GIULIANA SGRENA
Sgrena e Luxuria: via alla campagna acquisti di Bertinotti
Il Pdci risponde con i «professori»: Asor Rosa e Ginsborg verso il sì. Ancora fermi Quercia e Dl
Comunisti e Candidature
ROMA - Quando era prigioniera in Iraq, il suo nome portò in piazza mezzo milione di persone. Poi la liberazione, l’uccisione di Nicola Calipari, le polemiche furibonde e ora Giuliana Sgrena , la giornalista del manifesto rapita il 4 febbraio scorso a Bagdad, è pronta a entrare in politica al fianco di Fausto Bertinotti, come capolista di una circoscrizione della Camera. Protagonista di un infuocato caso diplomatico tra Roma e Washington, dopo il rilascio fu accusata dal centrodestra di ingratitudine per aver difeso i sequestratori e, si disse, attaccato i liberatori. Con la legge proporzionale senza preferenze Rifondazione è alla ricerca di candidature esterne al partito, una quindicina di nomi in grado di trainare le liste di Montecitorio e Palazzo Madama. Bertinotti, che ha deciso di lasciare il Parlamento europeo per candidarsi a Montecitorio, ha già contattato l’attore Leo Gullotta , la regina della trasgressione Vladimir Luxuria e Daniele Farina del centro sociale Leoncavallo, attualmente agli arresti domiciliari. Ma la candidatura più «spettacolare» è certo quella della Sgrena.
A sinistra la caccia al volto noto è partita con largo anticipo. Oliviero Diliberto va solleticando l’orgoglio di diversi intellettuali, da cui ha ricevuto più interesse che dinieghi. I professori Alberto Asor Rosa , Nicola Tranfaglia e Paul Ginsborg e la storica firma del manifesto Valentino Parlato sarebbero assai tentati dall’avventura in sella alla «bicicletta» Verdi-Pdci, quella lista Arcobaleno che stando ai sondaggi otterrebbe più della somma dei due partiti.
Al lavoro anche i procacciatori dello staff di Romano Prodi, che guardano al giro universitario dell’Emilia. Vicino al gran salto in politica il giovane professore Filippo Andreatta , figlio dell’ex ministro Nino Andreatta. Classe 1968, Filippo insegna Relazioni internazionali all’università di Parma, tra il 1986 e il 1996 ha militato nelle organizzazioni giovanili della Dc e del Ppi e poi è saltato a bordo del pullman di Prodi come volontario. E due giorni fa, in un breve incontro a quattr’occhi, l’ex premier deve aver dato qualche speranza all’ex leader girotondino Francesco Pancho Pardi : «Prodi si è dimostrato interessato a capire quale può essere il nostro contributo, è un ottimo auspicio».
La Margherita sta lavorando al ritorno sulla scena dell’ex ministro Piero Barucci e intanto lascia girare il nome di Mario Monti , ben visto come plenipotenziario dell’Economia in un governo Prodi. Niente attori, registi o scrittori, in largo del Nazareno si punta piuttosto sul leader delle Acli Luigi Bobba , sul direttore generale di Legambiente Francesco Ferrante e sul portavoce del Terzo settore Edoardo Patriarca . Savino Pezzotta ha ufficialmente declinato la proposta di Rutelli, ma il pressing dovrebbe dare i suoi frutti giacché il segretario della Cisl è avvistato un giorno sì e l’altro pure nei dintorni di largo del Nazareno.
Il coordinatore dei ds Vannino Chiti ammette che la Quercia è un po’ indietro e guarda con velato sospetto all’alacre lavorio degli alleati: «Stiamo attenti a non partire col piede sbagliato, perché la lista dell’Ulivo avrà successo non solo per le persone che la illuminano, ma per il suo messaggio politico». Va benissimo cercare esponenti di punta del mondo del lavoro, delle associazioni femminili, dell’area cattolica o del pianeta giovani, ma prima, è il messaggio di Chiti, bisogna concordare con Prodi e Rutelli una «carta politica» della lista unitaria. Assai ambito il candidato ambientalista: i Ds propongono un «confronto serio» all’area di Massimo Scalia e Alfonso Pecoraro Scanio contatta il direttore di Nuova ecologia Enrico Fontana e il segretario dei Verdi europei Arnold Cassola .
A fine estate il presidente dell’Udeur Clemente Mastella lanciò la candidatura dell’ex modella Afef Jnifen e lei gli diede qualche speranza: «Se la politica mi chiama, vuol dire che mi deciderò prima o poi a "meticciare" il Parlamento». La riserva non è sciolta, ma Mastella non ha cambiato idea: «Aspetto che Tronchetti Provera le dia il via libera...». Nell’attesa, il leader dell’Udeur offre un seggio a Emanuele Filiberto di Savoia . «L’ho incontrato negli studi di La7, abbiamo simpatie reciproche e gli ho chiesto di venire con me». Il figlio di Vittorio Emanuele non si sente pronto ma il suo no potrebbe non essere definitivo. «Per il futuro - lascia porte aperte Mastella - ha promesso che ci penserà».
http://www.corriere.it/edicola/index...MMENTI&doc=GVE




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