Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    decolonizzare l'immaginario
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    Predefinito PRODI, tutto e il contrario di tutto, un vero massone

    Costui da leader del governo di csx, poi da presidente della Commissione Europea, ha sempre seguito linee politiche che esprimono quanto interessa le lobbies economico-massoniche internazionali.

    MAI dimenticare che già nel lontano 1978, ai tempi del rapimento Moro, si dilettava in sedute medianiche, tavolini parlanti, ed alchimie varie.

    ORA, punta il dito ed urla "al lupo al lupo", è lui ed il governo che ha presieduto uno dei principali responsabili della situazione clandestini in Italia e soprattutto in Padania, con la famigerata legge Turco-Napolitano che il SUO GOVERNO ha promulgato, ed ora vorrebbe far credere di segnalando il problema, come se dipendesse da altri.

  2. #2
    decolonizzare l'immaginario
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    Predefinito

    Ed ancora, per quelli di memoria corta, qualche settimana fa blaterava di ritiro delle truppe dall'Irak, esponendoci ad azioni terroristiche funzionali a spaventare la gente ed indurla a votare il leader della ritirata...oggi, probabilmente Washington gli ha detto di stare tranquillo e non rompere i coglioni...e lui ovviamente si allinea, come sempre.
    Mai visto un servo, un chiacchierone, uno più bolso e falso di costui.
    Ora non è più per il ritiro immediato delle truppe, ma "dilazionato"...da Condoleeza Rice. Bauscia.

  3. #3
    morena
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    Argomento: L'Aquila di Scandiano 02.11.2005 - 185

    DIES IRI (7)

    (Ottava puntata – “Il carretto passava e quell'uomo gridava: Gelati!” – I Giardini di Marzo: Battisti, Mogol - 1972)


    Maggio 1993: dopo le “dimissioni” di Franco Nobili, che ha traslocato temporaneamente a San Vittore causa coinvolgimento in tangentopoli, l’IRI ha bisogno di un nuovo Presidente. L’idea geniale è quella di richiamare il novello Cincinnato (Prodi) alla carica che aveva ricoperto con grandi successi nel decennio precedente. Romanone rinuncia agli incarichi di consulenza raggranellati in giro per il mondo (si veda la puntata precedente) e torna sul trono del carrozzone di Stato. Eredita il piano di (ri)vendita della SME che aveva tentato di regalare anni prima al suo compagnuccio di merende Carlo De Benedetti. La SME è, al momento, suddivisa in tre divisioni: CDB (ne parleremo, oh se ne parleremo), GS-Autogrill (ne parleremo, oh se ne parleremo) e Italgel. Parliamone. L’Italgel fa i gelati (Motta, Sammontana, ecc.) e, per questo, è molto “appetita”, specie da una famigerata multinazionale svizzera che, ogni tre per due, si becca cause a livello planetario per le peggio violazioni ed abusi. Ma sono amici di Prodi attraverso le storiche e comuni frequentazioni del Gruppo Bilderberg. Che cazzo sarà mai il Gruppo Bilderberg? E’ una simpatica organizzazione semisegreta, diciamo una consorteria di stile massonico, che opera come lobby a livello globale. In sintesi, coltiva il sogno di un mondo diviso in due: Occidente (USA e Europa Unita tra loro alleate) e gli altri stronzi che vagano per l’orbe terracqueo. Persegue i suoi fini promuovendo incontri e conventions tra i potenti della terra (ministri, capi di governi, vertici delle multinazionali, et similia) i cui contenuti sono dichiaratamente mantenuti segreti. Il motivo di tale riservatezza? Facile: il segreto serve a mettere a proprio agio queste belle figure e le lascia libere di confrontarsi senza il timore che qualcuno faccia le pulci ai loro “pensieri”. Prodi, negli anni ottanta, è stato niente meno che membro del Comitato di Orientamento del Gruppetto di giocatori di tressette. Tra gli sponsor del Gruppo, guarda un po’, c’è sistematicamente la Nestlè. Dite che si conosceranno? Bah, le procure italiane sosterrebbero che si tratta di una pura coincidenza e che non c’è niente di male a vedere, ogni tanto, gli amici. Bene, andiamo avanti. Al momento della preparazione del bando di gara (però, adesso che il CIPE ha dato praticamente via libera alle trattative private, Prodi fa le aste) vengono dati due incarichi. Alla Pasfin Servizi Finanziari di stabilire un prezzo, alla Wasserstein & Perrella (Merchant Bank che avrà un’incarico anche per la vendita CDB e che gravita attorno ai Bilderberg) quello di aprire le buste e di riferire all’IRI il loro contenuto. Per questo laborioso compito, W&P porterà a casa 6 miliardi di lire. Il giorno dell’apertura delle buste, arrivano cattive notizie: una multinazionale anglo francese (Gran Met: 800 miliardi) ha offerto di più. L’Aquilotto non si perde d’animo e fa pervenire immediatamente un fax alla Pasfin richiedendo una “correzione” alla stima del valore dell’Italgel. Cortesemente, arriva la rettifica in tempo reale: 680 miliardi contro i 750 precedentemente indicati. Almeno, adesso, l’offerta della Nestlè (700 miliardi) è superiore al minimo. Il CDA dell’IRI decide che il matrimonio con la Nestlè s’ha da fare e gli svizzerotti portano a casa coni e gelati. Per quanto? 437 miliardi. Come si è arrivati a questa valutazione finale? Non si sa. Quando la magistratura viene interessata della questione, la Procura di Roma (a volte ritornano), nella persona della PM Monteleone, agisce senza perdere tempo. Ordina una serie di perizie ad un geometra, che il gelato lo conosce in quanto cono, e ricevute le risultanze dell’indagine di cotale professionista, le ricusa come sbagliate. Le fa rifare? No, archivia la posizione sostenendo che tutto è corretto (l’abuso d’ufficio è già diventato una burletta grazie all’intervento del Premier di allora – 1997 – cioè Romano Prodi). La Procura di Salerno, invece, decide di andare avanti e ordina all’IRI di consegnare tutte le letterine d’amore che si sono scambiate le parti. La risposta dell’Ente di Stato lascia senza fiato: “Le carte non ci sono, le ha conservate la W&P”.

