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Discussione: ma noi...

  1. #11
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    Testo originale scritto da frontista
    Ah, si...la solita retorica del capitalismo liberatore...
    Guarda che molti di quei cittadini tedeschi si rimpiangono la ddr.
    E comunque per rimanere alle cose di casa nostra, ripeto quanto sopra.
    mi chi ha parlato di capitalismo liberatore? ho solo detto che il muro era un'infamità per quella nazione, così come il muro che voleva tirare su sharon era un'infamità per i palestinesi. tutto qui. che poi col crollo dell'urss gli stati uniti hanno avuto campo libero ecc ecc...lo sappiamo tutti

  2. #12
    fedalmor
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    Testo originale scritto da frontista
    Personalmente credo che ci sia ben poco da festeggiare.
    Proprio dalla caduta di quel muro le pretese dei Visitors hanno cominciato ad essere sempre più sfrontate ed assolute, con la presunzione di avere ormai tutto il mondo a portata di mano (e di cannone), di poter convertire chiunque al sacro verbo del capitalismo & liberismo.
    I cosiddetti governi nazionali (ossia le amministrazioni di condominio per conto dei Visitors) non hanno più avuto freni ed hanno dato l'assalto allo stato sociale, bruciando in pochi anni le conquiste dei lavoratori ottenute in un secolo, soprattutto nel periodo fascista e che nessuno, neanche i comunisti, avevano mai messo in discussione.
    No, non c'è proprio niente da festeggiare.
    Andrei anche oltre: la conversione al liberal-capitalismo di realtà come quella russa prima, e quella cinese poi stanno falcidiando la produttività nostrana perché - schiavi del turbocapitalismo euramericano - non potremo mai reggere la concorrenza del costo del lavoro, né del prezzo al dettaglio di un Paese che sfrutta il lavoratore come sotto la dittatura bolscevica per poi esportare in Europa/Italia secondo la logica del libero mercato. È un vero suicidio. Quindi, dal momento che vedo come decisamente improbabile una svolta socialista (nazionale), anti-consumista e autarchica nel nostro Stato, prevedo (o, meglio, ormai attesto...) un progressivo impoverimento degli Italiani in favore delle solite oligarchie secolari che, qualunque sia il vassallo, guadagnano secondo un sistema liberal-feudale che esclude aprioristicamente lo sviluppo della civiltà e il benessere della cittadinanza.

    Ritornassero al comunismo... ma proprio tutti...

    Ovviamente il muro in Palestina è un altro discorso: gli Ebrei proprio non dovrebbero starci (banalizzo perché è inutile andare oltre in questa sede), per cui non vedo una connessione tra la "cortina di ferro" e l'occupazione... se non nell'irredentismo - ça va sans dire - tedesco sulla Germania dell'Est. Ma il muro di Berlino, più che un confine nazionale, è stato un simbolo e - per certi versi - una liberazione. Se solo l'avessero spostato un po' più a destra, come il confine italiano nel nord-est...

  3. #13
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    Testo originale scritto da fedalmor
    Andrei anche oltre: la conversione al liberal-capitalismo di realtà come quella russa prima, e quella cinese poi stanno falcidiando la produttività nostrana perché - schiavi del turbocapitalismo euramericano - non potremo mai reggere la concorrenza del costo del lavoro, né del prezzo al dettaglio di un Paese che sfrutta il lavoratore come sotto la dittatura bolscevica per poi esportare in Europa/Italia secondo la logica del libero mercato. È un vero suicidio. Quindi, dal momento che vedo come decisamente improbabile una svolta socialista (nazionale), anti-consumista e autarchica nel nostro Stato, prevedo (o, meglio, ormai attesto...) un progressivo impoverimento degli Italiani in favore delle solite oligarchie secolari che, qualunque sia il vassallo, guadagnano secondo un sistema liberal-feudale che esclude aprioristicamente lo sviluppo della civiltà e il benessere della cittadinanza.

    Ritornassero al comunismo... ma proprio tutti...

