando le tranche successive qualcosa si sia riusciti a far fruttare ed invece per i primi sottoscrittori che avessero acquistato sollo quella tranche il bilancio sarebbe pressoché in perdita.
    E' bene ricordarsi anche di questo quando si è tanto certi dell'assoluta superiorità ulivista...
    Coi fatti difficile cemnentare le certezze se non per chi le vuole avere "a prescindere"...

  2. #2
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    Predefinito Re: I bidonati....

    In origine postato da Bianca Zucchero
    Una accurata analisi del sole 24 dal titolo Enel people, magro bottino, ci informa del magro investimento che hanno fatto i sottoscrittori delle azioni ENEL nelle varie tranche: E questo incredibilmente a fronte dei ricchi dividendi riconosciuti invece allo Stato. Ancora una volta dunque ad esser bidonati sono sempre il popolo buer dei piccoli risparmiatori. Ma la cosa inquietante è che il vero e proprio "bidone" con una stima altissima delle azioni emesse allora fatta da Amato che decise il prezzo, che si beccarono sia i piccoli azionisti che i dipendenti che pur di riconvertire il proprio TFR comprarono azioni di cui non avevano alcuna fiducia ...

    Un paio di domande (di cui conosci la risposta, Bruna):
    1) I sottoscrittori di allora (4milioni!) furono minacciati con la pistola e costretti ad investire?
    2) Non avessero investito in ENEL, avrebbero forse acquistato Tiscali, Seat Pagine Gialle, Opengate o cosa altro (oppure hai dimenticato cosa è successo tra il 2000 ed il 2002 in TUTTI i mercati finanziari)?
    3) I dividendi sono stati pagati SOLO allo Stato, o anche ai piccoli azionisti?
    4) Se ENEL SpA funziona e paga dividendi "ricchi", dove sta il bidone?
    5) Se paga dividendi "ricchi", per quale motivo Amato avrebbe dovuto offrire le azioni a prezzo più basso. Forse per permettere dividendi più "poveri". E allora non sarebbe stato un bidone?

    Ritengo che oltre il livore che a volte si prova contro il proprio datore di lavoro, quando ci si avventura in tematiche economiche, si potrebbe avere un minimo di grano salis. Francamente accusare Amato (per i prezzi) o D'Alema (per lo stimato Chicco Testa e Franco Tatò - di cui peraltro condivido la stima inferiore), semplicemente per aver iniziato la privatizzazione dell'ENEL, mi sembra pretestuoso, oltre che infondato se non su uno spirito antieuropeo.

    Informauro

  3. #3
    Bianca Zucchero
    Ospite

    Predefinito Re: Re: I bidonati....

    In origine postato da informauro
    Un paio di domande (di cui conosci la risposta, Bruna):
    1) I sottoscrittori di allora (4milioni!) furono minacciati con la pistola e costretti ad investire?
    2) Non avessero investito in ENEL, avrebbero forse acquistato Tiscali, Seat Pagine Gialle, Opengate o cosa altro (oppure hai dimenticato cosa è successo tra il 2000 ed il 2002 in TUTTI i mercati finanziari)?
    3) I dividendi sono stati pagati SOLO allo Stato, o anche ai piccoli azionisti?
    4) Se ENEL SpA funziona e paga dividendi "ricchi", dove sta il bidone?
    5) Se paga dividendi "ricchi", per quale motivo Amato avrebbe dovuto offrire le azioni a prezzo più basso. Forse per permettere dividendi più "poveri". E allora non sarebbe stato un bidone?

    Ritengo che oltre il livore che a volte si prova contro il proprio datore di lavoro, quando ci si avventura in tematiche economiche, si potrebbe avere un minimo di grano salis. Francamente accusare Amato (per i prezzi) o D'Alema (per lo stimato Chicco Testa e Franco Tatò - di cui peraltro condivido la stima inferiore), semplicemente per aver iniziato la privatizzazione dell'ENEL, mi sembra pretestuoso, oltre che infondato se non su uno spirito antieuropeo.

