Quindi, seguendo quanto scrivi, tu contesteresti l'esistenza di un'identità italiana basantesi su apporti culturali differenti, un po' come tutte le identità, ma che ha il suo fondamento proprio nella cultura latino-romana, giusto?Testo originale scritto da HIROSHI SHIBA
Il termine Padania in realtà è contestabile sotto molti punti di vista, ma ciò che è certo è che Il nord italia, da ovest ad est appartiene ad un mondo mitteleuropeo o proprio dell'europa centrale : austro asburgico per il nordest, e Franco svizzero per il nord ovest. Di certo NON mediterraneo-Romana.
Inoltre, sempre seguendo il tuo ragionamento, la tua cultura - 'tua' nell'accezione regionale, piemontese se non sbaglio - non è secondo te romana, indi, per dirla con Mazzini, italiana, ma piuttosto 'franco-svizzera'. Giusto anche qui?
Curioso.Se per Italia intendiamo un paese mediterraneo (di origini greche e latine), allora non è il mio paese.
Innanzitutto bisognerebbe evitare di assimilare proditoriamente greci e latini, soprattutto se da un punto di vista culturale e storico, per poi farne un minestrone grazie al collante 'mediterraneo'.
La realtà dei fatti è che la mediterranea cultura greca ha improntanto di se buona parte delle culture europee, almeno delle migliori - questo c'è da dirlo -, finanche e soprattutto quella tedesco-germanica di questi ultimi tre secoli che tantissimo ha dato a tutti noi. Quindi, culturalmente parlando, se troviamo la Grecia antica perfino sul Reno non capisco perché non sia possibile ravvisarla sul Po.
Parlare di Latini è poi tutt'altro paio di maniche, perché con il termine latini possiamo genericamente definire i romani antichi, ossia gli antenati degli italiani moderni; e questo è lo stesso significato che gli veniva attribuito durante il Ventennio. Sarei allora davvero curioso di leggere i tuoi convincenti argomenti atti a negare la romanità, culturale e, oibò, etnica, del nord-ovest italiano.
Mai stato ad Aosta (Augusta Praetoria)?
Dov'è tutta questa cultura franco-svizzera-celto-ligure-longobarda di cui parli (le famose identità leghiste del "celtico trattino qualcos'altro" (se ne rideva giusto l'altro giorno con Satyricon))? Io quando penso al Piemonte mi sovvengono tutta una sfilza di personaggi che hanno radici culturali ben chiare ed identificabili: Cesare Pavese, Beppe Fenoglio, Silvio Pellico, Vincenzo Gioberti, Massimo d'Azeglio, Camillo Benso di Cavour et cetera.
Appare evidente che i territori di confine tra stati differenti tendano per naturale evoluzione storica ad acquisire apporti da ambo i lati della barricata, ma ritengo perlomeno grottesco dichiarare che il Piemonte è più franco (celta) che italiano (romano), soprattutto andando a vedere il ruolo assolutamente preminente avuto dai Piemontesi nel processo di riunificazione nazionale.Quando penso ai popoli che hanno fatto la mia terra io penso ai Celto-Liguri, ai franchi ai Longobardi e infine ai francesi ("Savoia" deriva del francese Savoiy)
Sui Liguri, popolo italico importantissimo e necessario di valorizzazione, specie a fronte delle generica celtizzazione di tutto quanto c'è stato a nord del Po a cui abbiamo avuto modo di assistere da alcuni anni a questa parte. Ma prendere i Liguri, di cui si conserva un sicuro substrato etnico tra Liguria, Toscana e Piemonte, ma non solo - anche Lazio e Sicilia, ma se vuoi se ne può riparlare la prossima volta - può significare ben poco da un punto di vista culturale, anche perché questi furono quasi tutti assorbiti nell'ecumene romana entro il primo secolo avanti Cristo. Così, come Tito Livio era romano prima che veneto, e anche Virgilio romano prima che lombardo, tanti furono sicuramente i liguri che diedero lustro alla cultura romana che era divenuta anche la loro.
Romani quindi, ossia italiani delle origini, perché senza Roma non potrebbe oggigiorno nemmeno esistere l'Italia.
Le radici culturali dell'Italia sono chiare e incancellabili, nonostante leghisti e sfascisti vari ci stiano disperatamente provando.
Quando io parlo di cultura italiana, parlo di Dante Alighieri (toscano), di Virgilio (lombardo), di Torquato Tasso (campano), di Giacomo Leopardi (marchigiano), di Guido Guinizelli (emiliano), di Gabriele D'Annunzio (abruzzese), di Luigi Pirandello (siciliano), di Giovanni Pascoli (romagnolo), di Italo Svevo (friuliano), di Fortunato Depero (trentino), di Tito Livio (veneto), di Cesare Pavese (piemontese) et cetera.
Queste sono le radici culturali degli italiani, e cosa contrapponi tu a queste? Quali gli apporti celticitrattinoqualcosa?
Sui Longobardi, popolo interessantissimo specie per noi italiani, se vuoi ne possiamo parlare; e vedrai che erano ben altro da quello che la propaganda 'localista' ci vorrebbe spacciare. Stesso discorso per la dinastia dei Savoia, per tramite dei quali noi abbiamo oggigiorno nuovamente una Patria, e sui quali sarebbe opportuno discernere il vero dal falso che la propaganda di questi ultimi decenni ci ha portato a credere. Ma purtroppo, da parte nostra, dopo l'8 di settembre il nostro comportamento nei loro confronti non poteva che mutare.
Sordi era un comico che ben rappresentò l'italiano moderno, di questo non gliene si può certo fare una colpa.Anni fa morì il grande attore Alberto Sordi e molti dissero che era il simbolo di tutti gli italiani : ne io, ne NESSUN ALTRO del NORD (come me) , anche gente che non era affatto leghista accettò il confronto. E non per via della mediocrità borghese che incarnò per tutta la carriera, ma perchè fa parte di quella romanità che non fa parte di me ne di nessun altro qui al nord. Questo posso giurarlo.
Che poi televisione e giornali abbiano calcato troppo la mano sulla glorificazione di quello che a conti fatti era solamente un guitto non ci deve portare fuori strada. Infatti il tuo è il tipo di discorso che mi aspetterei fosse fatto da un leghista.
Comunque Alberto Sordi secondo me ha rappresentato perfettamente l'italiano moderno: furbo, arrivista, arruffone, falso, profittatore; questo tipo umano lo trovi da Gela a Bolzano. Evitiamo quindi di usare a sproposito il termine 'romano', che ha ben altra valenza ed importanza.
Comunque quello che è successo ai funerali di Sordi mi ha dato da pensare. Un tempo si commemoravano gli eroi e i patrioti, mentre oggi questi riposano dimenticati e si fanno le sfilate nazionali per i divi della televisione...
Questo è tutto, attendo le tue risposte.
Trovo comunque interessante e peculiare questa abitudine ormai invalsa, che come in un grande gioco di carte porta ognuno di noi a selezionarsi gli antenati che fanno comodo, scartando invece quelli che non rientrano nella propria, ristretta, visione del mondo.
Saluti.
ps - per venexian, riguardo la Serenissima non credo ci sia bisogno di aggiungere nulla, visto che questa, perlomeno fino alle perversioni li(e)ghiste attuali, è sempre stata l'avamposto e il baluardo della romanità nel nord-est italiano. Anche culturalmente c'è veramente poco da aggiungere a una regione che sfornava figure come Antonio Canova - che non scolpiva certo statue di guerrieri celti- o Ugo Foscolo, le cui opere abbiamo tutti ben presenti.
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