    Ovviamente il muro in Palestina è un altro discorso: gli Ebrei proprio non dovrebbero starci (banalizzo perché è inutile andare oltre in questa sede), per cui non vedo una connessione tra la "cortina di ferro" e l'occupazione... se non nell'irredentismo - ça va sans dire - tedesco sulla Germania dell'Est. Ma il muro di Berlino, più che un confine nazionale, è stato un simbolo e - per certi versi - una liberazione. Se solo l'avessero spostato un po' più a destra, come il confine italiano nel nord-est...
    non sono d'accordo, anche il fascismo ha creato l'antifascismo. dovremmo non essere fascisti noi? il muro ha rappresentato la divisione di una nazione vinta fatta a pezzi per gli sporchi interessi delle due parti dopo una guerra mondiale.

  4. #14
    Comandante
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    non sono d'accordo, anche il fascismo ha creato l'antifascismo. dovremmo non essere fascisti noi? il muro ha rappresentato la divisione di una nazione vinta fatta a pezzi per gli sporchi interessi delle due parti dopo una guerra mondiale.
    Essere fascisti non significa definirsi tali, ma portare avanti le idee che animarono l'idea fascista (e le misure di politica economica, sociale e culturale) assieme ad altre esperienze e contributi ideali. Questo lo compresero sia l'M.s.i e in particolar modo la sua componente di Sinistra, sia il Pensiero Nazionale (successivamente altre forze).
    Il Riformismo Sociale-Nazionale qui come in Venezuela è l'unica strada ( Un miglioramento e la realizzazione dei risultati da conseguire nel quadro contestuale dell'ordinamento sociale esistente ).

  5. #15
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    Concordo con Frontista infatti perchè sarebbe più giusto dire che c'è poco da festeggiare.
    Quando cadrà anche l'impero del male che è quello americano col suo putrido sistema liberal-capitalista allora ci sarà veramente da festeggiare.

  6. #16
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    Testo originale scritto da Nazionalrivoluz
    Concordo con Frontista infatti perchè sarebbe più giusto dire che c'è poco da festeggiare.
    Quando cadrà anche l'impero del male che è quello americano col suo putrido sistema liberal-capitalista allora ci sarà veramente da festeggiare.
    EVVABBE' allora sostenete un regime che ha lottato contro di voi (?) durante il secondo conflitto mondiale al pari dell'altro regime, quello che è sopravvissuto. però secondo questa teoria se fosse caduto il regime statunitense e avesse vinto quello sovietico voi ora stareste qui a maledire la caduta degli yankee

  7. #17
    fedalmor
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    Testo originale scritto da etnia salentina
    non sono d'accordo, anche il fascismo ha creato l'antifascismo. dovremmo non essere fascisti noi? il muro ha rappresentato la divisione di una nazione vinta fatta a pezzi per gli sporchi interessi delle due parti dopo una guerra mondiale.
    Il muro ha rappresentato un divario di sviluppo economico che ha consentito all'Italia di "progredire" con la svalutazione della moneta e il "tirare a campare" tipico del fu Stato Pontificio, rimasto nel carattere nostrano. Insomma, se non siamo caduti nel terzo mondo è perché quel muro non è stato valicato: il fascismo ha costruito non soltanto lo Stato italiano (che non c'era), ma anche e soprattutto la nazione italiana e la stessa potenza di cui oggi godiamo i frutti, sempre più sbiaditi, è dovuto al diritto riformato dal fascismo e alle istituzioni da esso introdotte. Da p.zzale Loreto è cominciata la nostra decadenza, che non è divenuta totale perché non siamo stati invasi dall'internazionalismo bolscevico.

    Oggi, dal momento che siamo (anche se noi non ci riconosciamo nel liberal-capitalismo non significa che non ne siamo coinvolti e schiavi) soggetti alla "democrazia" turbocapitalista, la ri-conversione dei regimi comunisti in questo ibrido liberal-bolscevico è una peste bubbonica che si rivolgerà contro di noi, che siamo un popolo ancora legato alla produttività, mentre in Occidente la tendenza è l'impiego del 95% dei lavoratori nel settore dei servizi (entro una/due generazioni, forse tre).

