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  1. #121
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    Citazione Originariamente Scritto da Beli Mawyr
    Eh no caro, questo tono non ti è consentito qui sopra
    Senza contare che la c.d. "polizia regionale", essendo null'altro che un bel doppione degli inutili vigggili, tutto potrà fare tranne che andare in giro a manganellare...
    Iunthanaka
    Conte della Martesana

  2. #122
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Malik
    Hai ragione. Sono una minoranza , con inflitrazioni , che tiene in scacco la Valle.
    I poliziotti?

  3. #123
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Beli Mawyr
    Eh no caro, questo tono non ti è consentito qui sopra
    Era affettuoso, del resto io vengo accusato di cento milioni di morti...

  4. #124
    Hanno assassinato Calipari
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    Citazione Originariamente Scritto da Iunthanaka
    Senza contare che la c.d. "polizia regionale", essendo null'altro che un bel doppione degli inutili vigggili, tutto potrà fare tranne che andare in giro a manganellare...
    Ma se i vigili hanno la pistola, vuoi che la polizia regionale non possa manganellare? Magari in mano a quelli di An che ci sono in regione... mai sentito parlare di Ascierto e Zanon?

  5. #125
    sognatore
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    "Viviamo tutti sotto il medesimo cielo, ma non abbiano lo stesso orizzonte" K. Adenauer
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    Predefinito conflitti di interesse...

    dal manifesto dell'agosto 2003 e questo e' il sito della rocksoil http://www.rocksoil.com/index3.html dal quale risulta chiaro che l'azienda e' stata fondata proprio dal ministro stesso...

    Conflitto di interessi in casa Lunardi
    ROMA
    Ennesimo caso di conflitto di interessi per il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi. Analizzando il bilancio della società da lui amministrata fino al giorno prima di giurare come ministro della Repubblica, il quotidiano finanziario milanese Mf ha scoperto che la Rocksoil nel corso del 2002 ha ottenuto solo quattro nuove commesse. Tutte all'estero, come promesso da Lunardi a chi avanzava timori di casi di conflitto di interessi in Italia. Ma contrariamente agli impegni presi dal ministro - che nel 2001 ha ceduto le azioni della Rocksoil a moglie e figli, risolvendo «all'italiana» ogni potenziale conflitto -, tra gli ultimi progetti vinti dalla società di famiglia ce n'è uno che riguarda da vicino il nostro paese. La commessa incriminata si chiama «Francia Modane» e consiste nella consulenza per la progettazione dei 54 km ferroviari in galleria del futuro corridoio 5 Torino - Lione, tunnel che da soli assorbiranno metà del costo dell'opera, in tutto 13 miliardi di euro (di cui 8 a carico della Francia). Lunardi, raggiunto nella villa di Berlusconi dai giornalisti di Mf, non smentisce i contenuti del servizio. Al contrario, rivendica di essere stato ai patti e nega ogni conflitto di interessi: «Da quando sono ministro la Rocksoil lavora solo all'estero. In questo caso specifico la consulenza è stata chiesta dalla società Effage, con la quale la Rocksoil aveva già lavorato nella realizzazione della linea dell'alta velocità Lione-Marsiglia nei primi anni '90».

    Secondo il ministro insomma non c'è nessun conflitto. Ma se si va a vedere chi ha affidato l'appalto all'Effage si scopre che si tratta della Ltf, Lione Torino Ferroviaria, una società di diritto pubblico partecipata alla pari da Rff e Rfi, le due società di proprietà statale che possiedono e gestiscono le reti ferroviarie in Italia e in Francia. Per il nostro paese quindi il 50% di Ltf è ancora di proprietà del Tesoro.

    Ricapitolando, all'origine di tutto c'è un appalto pubblico, per metà italiano, che viene affidato, tramite un'altra società, alla Rocksoil dei figli e della moglie di un ministro della Repubblica. La parte ottenuta dalla società della signora Lunardi e figli non è casuale: la consulenza per la progettazione infatti si aggiudica con il metodo della trattativa privata tra le parti. Non è difficile immaginare che decidendo di affidarla a una società che ha legami di sangue con il ministro delle Infrastrutture italiano, le società coinvolte si garantiscano il buon esito della progettazione, e magari un occhio di riguardo sulle procedure di controllo. In altre parole, gli interessi del controllore, tramite i figli e la moglie, coincidono con quelli del controllato. E i finanziamenti dell'opera avviata dal nostro ministro finiscono direttamente nelle tasche dei suoi familiari.

