Interessante analisi di Massimo Franco
Il senatur sceglie il basso profilo Il leader e l'esigenza di rassicurare l'Italia in vista della consultazione
La gioia leghista è gridata, ostentata, ma giustificata: la riforma costituzionale reca l'impronta del partito di Umberto Bossi. Eppure, il linguaggio del leader dei lumbard suona stranamente moderato, problematico, proiettato sul futuro: è già un linguaggio referendario. Così, mentre le sue truppe preparavano torte di ringraziamento per i 170 «sì» contro 132 «no» e 3 astensioni, ieri Bossi appariva solo cautamente felice.
Circondato dalla famiglia nella tribuna degli ospiti, al Senato, ha rassicurato l'opposizione, sostenendo che non deve temere la devolution; che è «il primo a dire che la riforma va migliorata». So «che c'è chi non è d'accordo»; che occorrerà «lavorare molto». Ma Bossi ha tenuto a precisare anche che non ha paura del referendum. «Sono sicuro che Nord e Sud voteranno allo stesso modo: non ci sarà un Paese spaccato in due».
Fatta da lui, la descrizione di un'Italia unita nell'avallare il federalismo in salsa padana può apparire sorprendente. La spiegazione, però, è che il capo della Lega sta già pensando al referendum di giugno. Le sue sono le parole di chi, dopo avere vinto, ha un bisogno disperato di consolidare nel Paese un successo parlamentare, imposto agli stessi alleati. Bossi parla a quell'Italia, probabilmente maggioritaria, che diffida della Costituzione approvata ieri sera; e che nel 2006 potrebbe bocciarla nelle urne.
E' vero che nell'accenno ad un Paese non a rischio di lacerazioni, si potrebbe indovinare una minaccia velata: come se la bocciatura della riforma per via referendaria significasse, da parte della Lega, il ritorno ad una strategia apertamente secessionista; soprattutto se i «no» arrivassero dal Sud, e magari fosse di nuovo al governo il centrosinistra. Ma per il momento il tono è tranquillizzante, quasi suadente.
Nel ricordare che «in tutto il mondo ci sono Paesi federalisti», Bossi tenta di banalizzare e dunque rendere accetta una svolta profonda. Vuole fare apparire esagerate e soprattutto conservatrici le reazioni di un'Unione schierata a difesa della Costituzione del 1948; ma incapace finora di strategie alternative. Non è azzardato prevedere che, di qui al referendum di giugno, si avrà a che fare con un Bossi morbido, ragionevole, incline a parlare dell'Italia come di uno Stato unito a difesa del federalismo. Per rivedere la Lega di lotta, bisognerà aspettare giugno, e un risultato negativo.
Massimo Franco
17 novembre 2005
Re: Re: Il senso della riforma...
Citazione:
In origine postato da Wened
Ohhhh..., finalmente un po' di chiarezza!
Viene abbandonata l'idea della secessione, in cambio di una futuribile e assai improbabile istituzione del federalismo fiscale, in cambio della non sicura quanto caritatevole concessione del riconoscimento dell'identità culturale da parte dello stato centrale....
Bravi, è importante essere chiari per non ingenerare false aspettative!
Vi consiglio di non dire più nemmeno "Padania Libera" e di cambiare nome a RPL: anche questo può ingenerare confusione in merito alle vostre posizioni.
perchè ci sono mai stai dubbi ? :confused:
la questione della secessione è sempre stata nei nostri cuori , ma come avevo gia spiegato ( dal mio punto di vista ) anche dopo l'esito elettorale dello scorso Aprile, in virtù della percentuale di voti "padani nelle 2 regioni rimaste a destra...( non arriviamo al 20 %) non era di fatto percorribile ,almeno per ora .
Quindi toccava , come poi è stato intelligentemente fatto, puntare sul federalismo ...ripeto per ora ! Spero sia chiaroil concetto !
:rolleyes: ;)
Re: Re: Re: Il senso della riforma...
Citazione:
In origine postato da bastet
perchè ci sono mai stai dubbi ? :confused:
la questione della secessione è sempre stata nei nostri cuori , ma come avevo gia spiegato ( dal mio punto di vista ) anche dopo l'esito elettorale dello scorso Aprile, in virtù della percentuale di voti "padani nelle 2 regioni rimaste a destra...( non arriviamo al 20 %) non era di fatto percorribile ,almeno per ora .
Quindi toccava , come poi è stato intelligentemente fatto, puntare sul federalismo ...ripeto per ora ! Spero sia chiaroil concetto !
:rolleyes: ;)
Bastet, hai letto il post di Kornus, più sopra?
Ha fatto una domanda molto precisa e circostanziata...Tu sai fornire una risposta? Ne ho bisogno anch'io.
Grazie. :) :cool: