Non si vede piu "made in italy" sui prodotti tessili , e sempre meno anche su altri generi

Ma la question e'seria. Non si tratta solo di posti di lavoro ma anche di un fiume di denaro
che confluisce nelle tasche di chi sfrutta la schiavitu di fasce intere di popolazioni
e lavoro di bambini all'estero

Famoso e'il caso della Benetton che mentre pubblicizzava i suoi prodotti accompagnati
dalla dichiarazione universale dei diritti dei bambini faceva lavorare in Turchia migliaia bambini dodicenni di profughi kurdi gestiti da caporalato turco

Ma allora che fare?

Bisogna esigere leggi che impongano l'etichetta di provenienza.
Attualmente la normativa non obbliga la presenza dell'etichetta.
Solamente se si mette una provenienza deve essere del paese in cui e'avvenuta
la manipolazione sostanziale.
Se per esempio un piatto decorativo e'stato cotto in Bangladesh , dipinto in India

e mandato in Marocco per incollare l'aggancio da chiodino si potra mettere
provenienza Bangladesh se la pittura e' di piccolo valore aggiunto,
ma se il valore artistico e' notevole bisognera mettere India

Chiaramente ci sono casi in cui il grattacapo e'irrisolubile ed ecco
la normativa aprire una breccia all 'inganno :
l'etichetta e'optional

Risultato :
andate in un negozio e non trovate nessuna etichetta. Il/La commesso/a
sorridente vi dira che, certo, la ditta e'italiana e chiaramente il tutto e'fatto in Italia,
normale no? sono venditori..
.. allo stesso tempo figuri come Ciampi ti parlano di comprare italiano...
che pieta...

Allora che fare???


Bisogna esigere una etichetta al negativo :
cioe' se non si mette da dove proviene per la vergogna
allora bisogna mettere imperativamente da dove non viene
Deve cioe'esserci scritto :
not Made in Italy
Not made in Europe



Esigiamo questa legge!