    Non si tratta di legittimare l'URSS: al contrario, bisogna capire che una Russia e soprattutto una Cina liberal-capitaliste significano, oggi, uno squilibrio nei mercati occidentali che porteranno ad una ri-distribuzione del denaro che non potrà far altro che danneggiare la nostra economia e, quindi, il nostro popolo.

    Dovremmo "uscire dai giochi" per sentirci al sicuro, ricominciare a credere nell'indipendenza e ripudiare l'occupante americano in ogni ambito dell'esistenza. Accadrà mai!? Forse, con un bagno di sangue, quando avremo nuovamente tutti le pezze al c*lo. Ari-datejie Stalin: almeno, a morire di fame non erano/saranno gli Italiani...

  8. #18
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    Testo originale scritto da fedalmor
    Il muro ha rappresentato un divario di sviluppo economico che ha consentito all'Italia di "progredire" con la svalutazione della moneta e il "tirare a campare" tipico del fu Stato Pontificio, rimasto nel carattere nostrano. Insomma, se non siamo caduti nel terzo mondo è perché quel muro non è stato valicato: il fascismo ha costruito non soltanto lo Stato italiano (che non c'era), ma anche e soprattutto la nazione italiana e la stessa potenza di cui oggi godiamo i frutti, sempre più sbiaditi, è dovuto al diritto riformato dal fascismo e alle istituzioni da esso introdotte. Da p.zzale Loreto è cominciata la nostra decadenza, che non è divenuta totale perché non siamo stati invasi dall'internazionalismo bolscevico.

    Oggi, dal momento che siamo (anche se noi non ci riconosciamo nel liberal-capitalismo non significa che non ne siamo coinvolti e schiavi) soggetti alla "democrazia" turbocapitalista, la ri-conversione dei regimi comunisti in questo ibrido liberal-bolscevico è una peste bubbonica che si rivolgerà contro di noi, che siamo un popolo ancora legato alla produttività, mentre in Occidente la tendenza è l'impiego del 95% dei lavoratori nel settore dei servizi (entro una/due generazioni, forse tre).

    Non si tratta di legittimare l'URSS: al contrario, bisogna capire che una Russia e soprattutto una Cina liberal-capitaliste significano, oggi, uno squilibrio nei mercati occidentali che porteranno ad una ri-distribuzione del denaro che non potrà far altro che danneggiare la nostra economia e, quindi, il nostro popolo.

    Dovremmo "uscire dai giochi" per sentirci al sicuro, ricominciare a credere nell'indipendenza e ripudiare l'occupante americano in ogni ambito dell'esistenza. Accadrà mai!? Forse, con un bagno di sangue, quando avremo nuovamente tutti le pezze al c*lo. Ari-datejie Stalin: almeno, a morire di fame non erano/saranno gli Italiani...
    si ma a quale prezzo? mantenere quella situazione aveva un prezzo altissimo. e questo prezzo veniva pagato da milioni e milioni di cittadini dell'europa dell'est. non è l'americanizzazione e l'occidentalizzazione la soluzione certo però difendere tali regimi mi sembra un'assurdità

  9. #19
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    Vabbè, per l'occasione continuo a fare il DJ
    [DD]www.carpe-diem.it/multimediali/audio/ragazzi.mp3[/DD]

  10. #20
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    Per il salentino: Senti quando esisteva la Russia comunista, sul piano internazionale tutto era più equilibrato, e non che io rimpiango la Russia Comunista, ma dico soltanto che la Russia frenava l'America quando assumeva determinati comportamenti.
    Quello che voglio dire è che questa giornata io non mi riconosco perchè si è crollato il comunismo rappresntato dalla Russia che era uno dei due mali, ma quello che vi domando è quando crollerà il capitalismo rappresentato dall'America?
    Quando anche l'America crollerà allora ci sarà veramente da festeggiare perchè quelli che sono venuti in casa nostra ad imporre il loro potere oltre che il loro modello sono stati gli americani e non i russi.
    Secondo me ricordare il crollo del comunismo altro non è che inneggiare al sistema liberal-capitalista che invece esiste ancora esportato nel mondo dagli americani.
    Ecco perchè per me non c'è niente da ricordare, sarà crollato il muro di Berlino va bene, ma adesso bisogna far crollare anche il capitalismo.

 

 
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