In Origine Postato da Orazio Coclite
Veramente io gli argomenti da parte cattolica sul perché il cristianesimo sarebbe altra cosa dal giudaismo ancora aspetto di leggerli. Perché a parte le solite dichiarazioni fideistiche e un tentativo di fare una dicotomia tra giudaismo tardo (talmudico) e originario (mosaico o abramitico) non è che finora io abbia letto questo gran ché.
Me lo spieghi allora tu perché il cristianesimo non avrebbe radici giudaiche e sarebbe da questo tutt'altra cosa?
Non aspetto altro, anche perché ho qui sulla mia scrivania una pila di una ventina di libri proprio sull'argomento, pronto a tirarne fuori tutte le citazioni necessarie.
Secondo me negare l'evidenza della matrice puramente giudaica del cristianesimo sarebbe come voler negare l'esistenza stessa del sole, ma, ripeto, se tu ti ritieni in grado fatti pure avanti.
Secondo me non cogli alcuni nessi fondamentali.
Il primo è capire che l'esclusivismo, così come l'intolleranza, sono caratteristiche proprie alla natura del giudaismo mosaico, e che è quindi naturale che cristiani, ebrei e musulmani si siano continuamente scannati nei secoli l'uno contro l'altro nel tentativo di affermare la giustezza e l'esclusività della propria fede. Che cosa ci sarebbe di più autenticamente giudaico di ciò? Non sono forse solo i monoteisti a svilire ogni altra fede religiosa che non sia la propria? Da cosa si differenzia in ciò un cristiano da un musulmano o da un ebreo? Come vedi i fondamenti sono quelli e comunemente condivisi. Quindi, anche per le ragioni prima riportate, a me che la Chiesa cattolica sia stata 'fieramente antigiudaica' così come magari anche 'fieramente antimusulmana' importa meno di zero, perché io non mi ci immischio nemmeno lontanamente in questa guerra settaria tra i tre monoteismi, che al di là dei nomi e delle specifiche realtà storiche considero niente più che manifestazioni differenti di uno stesso pensiero. Il farmi tirare dentro alla loro guerra di religione vorrebbe dire corrompere in parte il mio essere, quello che infatti ritengo tu faccia, e quindi non voglio essere costretto a parteggiare né per un una né per l'altra forma di religiosità abramica. Io ne sto fuori, altri sono i miei punti di riferimento ideali. Ossia la civiltà classica, con tutta la sua superiore equanimità e cultura materiale e spirituale, altro che le sanguinarie diatribe tra 'circoncisi' (in spirito o meno).
E secondo me erri pure quando accomuni ad un sano e autentico identitarismo le solite fisime complottistiche dei cattolici da te chiamate 'argomenti e le sue informazioni circa le spinte dissolutrici del giudaismo'. Qui sei assolutamente in errore, perché le posizioni di noi 'pagani' (per semplicizzare) - e togli pure quel 'neo' che ci sta male - sono le stesse di un Celso, di un Giuliano Imperatore, di un Simmaco e di quanti altri già milleottocento anni fa seppero identificare con lungimiranza i gusti a cui avrebbe portato il cristianesimo.
Affermi quindi il falso ad accomunare le posizioni identitarie e antimondialiste dei tradizionalisti italico-romani ai vari Blondet, Malinski e compagnia cantante, perché nel nostro piccolo ambiente una delle cose meno in voga è proprio il risibile complottismo di matrice cattolica che invece tanto continua ad andare per la maggiore nell'ambiente.
Quel forum, assieme ai due padani secessionisti e a quello dei cattolici romani sono eloquenti esempi del valore che questa gente attribuisce alla libertà d'espressione. Non sarebbe infatti un mistero che se fosse per i cattolici integralisti alti tornerebbero e rilucere i roghi dell'inquisizione, con eretici torturati e arsi vivi e grandi falò di libri. Che cosa potrà mai averci a che fare con questa gente una persona come me?
Ed è una piacevole conferma notare che seppure in maniera meno drastica, la censura è ampiamente usata anche sul forum 'avversario' dei cattolici romani. Ma, dopotutto, s'è detto e ripetuto della litigiosità tipica del giudaismo, no?
Il problema di fondo è che noi europei, invece di elevarci ponendo come base il solare mondo classico, cosa fatta solo in parte, ci siamo andati ad imbarbarire cristianizzandoci. I romani antichi d'altronde riconoscevano in quei popoli desertici i caratteri d'una patente barbarie, e guardavano con disprezzo al loro fanatismo ed esclusivismo; tanto che Seneca li definisce sceleratissima gens (nel de superstitione) per la loro instabilità, per la loro incoercibile violenza, per le periodiche spinte al fanatismo, all'agitazione religiosa e politica.
Purtroppo noi oggi siamo divenuti in parte proprio come coloro che un tempo disprezzavamo, oggi anche noi grazie al cristianesimo abbiamo una storia di fanatismo e di particolarismo.