    «E' un fatto gravissimo», commenta Edoardo Zanchini, responsabile trasporti di Legambiente. «Si spiega anche così, con questo gigantesco conflitto di interessi di Lunardi, la fretta con cui il governo sta chiudendo le fasi di progettazione anche di altre grandi opere, continuando a negare ogni confronto con il territorio e le associazioni». «Nel momento di massima crisi del governo - continua Zanchini -, Lunardi fa di tutto per chiudere tutti gli affari che lo riguardano in prima persona». E snocciola poi i vari appalti targati Rocksoil che hanno subito un'accelerazione. Solo per restare all'estate: l'avvio del tunnel sotto la tangenziale di Mestre, «un progetto inutile perché nel frattempo lo stesso governo ha approvato il passante», dice l'urbanista. Nei giorni scorsi Lunardi ha poi annunciato che sul tunnel dell'autostrada Livorno - Civitavecchia «andrà avanti anche da solo», senza le regioni. Secondo Zanchini si tratta di un progetto a cui il ministro stesso ha partecipato direttamente quando dirigeva la Rocksoil.

    Indignato anche Antonio Ferrentino, presidente della comunità montana Bassa Val di Susa, l'associazione dei comuni che da anni si batte duramente contro la mega-opera che stravolgerebbe il territorio. «E' la prova evidente di un conflitto di interessi gigantesco. Lunedì valuteremo con i nostri legali se ci sono gli estremi per un'azione penale». Secondo Ferrentino la soluzione del tunnel per la Torino-Lione è un atto di arroganza da parte del governo. A suo avviso infatti sarebbe necessario distribuire il trasporto merci su tutto l'arco alpino. Entro il 1 settembre comunque i comuni della Val Susa presenteranno in sede europea le loro osservazioni sulla grande opera, che proprio Lunardi, vincendo le forti resistenze dei francesi, è riuscito a far inserire nel piano Van Miert delle infrastrutture di interesse europeo.

  6. #126
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    Citazione Originariamente Scritto da yurj
    Ma se i vigili hanno la pistola, vuoi che la polizia regionale non possa manganellare? Magari in mano a quelli di An che ci sono in regione... mai sentito parlare di Ascierto e Zanon?
    Per te un bel gulag.

  7. #127
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    Tav: la Lega incassa il piano di monitoraggio

    Il Consiglio dei Ministri ha varato un piano di monitoraggio per i lavori della linea ad Alta Velocità in Val di Susa. Ad annunciarlo è stato il sottosegretario al Lavoro e segretario della Lega Nord Piemonte, Roberto Cota. «I lavori - ha spiegato l’esponente del Carroccio - procederanno solo previa verifica degli standard di sicurezza e dei rischi per la salute dei cittadini. La Lega Nord ha trovato una risposta per andare incontro alle istanze del territorio. La gente in buona fede - ha concluso il sottosegretario - merita una risposta. Gli agitatori no».
    [Data pubblicazione: 04/12/2005] ( La Padania)

    Concordo pienamente.

    per la rocksoil: quando si è deciso di dare l'appalto a quell'azienda? chi c'era al governo? se è stato il centrodestra allora... :

  8. #128
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    Predefinito Un ministro, il suo vice e quei microfoni indiscreti ...

    Sul tavolo del procuratore Saluzzo uno scottante rapporto della Divisione investigativa antimafia sui progetti per la Torino-Lione. Nelle intercettazioni i nomi di Lunardi, di una società di famiglia e di sua figlia. Si citano anche Martinat (An) e un suo presunto "cassiere". Già aperto un fascicolo. Tutto è nato a luglio dalle indagini dopo l´invio di una busta con dei proiettili al presidente dell´Agenzia Olimpica Arcidiacono

    da Repubblica, 16/12/2004, cronaca di Torino Pag. IV

    VENAUS, dal nostro inviato Alberto Custodero

    La Rocksoil Spa, società delle figlie del ministro per le Infrastrutture e Trasporti Pietro Lunardi.

    Il nome del vice-ministro ai Lavori Pubblici, Ugo Martinat.

    E, poi, l´uomo definito in alcune intercettazioni telefoniche come il suo «cassiere»: Vincenzo Procopio, titolare della Sti Srl e socio della Stef, la società che progettò l´autostrada Torino Bardonecchia.

    Nomi eccellenti e oscuri retroscena compaiono in un rapporto segreto della Divisione Investigativa Antimafia datato 16 luglio 2004 sulla linea ferroviaria Alta Velocità Torino Lione. Repubblica è adesso in grado di ricostruire il contenuto di quel fascicolo della Dia finito nell´inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Saluzzo e dai sostituti Paolo Toso e Cesare Parodi.

