http://www.liberta.it/asp/default.asp?IDG=511192016&H=
Veronesi: i laici dovrebbero farsi sentire
Lo scienziato sostiene il diritto di scegliere l'eutanasia. I Radicali lo sostengono
--------------------------------------------------------------------------------
ROMA - «Il diritto di morire»: con un titolo che è già un proclama, Umberto Veronesi nel suo ultimo libro difende ancora una volta l'eutanasia volontaria e contesta alla Chiesa cattolica un eccesso di ingerenza nelle scelte degli italiani, soprattutto dei laici.
Ed è proprio «La libertà del laico di fronte alla sofferenza» il sottotitolo del testo dell'oncologo che non vuole essere obbligato ad accettare i dogmi di un credo che non condivide. «Ho l'impressione che il dialogo con i vescovi sia diventato un monologo. Bisogna fermarlo», afferma Veronesi nell'intervista rilasciata ieri a Repubblica. «Mi sembra che la Chiesa voglia condizionare le scelte di un paese che, se devo giudicarlo alla luce dei comportamenti dei suoi abitanti, è a maggioranza non credente, o poco credente».L'ex ministro della Sanità ricorda alla Chiesa di rispettare i confini, contesta la condanna cattolica alla pillola abortiva RU-486, paventa l'intrusione dei vescovi anche nella legge 194 sull'aborto e quindi invita lo stato laico a reagire. Ma soprattutto, lamenta l'esistenza di un limite fondamentale: la totale assenza di confronto e dialogo sul tema dell'eutanasia. E sebbene continui ad essere un tabù, Veronesi al contrario sostiene il «valore dell'eutanasia come richiesta volontaria e cosciente di porre fine alla propria esistenza» e propone il modello olandese (dove l'eutanasia è legale) del quale riconosce la validità e la serietà della procedura. «Credo che il diritto di morire - ha spiegato il professore - faccia parte del corpus fondamentale dei diritti individuali: il diritto di formarsi o non formarsi una famiglia, il diritto alle cure mediche, il diritto a una giustizia uguale per tutti, il diritto all'istruzione, il diritto al lavoro, il diritto alla procreazione responsabile, il diritto all'esercizio di voto. La natura non ha previsto l'immortalità dell'uomo, anzi la morte è uno dei suoi principi». Sul diritto ad una morte dolce si uniscono Daniele Capezzone, segretario dei Radicali, e Francesco Nucara, segretario del Pri. «All'uomo bisogna lasciare la libertà di morire - dichiara Nucara - è un diritto della persona non disponibile neppure allo Stato». Mentre Capezzone denuncia l'eutanasia clandestina: «In Italia c'è già e nasce dalla contrattazione oscena e dolorosa tra medici e pazienti».
Non è dello stesso parere il senatore a vita Francesco Cossiga: «Pur rispettando lo scienziato Veronesi, mi sento totalmente distante dal suo configurare l'eutanasia come un diritto. Ponendoci su questa strada, siccome il diritto dell'individuo porta inevitabilmente a costruire su di esso il diritto della società e quindi anche dello Stato, si arriverà a sostenere che, ove l'individuo non possa decidere da solo la società rappresentata dalla famiglia e dal medico o perfino dal giudice, potrà disporne la morte».
Annalisa D'Aprile




Rispondi Citando