Non dimentichiamo infatti che nonostante la propria barbarie erano i giudei a chiamare Roma "il Regno dei malvagi"! E non desta quindi meraviglia se Marco Aurelio, passando attraverso una folla giudea ebbe ad esclamare: "O Marcomanni, o Quadi, o Sarmatae tandem alios vobis inquetiores inveni" [trad: "O Marcomanni, o Quati, o Sarmati quanti altri più inquieti di voi ho incontrato!").
Mi fa piacere che la tua onestà intellettuale ti faccia riconoscere questa cosa invece recisamente negata da altri (su quali basi poi ancora non è dato saperlo). Quello che invece non comprendo è come una persona come te, che è particolarmente fissata sull'ebraismo, ritenga di contrastare quest'ultimo per tramite di una forza che da questa discende direttamente e che ne è completamente impregnata?!
Se, come dici, il che potrebbe forse essere in parte condivisibile, il comunismo è un'ideologia giudaica, allora questa, per tramite della stessa essenza che vedo neanche tu neghi, dovrebbe essere in parte accomunabile anche al cristianesimo. Ma secondo me qui scadiamo ancora una volta nel solito riduzionismo cristiano ad judaeum.
Ritengo che l'unica maniera per riuscire ad andare oltre queste sterili contrapposizioni all'interno di quella che è poi una medesima fede, il monoteismo, non si possa far altro che superare tutto ciò per tornare, nei modi e nei tempi possibili, alla spiritualità che in quanto italiani ed europei ci è propria. Ritengo infatti che duemila anni di semitizzazione cristiana possano essere stati abbastanza. Anche perché rimanendo ancorati a questa forma spirituale non saremo mai veramente in grado di andare oltre i problemi che ci attanagliano. Riporremmo magari le lancette dell'orologio della storia a prima della rivoluzione francese, ma queste sarebbero tanto destinate a tornarci nuovamente. Ripeto, perché rivoluzione francese, illuminismo, ateismo e tutto il resto sono un risultato nato solamente nell'occidente cristiano? Dev'esserci una ragione se tutti questi mali sono nel tempo comparsi e diffusisi solamente da terre almeno nominalmente cristiane?
Pagano è un termine generico che significa poco e che, soprattutto, è spesso lontanissimo da quello che un tradizionalista intendere in realtà. Difatti io quando parlo di 'paganesimo' non mi riferisco ad alcun generico e sincretico culto politeista ma ad una cosa chiara e definita, che non offre possibilità d'errore: la Tradizione italico-romana; che tra le tante forme di paganesimo è la sola che ritengo legittima per noi italiani moderni, in quanto appunto tradizionale, essendo la religione originaria dei nostri antenati. Di celtisti, odinisti ed altre cose non mi interesso gran ché, essendo anzi sovente scappatoie usate da leghisti e secessionisti vari, sovente cristiani in incognito, per trovare nuove strade alla diffusione delle proprie assurde idee anti-nazionali.
Infatti tra i tradizionalisti romani il concetto di Patria e di identità nazionale viene sempre messo al primo posto, e anzi è proprio tra di noi che trovi più vivo il sentimento nazionale. Invece il cristianesimo, da qualunque parti tu voglia osservarlo e qualunque frazione dello stesso tu voglia prendere come esempio, sempre un prodotto del pensiero religioso giudaico rimane.
Quindi mi sembra che la tua considerazione, che contrappone un assolutamente ideale e panteistico 'paganesimo' a un altrettanto idealizzato cristianesimo, sia destituita da ogni fondamento.
Saluti.
Grazie per le risposte puntuali e precise, che mi consentono di replicare e e di chiarire meglio la mia posizione.
E' necessaria però una premessa fondamentale che è la base di ogni mia risposta e argomentazione: l'origine del problema, o meglio, di tutti i problemi che ci attanagliano e attanagliano il mondo, sono gli ebrei, o meglio, è lo spirito ebraico (che comunque è il prodotto degli ebrei concreti, della razza ebraica) e quindi per me il monoteismo è, benché fonfamentale, una delle manifestazioni distruttive dello spirito ebraico e quindi ogni discorso sul monoteismo è per me subordinato al discorso principale sulla sovversione ebraica. In altre parole il problema non sono gli ebrei in quanto monoteisti, ma è il monoteismo, in quanto espressione dello spirito ebraico, come lo è anche l'ateismo, l'internazionalismo, il trascendentismo ecc. Quindi a mio parere non si possono mettere i monoteismo tutti sullo stesso piano (ammesso tra l'altro che definire monoteismo il cattolicesimo sia esatto: esatto non è, perché è quantomeno incompleto e dunque fuorviante) perché gli ebrei sono all'origine del monoteismo mentre gli altri sono comunque dei convertiti, che oltretutto hanno rielaborato, sia pure in parte, i concetti ebraici di base.
