A 14 anni fu violentata da un individuo che se la cavò con tre anni di galera. Uscito dal carcere, costui ha ripreso a perseguitarla. Lei si è rivolta ai carabinieri. L'aguzzino le ha chiesto di ritirare la denuncia. Lei si è rifiutata. Oggi, 11 anni dopo lo stupro, il suo violentatore l'ha ammazzata. Una coltellata, nel parcheggio vicino alla fabbrica in cui la poveretta lavorava.
Domanda: chi ha armato la mano dell'assassino? Chi ha fatto in modo che costui riprendesse tranquillamente la sua esistenza, come se nulla avesse fatto? Chi gli ha dato la possibilità di continuare a importunare la sua vittima?
Dipendesse da me, un tipo del genere lo condannerei a morte. Ma per carità. La condanna a morte è barbarie. Scherziamo? Intanto una povera donna, che più volte aveva avvertito la Giustizia di essere perseguitata, è stata massacrata.
Se voi foste i genitori di questa ragazza, che cosa fareste al suo aguzzino? Che cosa fareste a quei giudici che hanno protetto la sua libertà? E che fareste a quei preti che parlano di "disegno imperscrutabile di Nostro Signore"? Non credete che Dio, almeno nella circostanza, si sia alquanto distratto?
Ciao
Elios
http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...diobiella.html




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