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    Wink Il nucleare? Se ne riparla tra vent'anni

    Prodi: "Io militante di Kyoto. Spazio ai pannelli solari"

    Il candidato dell'Unione anticipa il suo programma a Legambiente: "Risparmio energetico e tanto solare. Il nucleare? Se ne riparla tra vent'anni". E ribadisce la fedeltà al protocollo internazionale di VALERIO GUALERZI



    Romano Prodi
    ROMA - Un pannello solare sopra ogni tetto di capannone industriale della pianura Padana. L'idea, a metà tra sogno e programma di governo, è di Romano Prodi. "Avessi avuto più tempo li avrei fatti mettere anche sulla Fabbrica del Programma di Bologna, è un vecchio stabilimento come ce ne sono tanti sparsi per tutta la Penisola", ha spiegato il Professore intervenendo a "Kyoto chiama Italia", la tavola rotonda organizzata da Legambiente su fonti rinnovabili, efficienza e risparmio energetici.

    Un strano contesto, l'incontro usato da Prodi per anticipare alcuni temi del suo programma di governo a cavallo tra politiche energetiche e ambientali. Non capita spesso infatti vedere un ex presidente del consiglio destinato secondo i sondaggi ad ottenere presto un secondo mandato andare a braccetto con un leader storico dell'ambientalismo come Ermete Realacci e bacchettare insieme l'amministratore delegato dell'Enel, anche lui tra gli invitati alla tavola rotonda. La battuta del Professore sui capannoni industriali infatti non è stata casuale ma in polemica risposta alla spiegazione portata dall'ad Fulvio Conti per giustificare il ritardo dell'Enel sul versante del solare: "Come si fa a mettere i pannelli in città dalla struttura medievale?".

    Sfruttare l'energia del sole è invece per Prodi una priorità, anche se non la primissima. "Non dico tanto, ma vogliamo darci come obiettivo di arrivare almeno ai livelli della Germania? Mezza Italia è fatta di capannoni industriali, copriamoli di pannelli". Prima ancora, secondo il Professore, è necessario però impegnarsi al massimo nel campo del risparmio e dell'efficienza energetica.

    "Sarà questo il primo capitolo del programma del governo", ha annunciato Prodi spiegando che si tratta di un campo dalle grandissime potenzialità occupazionali e dai margini di miglioramento enormi. "Ma vi rendete conto - si è infervorato il leader dell'Unione - che all'estero ci sono imprese di servizi che si arricchiscono offrendo ai cittadini di intervenire sull'efficienza delle loro abitazioni semplicemente trattenendo per tre anni i risparmi ottenuti sulle bollette?".

    Per Prodi altri passi urgenti sono poi il chiedere alle imprese elettriche "vecchie e nuove, di realizzare in fretta gli impianti a maggior rendimento energetico", aprendo degli spazi d'azione "grandiosi" e chiudere presto la partita sui rigassificatori, gli impianti per la riconversione del metano dallo stato liquido a quello gassoso. Strutture in grado di diversificare i fornitori, rompendo il monopolio dei metanodotti, liberalizzando di fatto il mercato con ricadute positive sui prezzi e la dipendenza italiana da una manciata di stati esteri non sempre affidabili.

    Proprio in questi giorni è in corso una polemica tutta interna al centrosinistra attorno al rigassificatore progettato a Brindisi. "Decidano le autorità locali dove farli - ha chiarito il Professore - ma è fuori discussione che vadano fatti, a costo di perdere voti. Noi dobbiamo cambiare il Paese e per farlo serve innanzitutto chiarezza e io non ho nulla da perdere, i consensi che perdiamo ora li guadagneremo dopo".

    Scelte, quelle illustrate dal leader dell'opposizione, che permetterebbero all'Italia di correggere la rotta, riducendo la distanza verso gli ormai irraggiungibili obiettivi fissati dal Protocollo di Kyoto per il nostro Paese. Rintuzzando gli scetticismi espressi sul trattato da Conti e dal presidente dell'Assoelettrica Enzo Gatta, Prodi si è definito "un militante di Kyoto", definendo l'entrata in vigore del trattato "il buon senso che si fa politica".

    E inutile, secondo il Professore, è pensare a illusorie scorciatoie come il ritorno al nucleare. "Così come è ora non è fattibile, sia in termini di costi che di sicurezza - ha spiegato - ma è importante mantenere un presidio di ricerca per essere all'avanguardia quando in futuro, magari tra vent'anni, la scienza ci regalerà senz'altro delle sorprese positive".

    (23 novembre 2005)

    http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...progprodi.html

  2. #2
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    Predefinito Re: Il nucleare? Se ne riparla tra vent'anni

    In Origine Postato da maimaria
    E inutile, secondo il Professore, è pensare a illusorie scorciatoie come il ritorno al nucleare. "Così come è ora non è fattibile, sia in termini di costi che di sicurezza - ha spiegato - ma è importante mantenere un presidio di ricerca per essere all'avanguardia quando in futuro, magari tra vent'anni, la scienza ci regalerà senz'altro delle sorprese positive".