Veniamo ai singoli punti (la numerazione, 1) 2) 3) 4) 5), corrisponde ai cinque scaglioni, non numerati ma divisi per spazi, in cui è divisa la tua replica):
1) La questione non è tanto la dicotomia fra mosaismo e talmudismo, che è importantissima a livello teologico, ma di fatto del tutto astratta e senza riflessi significativi sulle forme cultuali e spirituali storicamente date. Infatti sono sicuro che gli ebrei precristiani, che la teologia cattolica difende per ragioni dottrinali e di magistero, né potrebbe fare diversamente, fossero in tutto simili agli ebrei talmudisti postcristiani: altrettanto abbietti e portatori di distruzione materiale e spirituale.
La dicotomia vera è fra cristianesimo storico, istituzionale e popolare da una parte ed ebraismo (mosaico o talmudico che sia) e cristianesimo originario (ripreso dalle varie sette protestanti) dall'altro. E non c'è dubbio, a mio parere, che in questo senso le differenze sono profondissime.
Sul piano teologico e filosofico: gli ebrei non hanno mai elaborato una vera filosofia né una metafisica e hanno solo postulato un monoteismo trascendentista assoluto e non ulteriormente definito. la teologia cattolica di contro si basa sul platonismo già dal Vangelo di San Giovanni per tutta la patristica e poi si costruisce letteralmente su Aristotele con la scolastica, fino alla grandiosa sintesi di S. Tommaso d'Aquino, in cui di Mosè o della mistica enbraica c'è poco o nulla.
Sul piano storico e politico in sé: non nego che il cristianesimo all'inizio abbia indebolito l'Impero Romano e abbia contribuito alla sua decadenza e questo è un fatto. Però in seguito sono stati i vescovi e le strutture ecclesiastiche a rappresentare un baluardo e una continuità delle istituzioni politiche e sociali romane, durante i regni romano-barbarici fino a Carlomagno. E in seguito, almeno fino al Rinascimento, ogni recupero della tradizione politica e ideale romana (il Sacro Romano Impero, carolingio e franco prima, germanico poi) è passato attraverso il cristianesimo e il papato. Che poi i Papi siano andati oltre e abbiano abusato è verissimo ed è il motivo per cui mi considero orgogliosamente (il mio carissimo amico Guelfo Nero non me ne vorrà) un ghibellino e un federiciano, d'altronde da pugliese non potrei fare diversamente. Il ghibellinismo comunque non era un'idea anticristiana, ma si limitava a stabilire dei diversi rapporti fra Impero e Papato. Finita quella fase poi ci è voluta la Chiesa a contenere il neo-ebraismo propugnato da Lutero e il talmudismo ammantato di cristianesimo difeso da Calvino con le sue ramificazioni, e a restare come baluardo dellca classicità, come ben rilevò Nietzsche, parlando della Chiesa rinascimentale, tanto esecrata dai vari moralisti protestanti, laicisti, postconciliari, modernisti ecc. e da tutti i denigratori della cultura e del bello.
In ambito ortodosso, con tutte le differenze del caso, dovute alla peculiarità della tradizione ellenistico-alessandrina (di cui quella bizantina è figlia) e slava, si può fare un discorso sostanzialmente analogo.
Sul piano della pratica cultuale, della pietas popolare e della spiritualità, e qui viene quello che è forse l'elemento fondamentale: anche se nominalmente il cattolicesimo deriva dall'ebraismo ed è estraneo alla tradizione pagana, in realtà, sul piano fattuale, antropologico e cultuale, è vero esattamente il contrario. A parte che dottrinalmente il cristianesimo è un monoteismo trinitatrio, quindi lascia spazio a un pluralismo che non è ammesso ed è considerato eretico, politeistico e idolatra da ebrei e mussulmani, ma al di là di questo, che, lo ammetto è un po' pochino c'è un dato più profondo che pervade la religiosità sia istituzionale che, a maggior ragione popolare. Ed è il culto dei Santi, delle Madonne, delle immagini, delle statue, dei santuari, sono le processioni, i pellegrinaggi, i rosari e tutta la multiforme pietas popolare. Sai sicuramente meglio di me come per la sensibilità popolare, ancora fino a una o due generazioni fa e, anche se più marginalmente, ancor oggi, tali forme cultuali si sovrappongono e scavalcano il cattolicesimo dottrinario puro, tanto che se da un punto di vista dottrinale sarebbe impensabile subordinare Dio ai Santi o alla Vergine, questo poi nella sensibilità popolare comune è avvenuto per secoli, anche se spesso non consapevolmente e scientemente. Il Dio astratto, non raffigurabile e non definibile dei giudei veniva infatti sommerso dal culto per una varietà infinita di santi e di culti locali, spesso conforti sfumature magiche, che configura un tipo di religiosità sostanzialmente pagana, basata sulla suggestione del visibile e dell'immagine, della numinosità coi suoi attributi magici, sulla complessità e ricchezza evocativa di universi simbolici e archetipici, cui tali culti rimandavano, sulla suggestione mitologica e favolistica che emerge nell'agiografia popolare.