    Informauro
    Che tu fossi "addentro" certe vicende l'ho sempre saputo così come in difesa imperitura tanto da chiamarmi per nome...
    Non farle a me certe domande! Io ho citato un preciso articolo del Sole 24 ore del 5 novembre 2005 dal titolo ENEL people, magro bottino a firma di Gianfranco Ursino. Tu, per avvalorare le tue "tesi"? I sottoscrittori delle azioni Enel le hanno comprate perché era talmente garantito il diritto alla pensione ed al TFR sotto i governi ulivisti che i lavoratori non vedevano l'ora di convertirlo in denaro, anche a minor rendita, pur di agguantare qualcosa! Pensa te come ci fidavamo delle promesse di quelli "buoni"!
    Che scusa è, poi, che nessuno obbligava all'acquisto! Ci fu una tartassante campagna mediatica (che fu premiata, tanto che scrissi non so più a quale giornale, che pubblicò la lettera col titolo "Le fate premiate", protestando sulla vergogna di premiare una campagna pubblicitaria così convincente "nonostante" fosse fasificatoria dei dati di fatto rivelatisi successivamente). Come dire vi abbiamo rifilato un bidone ma voi eravate liberi di non comprarlo! Ma sempre un bidone hanno rifilato! Mica se ne esce!Del resto il buon Testa di Chicco disse che le consigliava pure a soreta, le azioni Enel, per quanto erano sicure! Oltre a sponsorizzare il consumo di elettricità (tanto era un "prodotto come un altro, no?) usando di più gli scaldabagni!
    La mia "acredine" nei confronti del datore di lavoro c'entra poco o nulla. Semmai mi indignano certi scandalosi conflitti di interessi sui quali, quelli si, mai nessuno ha da obiettare!
    Sentito con le mie orecchie durante un convegno semi-pubblico (sindacale di fatto) una rappresentante della FNLE/CGIL (figlia di parlamentare diessina) ringraziare Bersani (presente) per la perfetta "osmosi" che questi aveva saputo praticare in ENEL tra Presidenza del Consiglio (D'Alema), vertici (Tatò/Testa) sindacato (FNLE/CGIL) e partito (diesse). Ora si da il caso che quando cito questa vergogna mi si guarda stralunati, da una certa fazione, perché pare che i conflitti di interessi vadano benissimo se gli interessi "conflittuali" sono i propri! Come dire, "Embé? Bersani è stato bravo" no? A 'sto punto perché non riconoscere che "parimenti" anche Berlusconi è stato bravissimo a farsi i c...i propri? Dov'è lo scandalo? Poi chi non fa parte di una fazione, di un partito, di una mafia, ma è "solo" cittadino di questa repubblica delle banane (e non certo solo per Berlusconi) può anche andare a ramengo. Checcefrega?
    L'ENEL fu "spezzettata" in 300 società (qualcuna anche in Lussemburgo) all'insaputa degli stessi lavoratori "grazie" al famoso "spezzatino" Carpi (sottosegretario diessino del Ministero dell'Industria ai tempi del Ministero Bersani) in omaggio alla sciagurata scelta "multi-utility", poi rinnegata da tutti in ossequio alla più pragmatica e realistica opzione "core-business", motivo anche grazie al quale i debiti per fare acquisizioni sconsiderate da parte di Tatò furono in parte riassorbiti (ricordi quando si parlava di acquisire Telemontecarlo e quel poveraccio di Cecchi Gori pensò bene, per ossequiare il principe, di mettere a Responsabile dei programmi, l'amica del boss, Sonia Raule?).
    Ti cito un altro articolo: Financial Times del 16 luglio 2003. Attribuisce giustamente alla gestione Tatò (e quindi al governo D'Alema) lo scandalo delle tangenti arabe di Enelpower denunciato da Scaroni (capirai aveva una condanna patteggiata alle spalle ai tempi di tangentopoli...) non certo da Testa e Tatò ai quali, pure, secondo l'Espresso, arrivò qualcosa dall'Audit interno.
    E sorvoliamo sul fatto che, appena nominato, Tatò pensò bene di affidare le chiavi della cassaforte degli immobili ENEL ad un tipo inquisito a Palermo per reati gravissimi. Quando fu confermata la sua condanna, all'interno dell'ENEL ci fu un giro vorticoso di poltrone. Cannatelli, Iodice, ecc...
    Ti cito un altro articolo di Piero Gnudi, buon amico di Prodi, che il "nemico" Berlusconi ha nominato Presidente dell'ENEL (così come il segretario particolare di Testa di Chicco, Andrea Valcalda, è stato mnominato da Fulvio Conti, attuale A.D. Enel, suo assistente, tanto per dire come non esistano differenze quando si tratta di tenersi stretto il malloppo del governo delle grandi imprese pubbliche). Si tratta sempre sul sole 24 ore del 14 settembre 2005:
    ... Il caso italiano ha una particolarità. L'Italia è l'unico paese europeo in cui il principale operatore, l'ENEL, è stato obbligato a vendere una quota significativa della propria capacità di generazione. Tra il 1996 ed il 2003 (dunque durante soprattutto la gestione dei governi di centro sinistra...) l'ENEL ha visto ridurre la propria quota di mercato di oltre il 30% rispetto ad una riduzione del 3,4% in Francia, del 5,2 in Belgio e del 6,5% della Spagna. In Germania il trend è stato addirittura inverso, con il principale opereatore che ha recuperato il 13,4% di quote di mercato. L'ENEL che prima dell'avvio del processo di liberalizzazione produceva la quasi totalità dell'elettricità italiana, oggi ne genera meno del 40% e ha ceduto capacità per 15 mila Megawatt. La quota maggiore di capacità produttiva italiana è stata, peraltro, acquisita da produttori stranieri. E, aggiungo io col bel risultato che siccome i produttori europei sono liberisti fuori ma statalisti dentro i loro paesi (mica scemi), possono fare acquisizioni a tutto spiano anche in Italia quando l'ENELK non può assolutamente fare altrettanto e un'articolo recitava per questa ragione "L'ENEL chiusa a tenaglia" e obbligata quindi ad ambiti assai ristretti di mercato!
    Se permetti, dunque, non mi sento per nulla menomata se preferisco far riferimento a paesi "incivili" come Francia, Germania, Spagna e Belgio!
    Peraltro è stato Report mica io a sostenere che le nostre privatizzazioni hanno soprattutto risposto alle aspettative delle grandi banche anche straniere invece che a quelle dei consumatori dei quali, concertativamente, non potrebbe fregar di meno a NESSUNO!
    Ed è dunque ancora più inquietante, alla luce di ciò, come, al di là dei contrasti di facciata ad uso del popolo bue ulivista, quando ci son da fare scalate e si parla di economia, Fassino e D'Alema difendano Fazio (che fa da arbitro parziale), Ricucci (oggi plurindagato), ossia gli immobiliaristi ed i capitani coraggiosi senza né mattoni né capitali, ed i grandi gruppi economici e bancari (stranieri e non), protagonisti di una econnomia soprattutto speculativa e di rendita, certo non produttiva, visto che i diesse (con il sostanziale beneplacido di Rifondazione e Comunisti italiani) in questo paese, in totale controtendenza rispetto ad una tradizione di tutto rispetto, e rispetto anche ai paesi stranieri, sono quelli che con più tenacia hanno privatizzato di più!
    E se in questo processo c'è entrata anche qualche plebenda societaria alla quale attribuire commesse dalla stessa ENEL con la quale far godere sindacalisti senza scrupoli e coscienza (vuoi ti faccia i nomi?) a danno dei lavoratori è cosa che, semmai, aggiunge vergogna a vergogna!
    Non a caso mai come durante il "mitico" 1999 son sorte come funghi società che sarebbe interessante vedere a chi sono intestate e quali affarri trattano e con chi...
    E tutto ciò, naturalmente, è potuto accadere, ancora una volta mentendo (fanno sempre così: Bersani è un cretino di talento in questo senso! Non riesce mai a dire nulla, tra risoletti, battutine, e birignao emiliano/finto pragmatico) con gran credito di porgitori di microfoni e stampa affine che soprattutto ad affari e pubblicità oggi è interessata...
    Perché l'imperativo categorico che "era l'Europa" che ci imponeva il tutto era l'ennesima balla da propinare al popolo ed al lavoratore bue....
    Perché Francia, Germania, Belgio e Spagna se ne sono giustamente strafregati! Beati loro, non hanno avuto il partito comunista più grande né i loro mediocri eredi, né il Togliatti propugnatore delle doppie verità e delle doppie morali ai quali si deve un paese in vendita perpetua al miglior offerente, in totale controtendenza rispetto a tutti i paesi più civili del mondo industrializzato che una coscienza dell'esser "Stato" l'hanno mantenuta!