    (23 novembre 2005)

    http://www.repubblica.it/2005/k/sezi...progprodi.html

    Posizione intelligente e molto condivisibile.

  3. #3
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    D'accordissimo con il puntare sulle fonti rinnovabili: il solare in primis potrebbe darci grosse soddisfazioni. Sarebbe anche l'occasione per sviluppare un settore industriale in cui noi italiani potremmo eccellere (ed esportare all'estero le nostre tecnologie).

    Però puntare su solare non è sufficiente. Per il nostro sistema energetico il primo obiettivo è la differenziazione di fonti: un poco di tutto.

    Anche per il nucleare ci può essere (e secondo me ci deve essere) spazio. Delle nuove centrali bisognerà comunque costruirle (lo ha detto persino Ciampi...) e quelle a carbone o petrolio sono quanto di peggio si possa fare, e di sicuro non sono meno pericolose e/o inquinanti del nucleare.

    Capisco che Prodi guida una coalizione molto variegata e che non può impegnarsi su questo tema, ma certe minoranze alla fine condizionano la maggior parte dle csx (che in larga parte è pronta a ridiscutere la politica nucleare senz apreconcetti: Letta, Bersani, Rutelli e molti altri sono per il confronto su questo tema).

    Caro Prodi, non possiamo aspettare 20 anni prima di affrontare seriamente il problema energetico.

  4. #4
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    Ad essere sincero speravo in un ritorno al nucleare molto prima.
    Avevamo in Italia una delle più grandi scuole d fisica nucleare del mondo. Peccato, speriamo se ne accorgano che tutte le nazioni intorno a noi utilizzano il nucleare.
    Il solare è una bella strada da prendere ma solo come esempio per il rispetto dell'ambiente, ma nei fatti non serve a granchè.

  5. #5
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    In Origine Postato da ermes
    Ad essere sincero speravo in un ritorno al nucleare molto prima.
    Avevamo in Italia una delle più grandi scuole d fisica nucleare del mondo. Peccato, speriamo se ne accorgano che tutte le nazioni intorno a noi utilizzano il nucleare.
    Il solare è una bella strada da prendere ma solo come esempio per il rispetto dell'ambiente, ma nei fatti non serve a granchè.


    Verissimo. Il nucleare farebbe molto comodo. Permetterebbe ai singoli cittadini un notevole risparmio sulla bolletta dell'energia, dato che i costi del nostro paese sono ovviamente altissimi . Anche le imprese ne guadagnerebbero, tagliando sensibilmente i costi di produzione.
    Ma temo che in questo paese ci sia ben poco da fare, del nucleare se ne tornerà a parlare davvero tra 20 anni, o forse ancora più tardi.

  6. #6
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    uhm uhm uhm, Prodi come al solito semina stronzate....

    Le miracolose nuove fonti rinnovabili, tra sogno ambientalista e realtà economica e scientifica

    Non ci serve commentare le poetiche declamazioni più o meno encomiastiche che continuamente ci vengono riversate addosso dall'informazione "corretta e libera" quando qualche ambientalista si diletta a parlare di fonti rinnovabili e del loro futuro di salvezza e benessere per l'Italia... ci basta citare un documento ufficiale semisconosciuto redatto nel 1996 da una commissione, la commissione Europea di Romano Prodi:

    il documento TERES II del programma ALTENER della DGE della Commissione Europea stima come «contributo massimo ottenibile in Italia nelle condizioni più favorevoli (best practice policies) dalle nuove Fonti Energetiche Rinnovabili entro il 2020» i 20,5 Mtep, equivalenti al 5% del fabbisogno energetico minimo previsto (e questo ovviamente spendendo/investendo/buttando altri 50 miliardi di Euro per raggiungere le incredibili best practice policies).
    Anche qui il commento è superfluo.

    In ogni caso perfino Romano Prodi, l'odierno amator exclusus delle centrali a carbone, disse: «Perchè l'Unione Europea possa tener fede agli impegni di Kyoto in materia di emissione di gas ad Effetto Serra, è necessario un impegno massiccio; la questione della generazione per mezzo di centrali nucleari merita di essere esaminata attentamente»
    Romano Prodi, ("Energia", XXI N3, Settembre 2000)

    ----------------
    il nucleare in Italia non ha ricevuto incentivi di sorta negli ultimi 20 anni.

    le "fonti" rinnovabili solare eolica e biomasse hanno ricevuto dal 1985 al 2002, al netto dei contributi ENEA per la ricerca, circa:

    98.000.000.000.000 miliardi di lire
    ossia 49.000.000.000 di euro

    equivalenti a 2 leggi finanziarie o a 25 centrali nucleari da 1000MWe
    (e calcolando un rialzo del prezzo costruittivo di mercato del 25% per eventuali problemi di costruzione)

    se non vi fidate posto i riferimenti normativi degli incentivi.