Tale religiosità affonda ovviamente le radici in forme cultuali e sensibilità precristiane, che sono molto antiche e possono essere fatte risalire in misura limitata al paganesimo olimpico di origine indoeuropea, ma sono da ricollegare in larga misura a forme antichissime di culto preindoeuropeo, che sono sempre rimaste sopite, ma sono periodicamente riemerse, un po' in tutta Europa e non solo, con tutte le differenze e articolazioni locali.
Di fronte a tali fenomeni la Chiesa istituzionale reagì reprimendo quelli che considerava abusi eccessivi, ma mantenne complessivamente un atteggiamento molto di manica larga e, tutto sommato, contribuì non poco a incrementare e legittimare queste forume cultuali, donde l'insofferenza protestante per la pietas cattolica e per tutte le forme esteriori in cui si esrpime la liturgia e il culto cattolico.
Tutto ciò è assolutamente fondamentale ogni volta che si fa un discorso sulla Chiesa Cattolica e sul cattolicesimo in sé, come fenomeno religioso, storico, antropologico e spirituale e prescindere da questo dato, nella sua variegata e multiforme complessità e ricchezza, impedisce di cogliere gran parte dell'essenza del cattolicesimo stesso e di fraintenderne la natura. Anche qui il discorso si può e si deve estendere pienamente alle chiese orientali, pur con tutte le differenze del caso.
Infine, importantissimo, anzi, dire decisivo, c'è il piano artistico, peraltro strettamente connesso agli altri. L'arte quasi sempre esprime la cifra fondamentale di una civiltà ed è attraverso di essa che si leggono i suoi attributi fondamentali. Ora, conosci meglio di me l'avversione invincibile per l'arte che ha il monoteismo giudaico, dalle origini fino a tutta la storia talmudica e contemporanea. Avversione che si esprime nel rifiuto e nel divieto esplicito di ogni forma di raffigurazione (come per gli islamici) e nell'estrema povertà di ogni altra forma artistica. Lo stesso tempio ebraico fu realizzato da maestranze fenicie secondo canoni architettonici egizi e stendiamo un velo pietoso sul valore letterario della Bibbia, di cui quel poco di esteticamente interessante, come alcuni salmi, è dovuto all'influenza babilonese o omunque delle culture circostanti.
Ora, come sai in Italia è concentrato più della metà del patrimonio artistico mondiale, ciò significa che è escluso dal computo tutto ciò che di italiano (ed è un mare di cose) si trova nei musei e nelle collezioni del resto del mondo. Ciò significa che l'Italia ha espresso il grosso dell'arte mondiale, tanto che Italia e arte, bellezza, creazione e genio estetico sono tutt'uno. Ora, la stragrande maggioranza di questo immenso patrimonio (ovviamente c'è anche una componente classica in senso stretto, ma purtroppo di quella non ci è restato molto) è arte cristiana. Ma che si ispira direttamente all'arte classica tanto da esserne la continuatrice. Paleocristiano, romanico, rinascimento, neoclassico ne sono espressioni dirette e, anche se insieme ad altre influenze, anche gotico e barocco ne risentono. La questione dell'arte è fondamentale: nessuno che si senta profondamente figlio della stirpe italica e che abbia un culto per il suo genio spirituale e morale può guardare gli affreschi della Cappella Sistina, quelli di Giotto, i quadri di Caravaggio, le splendide cattedrali, i castelli, i borghi medievali, le cappelle, le edicole, le torri, le abbazie, le tele e gli affreschi delle chiese e dei palazzi, le statue, le fontane, i chiostri, i palazzi ducali, le mura, le porte, le cascine, le masserie fortificate, senza commuoversi e sentire tali realizzazione come espressioni del genio di un popolo superiore, di cui egli fa parte e che ha illuminato il mondo con la sua civiltà.
Tutto ciò con i primi cristiani (molti essi stressi di razza giudea) che distruggevano i templi e le statue non ha nessuna parentela, perché a partire dalla cesura rappresentata da Costantino (che ha sì cristianizzato Roma, ma ha anche romanizzato il cristianesimo) in Italia si ricomincia a creare incessantemente, già dalla stessa basilica costantiniana.
Anche in questo caso per tornare al brutto e al deserto culturale c'è voluto il protestantesimo, che ha ereditato dallebraismo l'avversione per la raffigurazione e per l'arte in genere e infatti le chiese protestanti, tranne le cattedrali gotiche nate come cattoliche, sono una più brutta dell'altra. La degenerazione artistica moderna, che ha deturpato il mondo coi suoi mostri, deriva direttamente dalla miseria estetica protestante e dall'arte degenerata ebraica, che ovviamente hanno condizionato anche il mondo cattolico (molto meno quello ortodosso: là si fanno ancora chiese belle con le cupole, si dipingono ancora icone ecc.).