    Gli uomini diretti dal dottor Claudio Cracovia hanno iniziato a indagare sul primo lotto in territorio italiano relativo alla perforazione, a Venaus, nel cuore della Val Cenischia, di un tunnel esplorativo largo 5 metri e profondo alcuni chilometri. Il treno super veloce si infilerà a Modane in una galleria lunga 52 chilometri, sbucherà a Venaus, taglierà su un viadotto lungo 4 chilometri e alto 10 la Val Cenischia per rituffarsi nella pancia della montagna e sbucare a nella bassa Valle Susa. Ebbene, nel settembre del 2003, durante la fase di assegnazione dell´appalto del primo «carotaggio» della montagna (poi annullato per un vizio di forma), erano giunte a Vincenzo Procopio, a Domenico Arcidiacono, direttore dell´Agenzia per le opere olimpiche di Torino 2006, e al consigliere Giovanni Desiderio, delle buste contenenti della pallottole calibro 38 accompagnate da una lettera dal tono eloquente: «le prossime saranno calde». La Dia ha svolto lunghi e articolati accertamenti alla ricerca della mafia, la cui sospetta infiltrazione in Val di Susa poteva giustificare le missive «calibro 38».

    Il rapporto Dia si è concluso in modo sorprendente: non è stata trovata alcuna traccia di criminalità organizzata attorno ai lavori dell´Alta Velocità. In compenso, è emerso un inedito spaccato degli oscuri intrecci fra politica, lavori pubblici e imprese di costruzioni. Le attenzioni della Dia si sono concentrate su Walter Benedetto, il direttore lavori della Tfl, la Turin Lyon Ferroviaire, la società metà Ferrovie Francesi, metà italiane, che appalta l´intera opera. Benedetto ha lavorato a lungo alla Stef, la società che ha progettato l´autostrada Torino-Bardonecchia, ora controllata da Procopio. Parlando con Desiderio, commenta a lungo il fatto che la «Stone del Ministro» (una Srl fino al 2001 del ministro Lunardi e della figlia Martina), stava facendo alleanze con altre società del Gruppo Gavio per «fottere» la concorrenza. C´era una gran lotta per aggiudicarsi l´appetitoso appalto. Nelle varie conversazioni, si dice che una talpa «della commissione di Venaus ha avvisato le imprese». Qualcuno anticipa che avrebbe vinto Geodata. O Fenice.

    Ma la presenza del Ministro per le Infrastrutture è evocata, in modo indiretto, dalla società Rocksoil Spa che si è aggiudicata, dalla Tlf francese, la consulenza per la progettazione della galleria di 52 chilometri che sbucherà a Venaus.

    A delineare invece i rapporti che legano Ugo Martinat a Procopio è l´ingegner Giulio Burchi, presidente della Metropolitana Milanese Spa, interpellato - in virtù della sua alta esperienza in infrastrutture ferroviarie - da un suo conoscente. Burchi, al suo interlocutore, ha raccontato, non senza stupore, di avere saputo dalla ex Satti di Torino (ora Gtt), che la società trasporti torinese era stata costretta a affidare 240 miliardi a Procopio definito «il cassiere di Martinat». Si parla di lavori, ovviamente, Burchi si lascia andare a considerazioni personali, parla al telefono in modo riservato.

    La Dia, però, osserva che quella definizione («cassiere»), potrebbe trovare giustificazione in un altro episodio riscontrato da altre intercettazioni. Questa volta è Calvani, della segreteria particolare di Martinat, a parlare con Procopio. E a chiedergli conto «del versamento fatto da C per Roma....» di circa 100 mila euro da un personaggio di Castel Nuovo Don Bosco, attraverso una triangolazione di fatture false.

    Nel rapporto della Dia si parla anche di Nicola Chiatante, il direttore dell´Ares, l´agenzia regionale strade. Che, dopo aver incontrato Martinat e aver parlato con lui dei lavori di Omegna, riferisce a Gilberto Valle: «Stamattina con Ugo ho messo il tuo cappello su una sedia e accontentati di questo». Chiatante parla poi con un certo «Attilio» (forse un ex deputato e noto professionista torinese) dell´ipotesi di ottenere una consulenza per un collaudo dal provveditore di Genova nell´ambito di uno cambio di favori. Si parla dei lavori di Cossato, dei due milioni di euro che l´Ares ha girato all´Agenzia di Arcidiacono per la costruzione di un ponte. E le intercettazioni proseguono, a lungo.

  9. #129
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    Citazione Originariamente Scritto da PINOCCHIO
    la lega difende gli interessi del suo paese, l'itaglia.
    Complimenti per l'Avatar.
    Frumentarius
    "Punctim et Caesim ferire"

  10. #130
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    cosa ci facevano i 4 mori a torino un paio di giorni fa e oggi in val susa??? si sono visti benissimo, nessun dubbio.....a rete4 li hanno inquadrati per un bel po' di secondi.....

 

 
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