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Necessari sacerdoti per l’emergente domanda religiosa e il fenomeno della non credenza
Afferma il Cardinale Ruini nella lettera per l’annuale Giornata dei Seminari
ROMA, venerdì, 18 novembre 2005 (ZENIT.org).- Al girono d’oggi si sente sempre più la necessità di sacerdoti capaci di far fronte all'emergente domanda religiosa e al fenomeno della non credenza, afferma il Cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana.
Così scrive il Cardinale Vicario di Roma nella lettera inviata in vista dell’annuale Giornata dei Seminari, in programma per domenica 20 novembre, che si caratterizza come “un invito a ricordare l'importanza e la bellezza della vocazione sacerdotale e l'impegno della comunità diocesana, in tutte le sue espressioni, a favorirne la manifestazione, l'accoglienza e l'accompagnamento”.
Nel suo messaggio, ricordando il Magistero di Benedetto XVI su questo tema, continua poi: “Egli ci esorta a divenire più consapevoli di quanto i sacerdoti siano necessari nella Chiesa e si appella alla nostra responsabilità perché operiamo concordi per la promozione delle vocazioni sacerdotali”.
“I seminari sono indispensabili per consentire ai giovani chiamati di compiere, fin dall’età dell’adolescenza e in un idoneo ambiente comunitario, una personale esperienza di preghiera in un clima di libertà e di sereno impegno nello studio e nel ponderato servizio pastorale”, si legge.
Il Cardinale Ruini ricorda quindi quanto affermato dal Papa nell’incontro a Colonia con i seminaristi durante la Giornata Mondiale delle Gioventù: ‘Il seminario è il tempo di cammino, di ricerca, ma soprattutto di scoperta di Cristo”.
“Infatti – aveva detto il Pontefice –, solo nella misura in cui fa una personale esperienza di Cristo, il giovane può comprendere in verità la sua volontà e quindi la propria vocazione. Più conosci Gesù e più il suo mistero ti attrae; più lo incontri e più sei spinto a cercarlo”.
Nella lettera il Cardinale scrive ancora: “Una seconda finalità educativa di grande importanza, perseguita nel tempo del seminario, è il far crescere la consapevolezza limpida e chiara dell'appartenenza ecclesiale e del riferimento connaturale della vocazione presbiterale alla Chiesa ed all'Eucaristia”.
Allo stesso modo, aggiunge, “il nostro tempo esige sacerdoti capaci di misurarsi con le nuove istanze dell'emergente domanda religiosa, che apre nuove possibilità all'evangelizzazione, e con il fenomeno della non credenza, che indebolisce le ragioni della coscienza morale e rende più difficile l'adesione forte alla fede cristiana”.
Ricordando, successivamente, che da qualche anno la diocesi di Roma è impegnata nella prospettiva della missione permanente, il Cardinale Ruini invita poi le parrocchie ed ogni altra realtà ecclesiale “ad operare secondo tale indirizzo pastorale”.
“La preparazione missionaria dei seminaristi potrà garantire le forze pastorali qualificate per adempiere questo compito nel prossimo futuro”, osserva.
“Cari fedeli, le vocazioni sono un dono del Signore alla Chiesa e la Chiesa sa di non poterne fare a meno – sottolinea il porporato –. Le parrocchie, le famiglie, i sacerdoti, i catechisti hanno il dovere di rivolgere al Signore preghiere insistenti perché conceda molte vocazioni alla nostra diocesi”.
Impegno questo a cui lo stesso Santo Padre aveva esortato, il 6 giugno scorso, nel discorso al Convegno diocesano, quando ha detto che perché le “vocazioni nascano e giungano a maturazione, perché le persone chiamate si mantengano sempre degne della loro vocazione, è decisiva innanzitutto la preghiera, che non deve mai mancare in ciascuna famiglia e comunità cristiana”.
“Sono convinto che l'intera diocesi saprà rispondere con sollecitudine all'invito del Santo Padre, nella certezza che il Signore ascolterà la nostra insistente preghiera”, ha poi concluso.




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