  4. #4
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    Pensi davvero che abbia letto tutto?

    Informauro

    PS ma quando mai sono stato in difesa?

  5. #5
    Bianca Zucchero
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    In origine postato da informauro
    Pensi davvero che abbia letto tutto?

    Informauro

    PS ma quando mai sono stato in difesa?
    Sono CERTA che tu non abbia letto tutto. A che ti serve?

  6. #6
    Forumista senior
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    In origine postato da Bianca Zucchero
    Sono CERTA che tu non abbia letto tutto. A che ti serve?

    E allora....SINTESI! Sii breve, chiara, concisa. Enumera i punti, ma cerca di essere discorsiva. Poi - se ritieni che a me non serva - una volta che mi quoti per rispondermi...fallo!

    Informauro

    PS se hai un marito, un compagno, un ragazzo puoi per favore chiedergli come fa a staccare la (tua) spina?

  7. #7
    Bianca Zucchero
    Ospite

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    In origine postato da informauro
    E allora....SINTESI! Sii breve, chiara, concisa. Enumera i punti, ma cerca di essere discorsiva. Poi - se ritieni che a me non serva - una volta che mi quoti per rispondermi...fallo!

    Informauro

    PS se hai un marito, un compagno, un ragazzo puoi per favore chiedergli come fa a staccare la (tua) spina?
    Con rispetto parlando, Informauro, io posto come c...o mi pare. Mica sei obbligato a leggere!

 

 

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