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    Predefinito Finalmente la cannabis terapeutica anche in Italia

    http://www.centumcellae.it/leggi.php?id=8857%22

    Arriva in Italia la Cannabis contro il dolore

    Inizia la sperimentazione in ItaliaPrenderà il via all' ospedale Molinette di Torino e al policlinico Umberto I di Roma la sperimentazione della cannabis come terapia del dolore.
    Ottanta italiani, quaranta per ogni centro, saranno scelti tra i malati di cancro ai polmoni, alla prostata e al pancreas. Per un periodo che andrà dalle 12 alle 20 settimane, i pazienti seguiranno all'interno dei centri ospedalieri una terapia che prevede la somministrazione per via orale di compresse a base di canapa indiana.
    La dottoressa Rosanna Cerbo, responsabile del centro di medicina del dolore del policlinico Umberto I, ha evidenziato che l'obiettivo prefissato è quello di mettere a punto un protocollo terapeutico standard su pazienti ospedalizzati costantemente monitorati. La terapia non parte però come sperimentazione ministeriale e le compresse utilizzate verranno fornite gratuitamente da due case farmaceutiche. Il protocollo di sperimentazione messo a punto dai due centri ospedalieri ha comunicato che la terapia riguarderà esclusivamente i pazienti oncologici. In Italia i derivati della cannabis sono già usati in terapie contro malattie come sclerosi multipla, epilessia, sindromi post-traumatiche e soprattutto dolori cronici.
    "Questo test e' troppo importante'' spiega la dottoressa Rosanna Cerbo '' e in futuro bisognerà dare la giusta attenzione anche al dolore non oncologico dal momento che in Italia ne soffrono quasi 14 milioni di persone e lo studio sulla cannabis potrà aprire nuovi scenari di cura''
    ''Bisogna tenere presente che il dolore è accompagnato da altri sintomi come la nausea, il vomito, la depressione e l' anoressia - spiega Anna De Luca, primario del reparto di cure palliative delle Molinette - e i pochi studi esistenti sull' uomo attestano che la cannabis cura anche gli stati di malessere generale collegati al dolore''.
    Fino agli inizi del secolo scorso il cosiddetto «problema della droga» non esisteva.
    Come ha scritto Duster, «chiunque poteva andare dal farmacista sotto casa e comperare qualche grammo di eroina o di morfina solo per pochi penny, senza bisogno di una ricetta medica (…) Ciò accadeva nel 1900, negli Stati Uniti d’America». Per dirla diversamente, il consumo di droghe non era né un argomento giuridico, né una pratica che suscitava particolari clamori sotto il profilo etico. Anzi, alcune droghe assumevano nell’immaginario collettivo le sembianze di autentici «toccasana». Si pensi, ad esempio, a quanto affermò il medico personale della regina Vittoria, Sir John Russel Reynold, nel 1890: «Se pura o somministrata con scrupolo, la canapa indiana è una delle medicine più valide che possediamo»
    A partire dai primi del 1900, però, il consumo di alcune sostanze psicoattive comincia ad essere percepito come un’azione immorale, una sorta di vero e proprio «flagello» da cui difendersi con ogni mezzo.
    .
    Inizialmente la cannabis non viene travolta dall’ondata proibizionista. Ma si tratta di aspettare soltanto pochi anni. Con l’approvazione del Marijuana Tax Act nel 1937, infatti, anche la cannabis finisce nella «lista nera» e inizia così una nuova fase delle politiche antidroga.

  2. #2
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    http://www.antiproibizionisti.it/notizia.asp?n=3458

    ANCHE IN ITALIA CANNABIS CONTRO IL DOLORE
    Tratto da Corriere.it

    PER 80 MALATI DI CANCRO. DUE I CENTRI COIVOLTI NEL TEST

    Sperimentazione con un farmaco non registrato nel nostro Paese

    ROMA, 6 novembre 2005 - In due centri italiani parte la sperimentazione della cannabis sintetica per curare il dolore nei malati di cancro. E dire cannabis è come dire marijuana, che com'è noto è una droga vietata. Il problema è che è anche un farmaco potenzialmente ancora tutto da scoprire. Per la cura del dolore in primis.

    In realtà la cannabis in Italia si sta già sperimentando nei casi di sclerosi multipla per ridurre la spasticità muscolare, ma quando si tratta di dolore si alzano gli scudi. «Automaticamente l'opinione pubblica pensa alla droga, all'effetto euforizzante e mentre non si preoccupa per un uso clinico riguardo a un problema fisico quale la spasticità muscolare, censura l'uso del farmaco cannabis per curare il dolore.

    Ma noi medici soprattutto di questo ci dobbiamo occupare». È Rosanna Cerbo, neurologa dell'Università La Sapienza di Roma e responsabile del Centro per la terapia del dolore del Policlinico Umberto I, a parlare. A Milano, all'Università La Bicocca, ha presentato il protocollo della sperimentazione della cannabis sintetica (Marinol) nei malati di tumore. Uno studio multicentrico: oltre al centro diretto dalla Cerbo, la sperimentazione si farà alle Molinette di Torino. Quaranta malati per centro, selezionati e ospedalizzati: a un gruppo solo Marinol per bocca (pasticche), all'altro Marinol più morfina. «Da verificare la doppia azione sul dolore fisico e su quello mentale, emotivo, a livello cerebrale», spiega Cerbo. Una ricerca clinica che anticipa anche gli Stati Uniti, dove la cannabis è per ora usabile solo in certi Stati (California, Oregon) sotto forma di «brownie» (una specie di torta di cioccolato) per migliorare la nausea e la mancanza di appetito in pazienti con cancro. Non è ufficialmente approvata per il trattamento del dolore, anche se qualcuno la usa e vorrebbe legalizzarla (c'è una forma di cannabis in crema per il dolore superficiale neuropatico). L'uso di marijuana a scopo terapeutico è invece ammesso in Olanda e Canada, dove i cannabinoidi sono venduti in farmacia, Gran Bretagna, Spagna e Australia.

    Nel resto del mondo, Italia compresa, il dibattito sull'uso terapeutico della cannabis è tuttora aperto. Farmaco o droga? E un medico con in tasca una scatola di pasticche di Marinol sarà un domani perseguibile come chi gira con qualche spinello? Il problema potrebbe presto porsi. In Italia per ora il Marinol non è ancora registrato, tant'è che nel 2002 intervenne un giudice veneziano per obbligare la Usl a procurarselo in Svizzera per la cura del dolore di una malata di cancro al polmone. Problemi culturali e politici pesano sulla bilancia. Anche se il professor Antonio Mussa, l'oncologo delle Molinette di Torino dove si effettuerà parte della sperimentazione, è presidente della Consulta nazionale per la ricerca scientifica di An. Il dibattito c'è stato, ma alla fine la logica medica ha prevalso e, almeno per la sperimentazione, la cannabis farmaco è ora sdoganata.

    Mario Pappagallo

 

 

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