Alla luce dei quattro piani che ho analizzato, quello filosofico, quello politico, quello cultuale e rituale e quello artistico, mi pare si possa affermare che gli elementi greco-romani e italici, come anche quelli preindoeuropei comunque autoctoni, hanno permeato così profondamente il cattolicesimo che, se è vero che non si può negare la sua origine giudaica, affermare che esso sia un fenomeno giudaico o che la sua religiosità e teologia è una sfumatura di quella giudaica rappresenta una forzatura enorme.
2) Per quanto riguarda l'esclusivismo monoteistico come base dell'antigiudaismo cattolico:
E' vero ciò che dici, anche se va comunque ridimensionato alla luce di quello che ho detto prima, però bisogna essere pragmatici. Se paganesimo classico significa tolleranza e remissività verso gli ebrei ed esclusivismo monoteista significa intolleranza e repressione, ben venga l'esclusivismo: lo useremo come strumento e ce ne libereremo al momento opportuno. Bisogna ritorcere le armi degli ebrei contro di loro ed è quello che il cristianesimo (ma in una certa misura anche l'Islam o il comunismo) ha fatto. L'estremo pluralismo e la tolleranza del mondo antico ha lasciato mano libera agli ebrei ed ha aperto la strada proprio al cristianesimo che tu tanto (e in linea di principio a ragione) deprechi. Mentre le società cristiane hanno contenuto fortemente i giudei (anche se, alla luce degliesiti successivi, non abbastanza) e quindi, se così facendo hanno difeso un monotesimo diverso, ma comunque sempre di origine ebraica, hanno anche difeso l'Europa da una ebraicizzazione ulteriore e molto più profonda, salvando tanti elementi della tradizione europea precristiana.
Se poi ha prevalso lo spirito ebraico, di cui il mondo moderno è l'espressione, è sì perché comunque anche nel monoteismo cristiano in genere i germi distruttori figli dell'ebraicità in una certa misura erano presenti, ma soprattutto perché alla fine ha prevalso un cristianesimo anticattolico e vicino alle origini, quale è quello protestante. E la matrice germanica e nordica del protestantesimo (come dell'attuale mondialismo anglosassone, che ne è la filiazione diretta) dimostra la profondissima affinità antropologica e spirituale dell'uomo germanico (che è non tanto il tedesco, quanto l'anglosassone) con l'ebreo. Infatti non altrimenti si spiega che l'elemento originario ebraico più puro, rimasto sopito e represso per secoli da una Chiesa e da una società che respingevano gli ebrei e avevano relegato la teologia mosaica a un aspetto poco più che marginale di una grandiosa costruzione filosofica platonica e aristotelica, sia riemerso tutto di un botto rigiudaizzando mezza Europa e portando di nuovo gli ebrei alla ribalta ovunque. Illuminismo, Rivoluzione Francese, liberalismo capitalismo, marxismo sono tutte conseguenze ulteriori della rivoluzione protestante, cioè della rigiudaizzazione del cristianesimo e del recupero della tradizione veterotestamentaria, condita in più di talmudismo e cabbala. In tutto ciò, con buona pace di tanta pubblicistica cattolica tradizionale, la gnosi, i catari, i templari c'entrano fino a un certo punto, perché c'è un rapporto diretto fra Mosè e Lutero, passando attraverso i farisei, il Talmud e tutto l'ebraismo postcristiano e scavalcando quasi a piè pari la storia cristiana intermedia.
Il pragmatismo è un assunto fondamentale di ogni linea di azione, tantevvero che se io da una parte disprezzo l'Islam, in quanto anch'esso derivazione diretta, e molto più diretta, del monoteismo ebraico, e a maggior ragione disprezzo l'integralismo islamico contemporaneo, che diversamente da tanto islam storico, recupera gli aspetti più esclusivisti, trascendentisti e barbari dell'Islam originario , laddove tale integralismo può essermi utile per combattere nemici peggiori, non ho nessuna esitazione a prenderne le parti, ben consapevole ovviamente che si tratta di una mera alleanza tattica. Perché a mio avviso non schierarsi dalla parte del cattolicesimo integrale in funzione antiebraica, antiamericana, antiliberale e antimarxista, cioè dalla parte di un ambiente tra l'altro fatto in grandissima parte di camerati, che condividono con un fascista pagano il 90% delle idee, a maggior ragione per ciò che riguarda l'ambito contingente e politico (ma non solo) è una scelta altrettanto stolta di quella fatta da colui il quale si rifiuta di dare la propria solidarietà ai Palestinesi, al regime iraniano o ai resistenti iracheni, per il fatto che sono islamici o a Ping Jong Il per il fatto che è un comunista. Esiste una gerarchia dei nemici e ci sono situazioni in cui bisogna prendere partito in modo netto, per combattere contro il nemico peggiore il più esiziale, che poi è sempre o quasi sempre l'ebreo. Si penserà in seguito a saldari gli altri conti.
