BERLUSCONI: NEI PROSSIMI 5 ANNI CASA A SFRATTATI BISOGNOSIIn Origine Postato da furbo
Per garantirmi una vecchiaia serena ho acquistato con i miei risparmi due appartamentini.
Gli affitti che riscuoto ogni trimeste , aggiunti alla pensione , mi permettono un tenore di vita piu' che dignitoso e fino all'altro giorno mi permettevano di guardare con fiducia al futuro.
Ora pare che il governo voglia dare una casa di proprieta' a tutti e quindi anche ai conduttori dei miei appartamenti : a chi potro' affittare in futuro i miei appartamenti?
Dovro' affrettarmi a venderli prima che i prezzi crollino?
Potro' venderli al Governo affinche' poi li "giri" ad un non proprietario di casa?
Ma quale sara' il prezzo?
Dovro' rassegnarmi a rottamarli?
Se c'e' qualche banana , possibilmente fra i propagandisti del MOTORE AZZURRO e quindi preparato sull'argomento , che volesse aiutarmi a risolvere i miei dubbi gli saro' tanto grato e gli prometto che alle prossime elezioni per eleggere il Consiglio di Circoscrizione chiedero' a mia figlia ( se per l'occasione rientrera' dall'estero ) di votare SFORZA ITALIA.
Per le prossime elezioni no , non posso votare o far votare F.I. : caro e gentile BANANA sia comprensivo : se Berlusconi sara' mandato a casa il suo piano scellerato che mina alle fondamenta la mia tranquillita' economica non sara' attuato ed IL MIO PROBLEMA RISULTERA' AUTOMATICAMENTE RISOLTO!
Mandi
( come a volte mi saluta Jackal : penso sia una contrazione di "comandi?" e mi pare un atto formale di SOTTOMISSIONE molto opportuno verso chi perdera' del suo prezioso tempo per aiutarmi)
"Stiamo lavorando ad un piano che sia in grado di dare delle case accessibili, moderne e confortevoli ai più poveri. Penso che sarà pronto per presentarlo in campagna elettorale".
Lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo all’inaugurazione della 63ma esposizione del Motociclo "In Italia c’è un elenco di sfrattati: se usiamo terreni che costano poco, e procediamo a costruzioni fatte da architetti offrendo queste case a chi ha avuto lo sfratto, non al 19 per cento di italiani che vivono in affitto, ma solo ai più bisognosi, io penso che si possa fare un piano fondato per i prossimi cinque anni". Il premier ha spiegato che sulla questione "il governo è già al lavoro e sta valutando i costi. Quello che ho detto è diventato ’più case per tutti’ ma non è così. Ho paura di fare delle dichiarazioni, ormai è quasi meglio che io non parli più con il cuore ma che legga solo i compitini scritti come facevano i politici di un tempo. E’ veramente una vita grama ma io sono io e continuo anche se non so cosa verrà fuori da queste mie dichiarazioni".
Quanto alla situazione economica generale, Silvio Berlusconi ha osservato: "Siamo un grande Paese con un benessere largamente diffuso. Le famiglie hanno un patrimonio superiore di dieci volte il pil. Abbiamo piu’ vetture, piu’ telefoni e lavatrici di ogni altro Paese d’Europa, e’ un sintomo di un benessere diffuso. Vogliamo pero’ avere un’economia sociale, non possiamo disinteressarci di chi e’ escluso dal benessere, questo e’ l’obiettivo del Governo".
15/11/2005
BRUNETTA: 500 MILA CASE POPOLARI IN REGALO
"C’e’ un milione di case popolari gestito a vario titolo oggi: l’8-10% sono negozi, parcheggi o magazzini, hanno un valore di mercato. Il 20% poi e’ di qualche pregio. Sono tutte unita’ vendibili: si stima che valgano 20-30 miliardi, altre fonti portano questa somma a 50. Dunque, lo Stato incassa, chiude gli Iacp (con un costo di circa 5 miliardi) e non perde nulla perche’ oggi sono solo gestioni in passivo ripianate di volta in volta da denaro pubblico. Con i fondi recuperati si puo’ far fronte a vendite solo simboliche regalando di fatto gli immobili in cui abitano circa 500mila famiglie. Lo Stato non rinuncia a nulla perché gli Iacp sono tutti in passivo e il patrimonio relativo a una gestione strutturalmente passiva non vale nulla."
Lo ha affermato il consigliere economico di Palazzo Chigi, Renato Brunetta, che in un’intervista al ‘Sole-24 Ore’ ha spiegato il ‘piano casa’ messo a punto per il premier Silvio Berlusconi.
"Certo - ha sottolineato Brunetta- ci vorranno le cautele del caso: vincoli di inalienabilita’, di riutilizzo perche’ va evitata ogni forma di speculazione. Poi bisogna definire i criteri per determinare gli aventi diritto: reddito, nucleo familiare, fasce d’eta’, titolo di occupazione. Lo Stato incasserebbe la tassa di registro (poca cosa) e i Comuni le tasse locali oggi ampiamente non pagate.
Si rivitalizza un mercato, si rende efficiente un patrimonio, si riavvia la manutenzione, si crea un volano incredibile di domanda. Ma soprattutto si libera dal condizionamento e dai ricatti un milione di persone; si supera la deteriore cultura del fondo per gi affitti sociali, delle graduatorie, delle occupazioni abusive. Si può tornare a parlare di nuove case per le altre fasce di bisogno: con il capitale rinveniente (senza contare i passivi che cessano di esistere) si possono creare nuovi strumenti finanziari per altre costruzioni per nuove coppie, ad esempio, per gli immigrati. Penso a un fondo rotativo con cui attivare nuovi mutui, ad esempio".
La vendita rende liberi, mentre gli inquilini oggi sono schiavi della clientela politica di ogni colore: ci sono da anni inquilini che vogliono comperarsi le case in cui abitano, hanno costituito comitati, stanno ancora lottando contro gli ideologismi dei Comuni in cui sono residenti perché nessuno vuole vendere. Ci sono leggi che già adesso impongono di vendere dal 50 al 75% delle case popolari e finora si è ceduto solo il 15%." Quanto ai tempi per mettere in pratica il progetto, Brunetta ha osservato: "Spero, e sto lavorando a questo, che si possa utilizzare gia’ da subito la legge Finanziaria: basterebbe un emendamento ben fatto. So bene che questa proposta ha dei nemici: sono le Regioni, i Comuni e le burocrazie che fino ad oggi hanno gestito questa mostruosità, questo non-mercato. Invece bisogna ricominciare daccapo: constatare il fallimento della cultura urbanistica della sinistra che ha prodotto i Corviale, gli Zen, le Vele e tutta la cultura dell’equo canone, sintesi del fondamentalismo dossettiano e comunista. Un disastro che ha portato a un Paese con l’80% di case di proprietà e una totale mancanza di un vero mercato degli affitti."
15/11/2005




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