La bilancia rovesciata Post #1 di 1
Sessant’anni fa a Norimberga prendeva l’avvio una distorsione giuridica senza precedenti
Sessant’anni fa, il 20 novembre 1945, prendeva il via il processo di Norimberga contro i dirigenti civili e militari della Germania superstiti al gran sacrificio dell’Untergang.
Un’innovazione totale nella storia dell’uomo. I vincitori si arrogavano il diritto di processare i vinti per “crimini di guerra”. Da quest’aberrazione giuridica (quale Ius incarnavano i vincitori?) avrebbe preso il via una serie di altri processi ai vinti (allora a Tokyo contro i capi giapponesi, attualmente quello contro il rappresentante legittimo della Serbia, Milosevic, presto un altro contro il legittimo capo di stato iracheno, Saddam).
I vincitori, esponenti di tutte le mafie di potere, di una logica economica e sociale di sfruttamento integrale dell'uomo e dei popoli e frutto di una cultura criminale stile Chicago, si arrogavano il diritto di parlare in nome di un’Autorità giuridica e sacrale universale che non rappresentano se non in modo tacito ed ineffabile. E in tal caso tratterebbesi di autorità contraffatta e controiniziatica.
Lo stile di quei processi, le cui sentenze sono già note in partenza, è emblematico. I vincitori accusano i vinti di una serie infinita di crimini. Spesso i vinti sono innocenti di quei crimini, cosa che non può dirsi invece dei vincitori.
In quel rituale di sacrificio umano, una cupola cinica ed affarista ha ritenuto e ritiene di potersi legittimare come espressione gerarchica del mondo.
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