Sulla questione del complottismo, stesso discorso: se la pubblicistica cattolica, pur con alcuni suoi inevitabili limiti, è stata decisiva nel fare luce sulle modalità con le quali si è compiuta la lenta e inesorabile azione ebraica di erosione e distruzione della nostra civiltà e dei nostri valori, tanto di cappello di fronte agli autori cattolici, all'enorme messe di documentazione che hanno raccolto, studiato e pubblicato e ai nessi che hanno pazientemente e competentemente individuato: leggiamo i loro libri, pur con tutte le cautele teoriche del caso, e traiamone profitto!
Tra l'altro spesso in certi ambienti (te lo dico in virtù anche di uan conoscenza diretta e personale) è spesso molto difficile distinguere in che misura l'antigiudaismo e l'adesione o la simpatia verso il fascismo derivano dal cattolicesimo e in che misura avviene il contrario. Se infatti tanti fascisti, alcuni dei quali neopagani fino a quel momento, sono diventati cattolici tradizionalisti, è perché, anche se magari non lo ammettono e a volte non ne sono neanche consci, sentono (tu diresti a torto, ma comunque, a torto o no, secondo me no, è significativo sé che accada) il cattolicesimo integrale come la strada migliore per vivere e realizzare i propri ideali politici, cosa che tra l'altro viene spesso loro addebitata polemicamente dai cattolici modernisti, a volte fondatamente a volte no.
Se poi tu mi dici che il ruolo degli ebrei, al di là della questione dell'antigiudaismo cattolico, è in sè da ridimensionare, ti do ragione se ti riferisci al complottismo ingenuo, diretto, quello per cui se c'è un terremoto in Iran ci sono stati sicuramente degli agenti del Mossad che da qualche parte sottoterra azionavano una terribile macchina segreta capace di provocare i terremoti, complottismo nel quale tanti camerati tradizionalisti cattolici e camerati non cattolici fanno a gara, ti do pienamente ragione. Se in senso più generale però vuoi ridimensionare il ruolo degli ebrei e dello spirito ebraico nella distruzione della nostra civiltà e nell'edifiazione dell'internazionalismo materialista e nichilista, qui non mi trovi, perché come sai per me l'ebraicità è un'entità metastorica e metafisica - di cui l'aspetto razziale, religioso, politico ecc. non sono che addentellati - esplicativa dello stesso divenire umano, nel suo polo negativo e distruttore. Questo per me è non un punto cardine, ma IL punto cardine e ogni altra discussione e considerazione è ad esso subordinata e consequenziale.
3) Non ti sto esortando a socializzare con i forumisti di "Tradizione Cattolica" né a diventare intrinseco e assiduo con essi o col loro ambiente. Ognuno ha le sue preferenze, simpatie e antipatie, ci mancherebbe. In realtà però in parte già lo fai, perché discuti con meche mi sento integrato e appartenente a quel forum quanto in questo e spesso anche di più. Poiché è vero che in sé, da un punto di vista teorico e ideale io sono più un fascista che un cattolico, perché per me la religione è comunque un'espressione dello spirito nazionale ed è una componente della sostanza spirituale di cui la nazione è espressione immanente, anzi, con cui essa ontologicamente coincide, perché per me l'italianità è l'essenza di tutto ciò che mi definisce e coincide ontologicamente con ogni mia idealità e spiritualità, per cui la religione è sì un dato spirituale, ma in quanto emanazione dello spirito nazionale. Però è anche vero che in pratica mentre in questo forum si è lasciato spazio agli strepiti scomposti di ogni feccia e ogni sottospecie di fauna telematica, andando molto al di là della legittima apertura verso il pluralismo e l'arricchimento derivante dagli stimoli esterni e dall'articolazione delle voci e delle posizioni e lasciando campo libero a liberali, comunisti, filoamericani, filosionisti, malati mentali e gente entrata solo per disturbare, provocare, ingiuriare, offendere gratuitamente, vilipendere i nostri valori e insultare la nostra sensibilità e le nostre idee.
Non era questo ciò a cui pensava Mussolini quando diceva che bisogna lasciare spazio a un legittimo pluralismo di voci (e tutta la sua azione in merito lo dimostra), perché quando dalla libertà si trascende nella licenza, dal dibattito nell'insulsaggine e nella volgarità, allora ci vuole il manganello.
La libertà, intesa nel senso più alto e autentico, si invera solo nell'ordine, che è un valore fondamentale e deve informare ogni società e ogni amito del vivere.
