Da www.tgfin.it
E' partito l'aumento di capitale da un miliardo di euro dell'Alitalia, operazione che si concluderà il 2 dicembre. E il titolo della compagnia di bandiera, dopo il crollo di venerdì scorso, torna a correre in Borsa, dove guadagna oltre il 4%. La ricapitalizzazione prevede l’emissione di 1,2 miliardi di nuovi titoli al prezzo di 0,8 euro l’uno. Agli azionisti saranno offerte 13 nuove azioni ogni due vecchie.
Per i portatori delle obbligazioni «Alitalia 2002-2010 7,5% convertibile», invece, il rapportò sarà 13 nuove azioni ordinarie ogni 60 obbligazioni convertibili possedute.
La compagnia di bandiera ha quindi superato bene la prova del mercato, dopo il pesante giudizio espresso venerdì scorso da Piazza Affari con un'ondata di vendite del titolo. La stessa Borsa Italiana comunque ha vietato gli ordini senza limiti di prezzo sia sulle azioni sia sui di diritti di opzione sulle azioni della compagnia.
"Ci siamo rivolti al mercato chiedendo una quantita' di denaro importante. Mi auguro che siano investitori istituzionali e che nel mercato gli scambi siano numerosi. Di piu' non so immaginare" si e' limitato a commentare il presidente e amministratore delegato di Alitalia, Giancarlo Cimoli che, intervistato dal Corriere della Sera, si e' comunque detto convinto che la compagnia "uscira' dalla bufera".
Il Tesoro attuale primo azionista del gruppo sottoscriverà solo 489 milioni dell’aumento di capitale scendendo così al di sotto del 50% dall’attuale 62,3%, questo significa che venderà diritti pari a 162,5 milioni di nuove azioni.
Che significa che il tesoro sottoscriverà "solo" 489 milioni? Che metterà altri 489 milioni in Alitalia?
Dal sito www.ilsole24ore.com
Parte oggi, lunedì 14 novembre, e si concluderà il 2 dicembre l'aumento di capitale di Alitalia da un miliardo di euro. Agli azionisti saranno offerte in opzione13 nuove azioni ogni 2 possedute, mentre ai portatori delle obbligazioni potranno andare 13 nuove azioni ordinarie ogni 60 obbligazioni convertibili possedute. Il prezzo di ciascuna azione di nuova emissione è stato fissato a 0,80 euro. Il Tesoro sottoscriverà l'aumento per una quota tale da abbassare la sua partecipazione in Alitalia, post ricapitalizzazione, al di sotto del 50% dall'attuale 62,3% come previsto dagli accordi con la Commissione Ue. E mentre il mercato si concentra sull'operazione, con i titoli della compagnia aerea in recupero a Piazza Affari a +5,21% a 1,49 euro dopo il tonfo di venerdì a -10%, il Wall Street Journal intravvede «molte nubi al decollo» della ricapitalizzazione. «Alitalia - si legge nella rubrica Breaking Views - sta procedendo ad un aumento di capitale che non vuole nessuno. Le banche erano originariamente intenzionate a sottoscrivere l'operazione, ma da allora hanno chiaramente fatto un passo indietro e ora non lo vogliono. Pochi investitori razionali che hanno visto la compagnia distruggere miliardi di euro di valore negli ultimi anni lo vorranno. E Deutsche Bank, che è lead manager dell'operazione, sicuramente non vuole avere a che fare con quote di Alitalia invendute se l'emissione dovesse fallire. E' per questo che Alitalia sembra aver ridotto l'entità dell'offerta e il suo prezzo al minimo per riuscire a fargli vedere la luce. Anche se potrebbe esserci ancora un problema. Lo sconto nominale dell'87% è attraente. Ma è ingannevolmente alto».




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