Ma vi siete fumati il cervello??
Dalla Repubblica
Ulivo, la nuova immagine non è tranquillizzante
La scelta di Ferrante rappresenta il cedimento a una concezione della politica moderata se non conservatrice
ANGELO LEPORE
La decisione del centrosinistra di scegliere il candidato sindaco con le primarie è innovativa e rappresenta il coraggioso sviluppo delle primarie nazionali per l´indicazione del candidato alla presidenza del Consiglio.
Per vincere le elezioni della prossima primavera, siano le politiche che le amministrative, sono necessari i voti di tutti, ma è chiaro che la base su cui costruire e l'albero a cui sostenersi, i cittadini ritengono debba essere l'Ulivo. Era logico pensare che questa linea operativa potesse concretizzarsi anche a Milano e che la federazione si adoperasse per fornire una indicazione unitaria. Oggi, invece, l'autocandidatura dell'ex prefetto Ferrante si caratterizza come una scelta dei soli DS e Margherita, dando una nuova immagine dell'Ulivo, non del tutto tranquillizzante. L'Ulivo non può essere solo l'accordo tra DS e Margherita, perché perderebbe i connotati politici della nascita, per trasformarsi in accordo di potere. L'Ulivo è nato come federazione di quattro partiti e tale dovrebbe continuare ad essere in futuro, perché in questo progetto unificante gli elettori hanno mostrato fiducia ed adesione.
Ma la candidatura di Ferrante, persona senz'altro corretta e degna di stima, non segna solo un'oggettiva prova di sfiducia verso la classe politica milanese di centrosinistra, ma rappresenta il cedimento ad una concezione della politica moderata, se non conservatrice. Ferrante, se eletto, dovrebbe assicurare sicurezza e legalità alla città. Milano ha bisogno di molto di più, ha bisogno sì di giustizia, tolleranza, capacità di accoglienza, ma necessita di migliore qualità di vita, più ampia possibilità di lavoro, coinvolgimento e partecipazione, cultura, aspirazione all'Europa. Alessandro Amadori, nel tentativo di spiegare la candidatura dell'ex prefetto, ha detto che il politico del domani è un uomo con le idee di sinistra e lo stile di destra. Replicherei che Milano ha bisogno di uomini, e di donne, con le idee di centrosinistra e lo stile di centrosinistra. E allora, fatta salva la necessità inderogabile di vincere le amministrative per il Comune, un candidato sindaco per il popolo del centrosinistra c'è ed è Dario Fo, che non è e non deve essere considerato il candidato di Rifondazione. Fo non è un politico in senso stretto, non possiede esperienze di governo, ma "racchiude un altissimo valore simbolico e catalizza una grande domanda di cambiamento". Alle primarie scegliamo quindi Fo, per una Milano democratica, laboriosa, giusta, colta, europea: verso questi obiettivi chi ci può garantire più di un eccellente autore di teatro, un grande attore, un premio Nobel? Poi si vedrà.




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che non mi pare si sia mai dichiarato pentito....