A questo punto consentimi di dire che preferisco certi eccessi di censura di T.C., che è una censura ferma ma sempre garbata, coerente e mirata a certi eccessi di anarchia che si sono verificati qui dentro e che - fatta salva la buona fede e gli sforzi, cui va comunque reso merito, dei moderatori, i quali si sono trovati nel difficile compito di tentare di mantenere un equilibrio - a mio avviso non trovano nessuna giustificazione o senso.
Che poi i monoteismo abbiano spesso impoverito la cultura a causa del loro esclusivismo, è verissimo. Ma è anche vero che viene spesso sopravvalutata l'azione repressiva e censoria della Chiesa, che per molti secoli, sicuramente fino alla Controriforma ma in larga misura anche dopo, ha lasciato amplissimi margini alle più variegate forme di dibattito filosofico, culturale e scientifico. Non è un caso infatti se la scienza moderna col suo metodo è nata in Italia (come quasi tutto peraltro) e non in Germania o nella Ginevra di Calvino, il quale, se Galileo fu costretto dalla Chiesa ad abiurare e solo rispetto ad alcune sue specifiche e circoscritte affermazioni, non esitò un attimo a condannare al rogo Michele Serveto, così come fecero tanti tribunali protestanti in tanta parte d'Europa e anche in America con tanti che espressero opinioni, per dir così, dissonanti.
Sui popoli desertici, la "scelleratissima gens", sugli "alii inquietiores vobis", sulla cronica, endemica, irriducibile agitazione, violenza, inclinazione alla sommossa e alla sedizione ebraica, con me sfondi una porta aperta. Bene avrebbero fatto gli imperatori romani (che spesso ahimé privilegiarono i giudei e dettero loro grandi libertà e autonomie) a sterminare quel popolo fino all'ultimo uomo finché erano ancora in tempo e a cancellarne ovunque ogni ricordo e vestigio. Ma, ahimé, lo stesso Giuliano l'Apostata, che tu elogi come un eroe isolato della rinascita della tradizione pagana, riaprì le sinagoghe chiuse dai cristiani e protese i giudei. Mi spiace, ma se la tolleranza religiosa implica la tolleranza anche verso chi è pronto a distruggere quelle altrui di religioni, allora essa è pura idiozia e preferisco la repressione.
D'altronde l'idea di empietà esiste anche preso i Romani e i Greci e ciò che viene tollerato sono le divinità degli altri popoli, ma non le offese alle proprio e allo Stato, che per gli antichi, come sai meglio di me, è un'entità sacrale oltre che materiale. Appena i giudei manifestarono la loro indole e le loro tendenze, bisognava spazzarli via senza pietà. Non si fece e, ahimé, ne paghiamo le conseguenze.
4) Semplice: combatti il nemico con le sue stessi armi. Dopo puoi anche liberarti di quelle armi, ma non prima, non fino a quando possono essere utili.
Noi fascisti dobbiamo smetterla una volta per tutte di fare i signori. Di fare quelli che non si abbassano allo stesso piano del nemico e si rifiutano di imitarne i metodi, come ben insegnava lo stesso Führer, che faceva persino i manifesti di colore rosso, per attirare l'attenzione come facevano i comunisti. Noi dobbiamo essere capaci di diventare figli di puttana, violenti, spietati, sistematici, freddi, a perpretrare ogni tipo di nefandezza pur di sconfiggere i nemici, perché essi non si fanno un centesimo degli scrupoli che ci facciamo noi e se noi non faremo così, lo faranno loro a noi e lo prenderemo in quel posto. Noi siamo eticamente superiori perché perseguiamo fini superiori, ma se il perseguimento di questi fini dev'essere compromesso da mezzi e da scelte tattiche troppo ortodosse e corrette, non ci sto, perché qui non è in gioco una partita a scacchi, ma il destino del mondo! Compromettere un fine superiore è molto più grave eticamente che fare scelte spicciole discutibili o scendere a certi compromessi per evitare di comprometterlo. Se per combattere ebraismo, Islam, cristianesimo (io difendo il cristianesimo storico e istituzionale, ma sono il primo a combattere il cristianesimo nella sua essenza originaria, di derivazione del monoteismo ebraico e lo abbraccio solo nella misura in cui tale essenza è stata compromessa e inficiata dall'evoluzione successiva, cioè dal contatto con la tradizione romana), marxismo ecc. io devo diventare cristiano, islamico, liberale, comunista, io lo faccio e basta, così come, se per fermare un figlio di puttana io devo diventare più figlio di puttana di lui, lo divento.