    GdF: “Ma come? Non c’era l’obbligo della conservazione dei documenti?”

    Funzionario IRI: “Beh, infatti le abbiamo conservate, ma a Londra. Qui non avevamo più spazio. Sa com’è….”

    GdF: “Allora le chiediamo ai londinesi”.

    Picche anche di là.

    W&P: “Le carte c’erano, accidenti, erano qui, ma…ah, ora mi viene in mente….le hanno portate negli USA, in un magazzino di periferia”.

    GdF: “Va bene, andiamo a prenderle a spese nostre”.

    W&P: “Beh, veramente….il magazzino è andato a fuoco questa primavera”.

    Gente allegra, il ciel l’aiuta.

    Mthrandir



    http://blog.libero.it/Mthrandir/view.php

  4. #4
    morena
    Ospite

    Predefinito

    DI ANDREA CINQUEGRANI
    http://www.comedonchisciotte.org/sit...rticle&sid=588

    3 giugno 2004. Nella splendida cornice del lago Maggiore, in uno degli alberghi più esclusivi di Stresa, si festeggia un compleanno: i 50 anni del Gruppo Bilderberg, una delle lobby economico-politiche più potenti del mondo. Ma praticamente ignota ai cittadini italiani, così come a quelli degli altri Paesi. «Altro che Davos - commenta un autorevole membro - lì ci si va per farsi vedere. Qui si va per sentire senza farsi vedere». «Davos è meno elitaria - viene aggiunto - il suo obiettivo è influenzare i mezzi d’informazione, si limita a considerazioni generali sullo stato del mondo. Al Bilderberg, invece, si parla di geopolitica, di strategia. La differenza che passa fra un ‘ricevimento mondano’, una ‘fiera con i suoi stands’ e un summit ristretto dove si fanno le cose sul serio». E a Stresa - coperti dal più assoluto riserbo - lo scorso anno sono arrivati parecchi pezzi da novanta, e più, della politica e della finanza internazionale, da Henry Kissinger a Richard Perle, da David Rockfeller a Melinda Gates. Di tutto rispetto la nostra pattuglia: per fare qualche nome, Rodolfo De Benedetti, Franco Bernabè, Mario Draghi, Gabriele Galateri, Mario Monti, Tommaso Padoa Schioppa, Corrado Passera, Paolo Scaroni, Domenico Siniscalco, Giulio Tremonti, Marco Tronchetti Provera.

    Un’Italia che sa far sentire - anche se nella più stretta privacy - la sua voce: sul totale dei 126 partecipanti al raduno, infatti, dopo gli Stati Uniti (con 33), si è attestato proprio il nostro Paese (con 16); distanziate seguono Gran Bretagna (9) e Germania (8), poi alla spicciolata tutte le altre nazioni, una trentina. Al summit di Stresa - secondo le pochissime indiscrezioni trapelate - si sarebbe parlato soprattutto dei rapporti Usa-Europa, e nel contesto della politica statunitense, di Iraq, Medio Oriente, della Cina emergente; e ancora, in agenda, Nato ed energia. Alle precedenti riunioni, comunque, i nomi di casa nostra sono stati ancor più altisonanti. Molto qualificata la ‘delegazione’ politica: Walter Veltroni (all’epoca direttore dell’Unità), Virginio Rognoni (in qualità di ministro della Difesa, oggi vice presidente del Csm), Emma Bonino (come membro della commissione europea), gli ex big del garofano ora tornati in auge Claudio Martelli (a quel tempo Guardasigilli), Gianni De Michelis (Esteri), nonché dell’edera con Giorgio La Malfa. Forza Italia scende in campo con i suoi economisti di punta, Domenico Siniscalco e Giulio Tremonti (presenti anche al summit di Stresa).

    Ma nel corso degli anni la presenza politica più significativa ai summit Bilderberg è quella di Romano Prodi, invitato - in cima alla lista fra tutti - in qualità di docente di Economia Industriale all’Università di Bologna. Seguono le forze economiche. In primis, il dispiegamento dei big di casa Fiat: per anni Giovanni e Umberto Agnelli hanno preso parte al ristretto e super elitario advisory group, mentre nel gruppo era segnalata la presenza di un altro vertice della casa torinese, Paolo Fresco; quindi Renato Ruggiero, ex ministro del Commercio estero (poi per una breve stagione agli Esteri prima del siluramento berlusconiano); e ancora, Innocenzo Cipolletta, eterno direttore generale di Confindustria; Rainer Masera, ex direttore generale Imi e oggi alla guida dell’Imi San Paolo che ha incorporato il Banco di Napoli; Alessandro Profumo, al timone dell’ex colosso bancario Credito Italiano. ................
    ...................

    c'è pure Tremonti (ma lui ha pure attività in proprio se non sbaglio)

    http://www.disinformazione.it/massoniesinistra.htm

  5. #5
    decolonizzare l'immaginario
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    Se vendi un valore di 750 miliardi per 680, E' UN REGALO ai compagni di merende.
    Chiunque può tranquillamente dire la verità.

 

 

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