Due riflessioni a margine di una lunga e bella chiacchierata telefonica con l'amico Arsenio.
Apprezzo molto il chiarimento che c'è stato tra noi. E parlarci di persona è servito a chiarire molte cose che purtroppo, la dinamica di una dialettica epistolare, pergiunta su un forum pubblico, lascia un po' alla libera interpretazione.
Abbiamo gli stessi obiettivi, lo stesso entusiasmo, la stessa passione, lo stesso impegno. Entrambi stiamo lavorando concretamente, ed è' importante sapere che ciascuno sta facendo la propria parte, in modo fattivo.
Ma posto che l'obiettivo comune è e resta la salvezza dei repubblicani, abbiamo due modi molto diversi di contribuire a realizzarlo.
Arsenio incarna l'idea, diffusa, che i piccoli partiti sono giocoforza legati alla politica e alla sorte dei propri leader, e che bisogna pertanto dare a Luciana Sbarbati tutto il sostegno e tutta la forza necessaria per tenerci a galla. Accettandone pregi e difetti, limiti e rischi. E crede che questo possa e debba passare anche per un rinnovamento della militanza, e per la proposta di nuovi contenuti, oggi comunque assenti.
E' una strada per certi aspetti insidiosa, ma sicuramente chiara e lineare.
Io parto invece dall'idea che l'universo repubblicano è qualcosa che va anche oltre il MRE, e che comprende tutta la realtà a noi vicina. Una realtà che, non albergando nel movimento, finisce per fargli concorrenza e tarpargli le ali. E la strada che ho scelto, è stata quella dell'incontro tra il MRE e queste realtà.
E' una strada su cui ho speso tutto ciò che potevo, mettendo in gioco la mia passione e il mio impegno. Ma si è rivelata impossibile, ed è stata percepita come un ostacolo. Sia perché nel MRE non c'è la volontà di rimettersi in discussione per accogliere tutta la diaspora, sia perché queste realtà sono tra loro frammentate, e si portano dietro un groviglio di interessi e di questioni irrisolte davvero complesso. Però sono realtà che esistono, e che continuano a smistare il voto repubblicano in molteplici direzioni.
Ora, continuare a lavorare dentro al MRE per una riunificazione è un'opera vana, controproducente e frustrante.
La riflessione che personalmente dovrò fare sarà la seguente:
o si resta nel MRE per dargli forza, nel senso che dice Arsenio; o si esce dal MRE e si lavora insieme a chi vuol riunire, fuori dal movimento, la restante diaspora. Che è un modo per fare crescere e tenere insieme l'altro mondo repubblicano.
La via di mezzo seguita fin qui non è più praticabile.




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