Straordinaria ammissione di un Castro sconosolato!!!
Che sia di lezione ai comu che anche quì sognano il comunismo:
L'AVANA - Un giro di vite contro i "nuovi ricchi", cioè contro coloro che, negli ultimi anni, si sono arricchiti con metodi che nulla hanno a che spartire con l'ortodossia socialista: è questo l'annuncio fatto da Fidel Castro, nel corso di un lungo discorso (quasi sei ore) all'Università dell'Avana.
Il presidente ha svolto una vera e propria requisitoria - oltre che contro i nemici esterni, Stati Uniti in testa - nei confronti di coloro che, a Cuba, accrescono i loro guadagni "giocando" nelle vaste zone d'ombra loro concesse dal sistema e, in questo modo, rendendo più povere le casse di uno stato alle prese quotidianamente con una gravissima crisi economica, conseguenza soprattutto dell'embargo.
Per Castro la Cuba di oggi è un paese che ha dimenticato le basi della rivoluzione, facendo invece prosperare una serie di attività illecite che, ha detto, non sembrano avere limite. A Cuba si ruba ovunque, ha tuonato rivolto agli studenti e ai suoi collaboratori: dagli alberghi, ai porti, ai magazzini delle merci acquistabili solo con moneta straniera. "Quanti modi di rubare esistono nel paese?", si è chiesto provocatoriamente il Lider Maximo.
È il caos, ha gridato Castro, che ha annunciato una guerra durissima "ai vizi, agli sbandamenti, al furto". Una guerra in cui non si darà "tregua a nessuno", ha assicurato Castro, sottolineando il "grande errore" di coloro che hanno creduto che con "metodi capitalisti" si può "costruire il socialismo". Il compito di vegliare sul "nuovo corso" non potrà avere come "guardiano" che la rivoluzione, cui spetterà "stabilire i controlli che saranno necessari".
Castro, peraltro, ha annunciato per la prima volta la fine prossima della "libreta", la tessera grazie alla quale i cubani possono acquistare a prezzi politici i generi di prima necessità. La "libreta" è stata istituita nel 1962 e, per la maggioranza dei cubani - il cui salario medio è pari all'equivalente di 15 dollari al mese -, è il solo modo per potere sopravvivere. I cubani ora pensano che una delle prossime mosse del regime (Castro non l'ha smentita) possa essere la rivalutazione del peso.


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