Le associazioni ambientaliste, che spessissimo assumono atteggiamenti infami e anti-umani, amano presentarsi in modo accattivante all’opinione pubblica italiana e mondiale, grazie al complice atteggiamento dei mass-media, quale un ritorno alla natura, alla vita agreste semplice dei nostri padri. Non è affatto così. Le loro battaglie (ma anche quelle di altri presunti ambientalisti) sono molto variegate, ma animate da un unico obiettivo, che rimonta all’ideologia regressista loro propria: l’odio contro l’uomo, ritenuto l’unico animale che sia causa di disastri ecologici. E odio contro il suo istinto e contro le sue aspirazioni di avvalersi di questa natura - comunque malvagia e spietata - per il soddisfacimento dei propri bisogni materiali.
Questi individui mirano (per gli altri, non certo per loro) ad esaltare e a tornare alla natura selvaggia com’era prima dell’intervento ordinatore e civilizzatore (per gli ambientalisti perturbatore e distruttore) dell’uomo; se proprio esseri umani ci devono essere, siano quelli primitivi, pensano gli ambientalisti, aggregati in tribù incivili, secondo l’ideale del buon selvaggio risalente a Jean-Jacques Rousseau, padre dei totalitarismi moderni.
Affermazioni pubbliche fatte da esponenti di rilievo dell’ecologismo internazionale come il Presidente del WWF mondiale, Principe Filippo d’Edimburgo, il quale ebbe a dichiarare testualmente: “Se rinascessi, mi piacerebbe essere un virus letale per contribuire a risolvere il problema dell’eccessiva popolazione umana”, oppure come quelle del famoso ambientalista terrorista James Lovelock, ad avviso del quale per garantire un giusto equilibrio ambientale gli uomini su tutta la terra non dovrebbero superare il numero di 500 milioni di persone per non disturbare le altre specie animali, cifra elevata a 700 milioni di anime, bontà sua, dal celebre esploratore Jacques Cousteau, confermano l’odio ecologista contro l’umanità a favore di quel demone spietato che è la natura.
E poi sotto le bandiere dell’ecologismo radicale militano inoltre diversi mantenuti e vari rampolli blasé di una nobiltà che, dimentica del suo passato di classe dirigente custode delle più gloriose tradizioni della civiltà classica umanistica, si è gettata a capo fitto in varie attività zoofile e naturiste... ma anche figli di papà e mantenuti vari col culo pieno che prima se la son spassata e ora rompono le scatole a gli altri.
Adesso, prima che qualche esaltato mi dia addosso, tenga ben presente quanto preciso di seguito: normalmente la gente indentifica la Natura con le piante (foreste, boschi, etc.) e con gli animali che vivono e interagiscono in un determinato ecosistema. Io invece per Natura intendo quell'insieme di forze cieche, spietate e impersonali che costringono piante ed animali a danneggiarsi e a parassitarsi a vicenda per sopravvivere... ergo piante e animali non costituiscono, per me, la Natura, ma sono VITTIME della Natura.
Detto questo gli esseri viventi sono per me oggetto di compassione tant'è vero che sono contro la caccia indiscriminata, la vivisezione e contro il maltrattamento in genere di animali o piante.




2010:
Rispondi Citando