«Scoperta una pianta del deserto sionista». E' sotto questa denominazione che i ricercatori hanno presentato un ranuncolo indistruttibile, la cui struttura cellulare è identica a quella della Stella di Davide. Il suo nome latino è «Ranunculus asiaticus».
Un rapporto scientifico espone dettagliatamente i seguenti elementi: «Si tratta di una pianta perenne che germoglia in Israele allo stato selvaggio, in un clima scabro che, per delle numerose altre piante, comporterebbe una
morte .» Esaminando al microscopio questa pianta chiamata anche Ranunculus asiaticus, i ricercatori dell'Istituto Israeliano hanno fatto una sorprendente scoperta: la sua struttura cellulare è identica a quella di una Stella di Davide.
Si tratta di un importante simbolo, spiega il dr. Rina Kamenetsky, che è venuto alla conoscenza di questa inedita formazione cellulare ricercando i meccanismi di sopravvivenza di questo particolare ranuncolo. Questa specie che germoglia in Terra santa è conosciuta in botanica come un genere di «pianta della risurrezione», che può sopravvivere senza acqua ed è «riportata alla vita» quando l'acqua è disponibile, secondo Kamenetsky.
Le pareti delle cellule gli servono da scudo. All'epoca delle prime piogge in inverno, le pareti bloccano repentinamente ogni eccessiva intrusione di acqua che potrebbe fare esplodere le cellule. Nello stesso tempo, esse assorbono l'acqua e proteggono così le cellule da un'eventuale disidratazione. Questo «scudo» è paragonabile ad una Stella di Davide, che in ebraico, è chiamata «Scudo di Davide» (Magen David).
«Non abbiamo ancora mai osservato una tale struttura nelle pareti cellulari di una pianta», ha commentato Kamenetsky. «Si tratta qui di una struttura assai rara, se non addirittura unica».
Israele in seno ad un clima scabro.
Non è forse una magnifica e perfetta analogia dell'indistruttibilità d'Israele? Il popolo ebraico ha sempre vissuto in un ambiente difficile. Che questo sia stato nel corso della Diaspora di fronte alla persecuzione, alla diffidenza ed al rigetto oppure dopo il suo ritorno nel paese, in un clima di permanente ostilità, di odio e di guerra. Il popolo ebraico si è rivelato essere un «superstite». Lo si è privato dell'acqua necessaria alla sua sopravvivenza, sfrattato dalle sue categorie professionali, associazioni e comunità, dalle sue città e dal suo paese, spodestato dei suoi beni, ma egli è sopravvissuto e persino in gran parte prosperato.
L'indistruttibilità d'Israele
Mentre ogni altra pianta sarebbe morta il ranuncolo dalle cellule a forma di Stella di Davide è sopravvissuta alle altre piante. Nessuna nazione presente su tutti i continenti e che vive nel permanente timore ed in un clima ostile da quasi 2000 anni potrebbe sopravvivere, né dal punto di vista linguistico, né dal punto di vista culturale e politico. Eccetto il popolo ebraico che ha vissuto, sopravvissuto e che continuerà a vivere un vero miracolo! Le nazioni nascono, si sviluppano e poi scompaiono, talvolta dopo solo qualche secolo. Il popolo ebraico è sempre là. In Deuteronomio 14:2, è detto: «Perché tu sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio. Il Signore ti ha scelto, perché tu sia il suo popolo prediletto fra tutti i popoli che sono sulla faccia della terra».
La prosperità del popolo ebraico
Così come questa pianta vive in un ambiente ostile ed affine ad una «pianta della risurrezione», Israele è ugualmente un popolo che sopravvive fra le nazioni. Durante parecchi secoli, il re riposava? Nelle tombe delle nazioni (Ez. 37). Gli Ebrei erano diventati un popolo paragonabile a delle ossa secche (Ez. 37 :14). Eppure, quando ritornò nella sua patria, nella regione intorno alla Giordania ed al lago di Gennesaret, il popolo ebraico riprese vita; fu riportato all'esistenza, venne a capo dell'ostilità e fece anche rifiorire la terra. Israele fu «riportato dai morti», certo non ancora spiritualmente, ma fisicamente. La profezia scritta in Amos 9:14-015 si è avverata: «Io libererò dall'esilio il mio popolo, Israele; essi ricostruiranno le città desolate e le abiteranno; pianteranno vigne e ne berranno il vino ; coltiveranno giardini e ne mangeranno i frutti. lo li pianterò nella loro terra e non saranno mai più sradicati dalla terra che io ho dato loro, dice il Signore, il tuo Dio».
Israele una nazione unica.
I ricercatori hanno dichiarato in merito alla pianta della risurrezione: «non abbiamo ancora mai osservato una tale struttura nelle pareti cellulari di una pianta, ... Si tratta qui di una struttura assai rara, se non addirittura unica».