    25.000 MWe di potenza installata in più sono circa 5 volte l'importazione italiana di energia dall'estero, in media 5000 MW al giorno...

    ebbene sapete a quanto ammontava nel 2001 il consumo italiano di energia prodotta da nuove FER (biomasse, eolico, solare)?

    ammontava allo 0, qualcosa per cento dei TWh consumati.

    mi spiego? colla stessa cifra si sarebbe potuta ELIMINARE l'importazione di energia (sovrapprezzata) dall'estero.
    e non una ma SEI volte.
    __________________________________

    ma parliamo del solare....

    efficienza attuale pannelli: 15%
    efficienza teorica dei pannelli solari di domani: 23%.

    efficienza teorica delle centrali anche di oggi (limitata per questioni di sicurezza): fino al 45%
    EPR raggiunge il 37%, con i limiti.

    è evidente che la forcella non ha nemmeno un punto di contatto....

    il nucleare è chiaramente superiore, senza tener conto del fatto che il nucleare copre CARICO PRIMARIO, ossia energia SEMPRE necessaria, il carico del solare può essere solo secondario (ossia flessibile).

    disponibilità produttiva EPR: 92%
    disponibilità produttiva pannelli: 25% ad esser buoni...

    è evidente che non andate da nessuna parte, e che Prodi si contraddice a pochi anni di distanza.

    ...

    sarebbe opportuno citare le recenti parole di un ambientalista catastrofista, tipico Homo Kyotu, folgorato sulla via di Damasco dal nucleare:

    «[...] The only technology ready to fill the gap and stop the carbon dioxide loading of the atmosphere is nuclear power.

    Nuclear certainly has problems: accidents, waste storage, high construction costs, and the possible use of its fuel in weapons. It also has advantages besides the overwhelming one of being atmospherically clean. The industry is mature, with a half-century of experience and ever improved engineering behind it. Problematic early reactors like the ones at Three Mile Island and Chernobyl can be supplanted by new, smaller-scale, meltdown-proof reactors like the ones that use the pebble-bed design. Nuclear power plants are very high yield, with low-cost fuel. Finally, they offer the best avenue to a "hydrogen economy", combining high energy and high heat in one place for optimal hydrogen generation.[...]»

    Tratto da Environmental Heresies di Stewart Brand, praticamente indiscusso guru dell'ambientalismo americano, pubblicato sulla prestigiosa rivista del M.I.T. TechnologyRewiew
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    Temo che si ripenserà alla politica energetica solo quando l'Europa ci sommergerà di procedure di infrazione.

    Pare che anche il WWF ne abbia abbastanza di carbone e petrolio:
    http://www.corriere.it/Speciali/Scie...ma/index.shtml

  8. #8
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    Inutile, secondo il Professore, è pensare a illusorie scorciatoie come il ritorno al nucleare. "Così come è ora non è fattibile, sia in termini di costi che di sicurezza - ha spiegato - ma è importante mantenere un presidio di ricerca per essere all'avanguardia quando in futuro, magari tra vent'anni, la scienza ci regalerà senz'altro delle sorprese positive".

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    In Origine Postato da maimaria
    Inutile, secondo il Professore, è pensare a illusorie scorciatoie come il ritorno al nucleare. "Così come è ora non è fattibile, sia in termini di costi che di sicurezza - ha spiegato - ma è importante mantenere un presidio di ricerca per essere all'avanguardia quando in futuro, magari tra vent'anni, la scienza ci regalerà senz'altro delle sorprese positive".
    1 Prodi si contraddice, «Perchè l'Unione Europea possa tener fede agli impegni di Kyoto in materia di emissione di gas ad Effetto Serra, è necessario un impegno massiccio; la questione della generazione per mezzo di centrali nucleari merita di essere esaminata attentamente»
    Romano Prodi, ("Energia", XXI N3, Settembre 2000)

    2 Prodi non sa un cazzo di energia ed è un sola che dice stronzate allucinanti..

    ecco un po' di cifre va...





    costa di meno ed è più conveniente.
    infine...

    ecco i costi della produzione elettrica in Europa...


    (fonte International Energy Agency)

    costa di più nella Francia nucleare o nella Germania Solare o nella Danimarca Eolica??


    scappa mortadella, sei tanto ignorante che i tuoi dovrebbero vergognarsi...
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    In Origine Postato da maimaria
    Inutile, secondo il Professore, è pensare a illusorie scorciatoie come il ritorno al nucleare. "Così come è ora non è fattibile, sia in termini di costi che di sicurezza - ha spiegato - ma è importante mantenere un presidio di ricerca per essere all'avanguardia quando in futuro, magari tra vent'anni, la scienza ci regalerà senz'altro delle sorprese positive".
    Ma il professore però non dice cosa intende fare come concreta alternativa al nucleare.
    Allora il solare è un'ottima strada, da incentivare e sostenere, ma realisticamente non sarà sufficiente a coprire il nostro fabbisogno.

    Delle due l'una: o costruiamo nuove centrali o continuiamo a comperare l'energia all'estero.

    Per caso Prodi ritiene le centrali a carbone meno inquinanti e costose del nucleare? Oltretutto è pure possibile che tra qualche anno ci impongano di ridurre la produzione energetica delle nostre vecchie centrali causa inquinamento.

    A quel punto dipenderemo ancora di più dall'estero (che produce col nucleare) a costi ancora più elevati.

    Insomma, francamente io non ci vedo molte vie d'uscita---

 

 
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