5) Nelle tue osservazioni conclusive, hai ragione dicendo che è tutta la tradizione monoteistica che dobbiamo superare per tornare alla tradizione italica e greco-romana. Però alle cose si arriva per gradi. Oggi il problema non è il cristianesimo e tanto meno il cattolicesimo, che semmai è un katechon, un argine alla dissoluzione totale. Oggi il problema fondamentale è il nichilismo imposto come Weltanschauung mondiale, la distruzione di ogni residuo di autonomia delle nazioni e dei popoli, il consumismo di massa che cancella ogni capacità critica e autonomia morale, la comunistizzazione di fatto delle nostre società, non nel senso della dittatura del proletariato, forma contingente e superata, ma dell'abolizione di fatto di Patria, Famiglia, Religione, individualità, spiritualità, tutti valori molto più antichi del cristianesimo e presenti informe diverse in ogni società tradizionale da millenni, l'ideologia buonista delle élites postcomuniste che vogliono distruggere le nostre razze col meticciato universale e lo sradicamento totale. Tutte queste belle cose sono i prodotti della volontà di un sistema di potere che è quello ebraico-anglosassone (ma anche ebraico-europeo, perché i burocrati e i banchieri di Bruxelles non sono meglio dei WASP e dei neo-cons americani, cui comunque sono collegati), che è l'esito ultimo di un processo che si può far risalire agli ebrei biblici e mosaici o anche, risalendo ulteriormente, a babilonesi e accadici e a tutte le stirpi semitiche prima degli ebrei, ma il cui percorso storico recente e a cui ci si può riferire direttamente è il protestantesimo da una parte e le conventicole segrete ebaiche che hanno generato la massoneria e le società occulte dall'altra che, fondendosi hanno dato luogo al liberalismo e alla rivoluzione borghese prima e la marxismo poi, dei quali l'attuale mondialismo è l'evoluzione. Se non si capisce che prima di tutto, cioè prima che tutto sia perduto e che i residui della nostra identità vengano dispersi definitivamente e copletamente, che il nemico è questo, si rischia di cadere in una disquisizione erudita culturalmente ineccepibile ma del tutto inutile. Perché è verissimo che se l'Italia e l'Europa non si fossero cristianizzate, non avremmo avuto né protestantesimo, né liberalismo, né marxismo, né società multirazziale, ma è anche vero che, malgrado due millenni di cristianesimo, ancora fino a qualche decennio fa nelle nostre campagne c'erano degli uomini, delle forme di convivenza e di organizzazione e dei modelli antropologici, mitici e magici che, malgrado forti contaminazioni, si apparentavano ancora molto più all'Italia, al Mediterraneo e all'Europa preistorica prima e classica poi che al monoteismo cristiano o alla modernità borghese che stava per eroderli e fagocitarli. Ma purtroppo una grossa pecca dell'area (e non parlo di te, non vorrei fare attribuzioni ingiuste) è il fatto di studiare attentamente e analiticamente i miti romani, greci, oltreché celtici, germanici, le connessioni fra brahmanesimo, mitraismo, zoroastrismo, le analogie fra le struttre omeriche e il trifunzionalismo nel Giappone antico o la mitologia precolombiana, tutte cose che vanno benissimo che interessano anche a me (un po' meno forse i miti celtici e germanici), però nessuno che studi il folclore e le tradizioni popolari, con l'eccezione forse di qualche leghista, che però studia solo quelle del nord, che forse non sono neanche le più interessanti, e che oltretutto le stravolge e reinterpreta a modo suo per leggerci inesistenti e fantasiosi retaggi gallici e longobardi, inficiando quindi il valore della sua indagine etnografica tanto da renderla spesso una caricatura.
Spero di essere stato esaustivo nelle mie risposte, forse anzi lo sono stato un po' troppo:
saluti e grazie per lo sforzo che ti costerà la lettura della mia logorroica replica![]()




che mi sento integrato e appartenente a quel forum quanto in questo e spesso anche di più. Poiché è vero che in sé, da un punto di vista teorico e ideale io sono più un fascista che un cattolico, perché per me la religione è comunque un'espressione dello spirito nazionale ed è una componente della sostanza spirituale di cui la nazione è espressione immanente, anzi, con cui essa ontologicamente coincide, perché per me l'italianità è l'essenza di tutto ciò che mi definisce e coincide ontologicamente con ogni mia idealità e spiritualità, per cui la religione è sì un dato spirituale, ma in quanto emanazione dello spirito nazionale. Però è anche vero che in pratica mentre in questo forum si è lasciato spazio agli strepiti scomposti di ogni feccia e ogni sottospecie di fauna telematica, andando molto al di là della legittima apertura verso il pluralismo e l'arricchimento derivante dagli stimoli esterni e dall'articolazione delle voci e delle posizioni e lasciando campo libero a liberali, comunisti, filoamericani, filosionisti, malati mentali e gente entrata solo per disturbare, provocare, ingiuriare, offendere gratuitamente, vilipendere i nostri valori e insultare la nostra sensibilità e le nostre idee.
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