«Restiamo in guerra»
di GLAUCO MAGGI
L'AMERICA È CON BUSH
Una mozione alla Zapatero («La Camera dei Rappresentanti pensa che il dispiegamento delle truppe americane in Iraq debba cessare immediatamente») è stata bocciata per 403 voti a tre. . Una maggioranza schiacciante: un'intera ala (...)(...) del Congresso - Repubblicani e Democratici - ha votato contro il ritiro immediato. L'America non sarà "un sol uomo" al fianco di Bush, ma non lascia il comandante in capo in compagnia dei soli generali. Uno di loro, William Webster, aveva definito la fissazione di un calendario di ritiro «la ricetta per il disastro», e Bush gli ha fatto eco: «Il generale Webster ha ragione. Finché ci sarò io, la strategia in Iraq sarà guidata dal lucido giudizio dei capi militari». Con il pensiero fisso al rinnovo parlamentare di medio termine del 2006, i deputati in carica cercano la posizione ideale per compiacere l'elettorato. E se è vero che la gente, nei sondaggi, ha ridotto al 37% la popolarità del presidente, l'idea di abbandonare al suo destino Bagdad è accarezzata solo dagli estremisti del partito di Clinton: dovendo dire un netto sì o no al proseguimento della missione, la quasi totalità dei Democratici ha votato come i Repubblicani.




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