articolo da "la nuova sardegna" di oggi...
Strade dell’isola sottoposte
a pedaggio? È possibile,
ma non per tutte. E
non subito. L’allarme per
l’iniziativa del Governo è
quindi giusticato, e bene
fanno sindaci e parlamentari
a protestare. Ma
prima che compaiano i
caselli, devono vericarsi
una serie di condizioni,
oggi presenti sono in parte,
nelle arterie candidate
alla privatizzazione. In
mancanza di notizie u-
ciali (l’Anas sull’argomento
è abbottonatissimo)
abbiamo chiesto lumi
a un esperto della materia:
il professor Francesco
Annunziata, docente
di Costruzioni di strade,
ferrovie e aeroporti nella
facoltà di Ingegneria dell’università
di Cagliari, il
quale spiega che «sono
assoggettabili a pedaggio
le arterie realizzate con
dimensioni e caratteristiche
particolari, quasi autostradali.
Il ministero
delle Infrastrutture le de-
nisce “Strade extraurbane
principali tipo B”.
Ce ne sono anche in
Sardegna e sono state
realizzate già con svincoli
idonei a ospitare i caselli
per il pedaggio e la
viabilità complanare (di
servizio)». Hanno corsie
da m. 3,75, banchine da
m. 1,75 e il margine interno
per lo spartitraco
di m. 2,60. Complessivamente,
sono larghe circa
21 metri e possono consentire
una velocità massima
di 110 chilometri
orari.
A questa categoria appartengono
anche la Cagliari
- Oristano, la Nuoro
- Olbia e la Sassari - Alghero.
Ma attenzione,
non tutto il percorso di
quelle strade è di Tipo B.
«La Nuoro Olbia - spiega
il professore - rientra nella
categoria solo nel tratto
da Siniscola a Olbia. Da
escludere, invece, la Nuoro
- Siniscola. Sicuramente
di Tipo B sarà invece la
Sassari - Alghero (quando
sarà ultimata), mentre
la Carlo Felice è stata costruita,
nel corso degli anni,
secondo diverse tipologie.
Attualmente la quali
ca di “Strada extraurbana
principale“ si può
sicuramente attribuire
solo al tratto da Sardara
al km. 109,500, parte della
quale in fase di costruzione
».
Sempre analizzando il
percorso tra Cagliari e
Oristano, si scopre che la
frazione intermedia lungo
il territorio di Serrenti
è di tipo III° CNR, cioè larga
circa m. 18,60. Tra Sestu
e Monastir si ha invece
una classicazione Cnr
ancora diversa: Tipo III°
modicato, più ampio del
III° classico ma più stretto
del B.
La diversità di sezione
dei diversi tratti di Carlo
Felice comporta anche limiti
di velocità dierenti
e in ogni caso non consentirebbe
il limite di 110
km orari «che si potrà
avere solo quando tutta la
Carlo Felice avrà caratteristiche
da strada extraurbana
principale Tipo
B». Il che signica armonizzare
le tipologie,
oggi piuttosto variegate,
della Cagliari - Oristano e
realizzare il tratto mancante,
sino a Sassari, secondo
gli stessi canoni.
Operazioni non ipotizzabile
in tempi brevi, se si
considera che per ammodernare
a pezzi e bocconi
circa un terzo della statale
131 ci sono voluti più di
vent’anni. Allo stato attuale
delle cose, quindi, i
caselli, con relativi pedaggi,
non sembrano proprio
dietro l’angolo.
Il progetto, tra l’altro,
non riguarda solo la Sardegna,
ma tulle quelle regioni,
in prevalenza del
Sud, come Calabria, Lucania
e Sicilia, dove sinora
sono state utilizzate
gratuitamente persino le
vere e proprie autostrade.
«A questo punto -
spiega il professor Annunziata
- il problema diventa
economico e politico,
perché si tratta di far
pagare i pedaggi da Napoli
in giù, in regioni che
non sono nelle stesse condizioni
di quelle settentrionali.
Sul piano tecnico,
in teoria, si può fare,
su quello economico la
Sardegna verrebbe penalizzata,
perché le sue
merci subirebbero un ulteriore
onere di trasporto
e diventerebbero meno
competitive. A questo
punto, la decisione diventa
solo politica».




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