Questa dichiarazione potrebbe meglio adattarsi al popolo ebraico che è veramente unico. La parola di Isaia 66:8 testimonia del carattere unico d'Israele: «Chi ha udito mai cosa siffatta? Chi ha mai visto qualcosa di simile? Un paese nasce forse in un giorno? Una nazione viene forse alla luce in una volta? Ma Sion, non appena ha sentito le doglie, ha subito partorito i suoi figli».
Israele al microscopio
Come gli scienziati che hanno fatto questa stupefacente scoperta, noi dobbiamo osservare la profezia biblica al «microscopio», allo scopo di capire il miracolo della sopravvivenza d'Israele. Questo miracolo non si manifesta davanti ai nostri occhi che per mezzo della Parola di Dio, permettendoci così di comprenderlo. E' in questo che consiste la grande sorpresa del mondo. Dio non distrugge ciò che ha piantato, Egli non lascia morire i semi d'Israele. «Così parla il Signore. (Se io non ho stabilito il mio patto con il giorno e con la notte, e se non ho fissato le leggi del cielo e della terra, allora rigetterò anche la progenie di Giacobbe e di Davide mio servitore, e non prenderò più dai suoi discendenti coloro che governeranno la discendenza d'Abraamo, d'Isacco e di Giacobbe! poiché io farò tornare i loro esuli, e avrò pietà di loro». (Gr. 33:25-26).
Il Dio d'Israele
Se Israele è unico e straordinario, è perché un Dio unico e straordinario è fedele alle Sue promesse. E' in questo che Egli differisce dall'uomo, che avrebbe mancato ai suoi impegni da molto tempo. Da un lato la Bibbia dice: «Poiché, quale dio, in cielo o sulla terra, può fare opere e prodigi pari a quelli che fai tu?» (De. 3:24). Dall'altro, essa ci domanda: «Qual è infatti la grande nazione alla quale la divinità sia così vicina come è vicino a noi il Signore, il nostro Dio, ogni volta che lo invochiamo?» (De. 4:7).
Lo scudo d'Israele.
Il segreto della sopravvivenza del «ranunculus asiaticus» è lo «scudo di Davide», che circonda le cellule della pianta come uno scudo e la salva. Il segreto della sopravvivenza d'Israele risiede nel vero Davide, il Messia d'Israele, Gesù Cristo, in merito al quale il salmista ha scritto: «egli è il nostro aiuto e il nostro scudo» (Sl. 33:20). Israele non sarà distrutto, poiché tale è la Sua volontà. Questo non potrebbe essere meglio espresso che in Osea 14-8: «Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio e spanderà le sue radici come il Libano. I suoi rami si estenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo e la sua fragranza come quella del Libano. Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano. Efraim potrà dire. "Che cosa ho io più da fare con gli idoli?". Io lo esaudirò e veglierò su di lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto».
La Stella di Davide.
In realtà il fatto che questo scudo sia simile alla Stella di Davide è di grande conforto per tutti coloro che, per solidarietà con Israele ed il Messia, portano una Stella di Davide o ne fanno il loro simbolo.
La Stella di Davide non ha nessuna origine occulta. Essa esisteva fin dalla Creazione e nessun altro se non Dio stesso la creò; la si trova particolarmente nei fiori ed essa adorna il cuore di ogni fiocco di neve.
Il fatto che altri la utilizzano in maniera occulta o perversa non ci turberà affatto; essa per noi è il simbolo dell'amore indistruttibile di Dio verso il Suo popolo. Quando fu chiesto a Balaam di maledire il popolo d'Israele, che invece gli accordò la sua benedizione secondo la volontà dell'Eterno, pronunciò la sua profezia: «Lo vedo, ma non ora; lo contemplo, ma non vicino, un astro sorge da Giacobbe, e uno scettro si eleva da Israele; colpirà Moab da un capo all'altro e abbatterà tutta quella razza turbolenta» (Nu. 24:17).
Anche noi vogliamo avere completa fiducia nella promessa di Dio, poiché come lo dice la Bibbia: «Manteniamo ferma la confessione della nostra speranza, senza vacillare; perché fedele è colui che ha fatto le promesse» (Eb. 10:23). N.L.
(Chiamata di Mezzanotte, n.9, settembre 2005)


-8: «Io sarò per Israele come la rugiada; egli fiorirà come il giglio e spanderà le sue radici come il Libano. I suoi rami si estenderanno; la sua bellezza sarà come quella dell'ulivo e la sua fragranza come quella del Libano. Quelli che abiteranno alla sua ombra faranno di nuovo crescere il grano e fioriranno come la vite; saranno famosi come il vino del Libano. Efraim potrà dire. "Che cosa ho io più da fare con gli idoli?". Io lo esaudirò e veglierò su di lui; io, che sono come un verdeggiante cipresso; da me verrà il tuo frutto».
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