VOTO LIBERO NEI 25 PAESI MEMBRI
L’ultima eurotrovata: elezioni senza frontiere
Eurodelirio. Pur con tutto il rispetto possibile, non si vede come commentare altrimenti un’eurotrovata come quella illustrata ieri dal professor Galli della Loggia sulla prima pagina del Corriere della Sera per rilanciare “con scelte audaci” l’immagine ormai appannata dell’Europa. La proposta? Riportiamo testualmente alcuni passaggi dell’articolo di fondo intitolato “Un’avanguardia per l’Europa”, lasciando ai lettori ogni possibile giudizio. «Il primo provvedimento fondativo del nuovo patto potrebbe essere una sorta di estensione della cittadinanza politica al di là delle frontiere nazionali... per consentire il diritto di voto nell’elezione di ogni parlamento nazionale a tutti indistintamente i cittadini dei Paesi aderenti... In un certo senso non ci sarebbe più una vera vita politica interna degli Stati aderenti al patto.
Se anche solo centomila cittadini italiani votassero alle elezioni francesi, o cinquantamila cittadini olandesi in quelle del Belgio, sarebbe credo l’inizio di un’autentica rivoluzione». Capita la rivoluzione? Sempre più europei, e sempre più padani, hanno dubbi sull’euro, sulla Turchia, sull’Europa in generale... e allora cosa si propone? Semplice, si dà il diritto di voto a tutti per tutto, ovunque ci si trovi e qualunque cosa si faccia, così magari mescolando per bene il minestrone, la gente potrebbe cambiare idea. O molto più probabilmente finirebbe per non avere più neanche un’idea. Già me li vedo i tir, magari gialli, organizzati per andare a votare un po’ di qua e un po’ di là nei weekend prescelti. Fantapolitica? Se vivessimo in un periodo normale direi di sì, ma di questi tempi ormai non ci si stupisce più di nulla.
P.S. Un dubbio mi tormenta: ma duecentomila portoghesi, trecentomila polacchi o mezzo milione di romeni che votassero in Italia, a chi darebbero la preferenza?
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