Una persona che sperimenta l’ipomania, o che si addentra nel primo stadio di un episodio maniacale, si sente imbevuta di energia, ottimismo e fiducia in se stessa. Le idee e la conversazione fluiscono con facilità e l’umore è euforico, espansivo e spesso contagioso. Molte persone descrivono la sensazione di essere rinate.
Le persone in stato maniacale sono prigioniere delle idee che si riversano nella loro mente. Il loro eloquio può andare riempiendosi di battute, giochi di parole e spiritosaggini fuori luogo. Durante un episodio maniacale il modo di parlare del paziente è molto caratteristico. Le parole sono pronunciate a torrenti, precipitosamente, con voce alta e intensa. In questo modo di parlare c’è una qualità insistente, inarrestabile, che non tollera interruzioni altrui – un fenomeno chiamato pressione dell’eloquio. Nello stato ipomaniacale, l’entusiasmo e l’intensità trasmessi dal paziente possono essere convincenti e perfino coinvolgenti per gli altri; ma quando ci si avvicina alla mania, prima che un pensiero sia completato, un altro ha già catturato la sua attenzione.
C’è un grande aumento di attività, un bisogno di muoversi. Il bisogno di sonno diminuisce, si va a letto solo per previ periodi di tempo e ci si sveglia pieni di energia, oppure si va avanti per giorni interi senza riposare.
C’è un forte desiderio di essere coinvolti e ciò spinge a telefonare agli amici a qualsiasi ora del giorno e della notte e a intrattenerli con i dettagli dei progetti nuovi ed eccitanti che si stanno preparando.
Insieme a questa aumentata socievolezza c’è un aumento dell’impulso sessuale (l’ipersessualità).
Non è insolito che la persona “s’innamori” e si getti impetuosamente in una relazione sentimentale o in una serie di relazioni, magari mettendo a rischio un rapporto stabile o un matrimonio. Sono a tal punto completamente ottimisti che perdono la percezione delle conseguenze delle proprie azioni.
Purtroppo l’aspetto ottimista e infaticabile dell’umore non può essere mantenuto. Nel giro di qualche istante, l’euforia può dissolversi nell’irritabilità e nella collera. All’improvviso, senza alcuna provocazione, l’umore può diventare irritabile od ostile. Il paziente può farsi aggressivo e sospettoso e lanciarsi in una traboccante quanto rabbiosa filippica.
Alcuni pazienti maniacali si spingono fino al punto di diventare psicotici. Costoro possono sperimentare paranoia, sentire voci, oppure (meno spesso) avere visioni. Possono avere deliri di grandezza: possono convincersi che un potere speciale ha conferito loro la capacita di salvare il mondo da una catastrofe, oppure di avere una particolare relazione con Dio… Altri presentano tratti più persecutori e si sentono osservati, controllati o attaccati.
Ogni giorno, milioni di persone in tutto il mondo sperimentano questi segni e sintomi di mania e depressione. Per quanto queste cifre facciano pensare, tuttavia ci sono molti motivi per essere ottimisti. Oggi, una persona non deve più essere sopraffatta dai sintomi e dai problemi sociali che sorgono dalla depressione unipolare e bipolare. Gli episodi acuti possono essere attenuati da farmaci in uso da alcuni decenni e la psicoterapia può aiutare un paziente a lottare contro i terribili sentimenti che il disturbo provoca.
Da "Depressione e mania", di Nicola Cardinale
Ed ecco l'unto del signore:
«I comunisti ci odiano, eliminiamoli dalla politica»
Berlusconi carica gli azzurri: nuovo contratto con gli italiani. E mette in secondo piano la par condicio
ROMA - Il primo Berlusconi che applaudono è dentro un megaschermo. Meno capelli, sorrisi larghi. Le bandiere con il tricolore sullo sfondo. Immagini di repertorio, una vecchia e felice convention di Forza Italia. Oggi le bandiere non le hanno portate. Ordine categorico: non c' è niente da festeggiare, consideratelo un incontro di lavoro. E lui, infatti, nella gran sala del Palazzo dei Congressi entra con passo e sguardo adeguati. Ora possono applaudirlo dal vivo, Silvio Berlusconi. «Sono in ottima forma: e voi?». Viene a presiedere un' assemblea tecnico-operativa, viene a spiegare ai presidenti dei 475 comitati elettorali - l' ossatura politica del cosiddetto «Motore azzurro» - come possono farlo rimanere a Palazzo Chigi.
I «LEGIONARI AZZURRI» - A ciascun delegato è stata consegnata una cartellina. Tutti adesso sanno di essere: i «legionari». L' idea è questa: «legionari a difesa della libertà». Un' idea che piace subito. Da svelare, da spiegare. Non casuale la blindatura della sala: dovrebbe entrare solo chi è in possesso di un accredito e ascoltare solo chi avrà il compito di «ristabilire, in giro nel Paese, la verità». Berlusconi non si perde in battute. Dicono: sembra il Berlusconi del ' 94, quando Publitalia diventò un partito. «Il primo obiettivo della campagna elettorale è ribattere alle ingiurie della sinistra. Dovete spiegare cosa abbiamo fatto in questi anni di governo, cosa faremo e cosa faranno i comunisti se dovessero vincere. Spiegate che tutti i punti del primo contratto con gli italiani sono stati rispettati e che ne faremo un secondo. Spiegate che ci batteremo per proteggere il Paese dal regime».
IL «PERICOLO ROSSO» - Il regime comunista. Berlusconi parlerà per un' ora e 36 minuti e, se un calcolo del genere è possibile, saranno almeno 42 le citazioni di quello che lui definisce «pericolo rosso». «Controllano tutto: magistratura, scuola, università, i sindacati, le principali banche... perché la sinistra ha un suo sistema interno di capitalismo, ha le cooperative, che poi sono in grado di comprare una delle prime cinque banche italiane... e allora non diamogli anche Palazzo Chigi...». Non darlo ai comunisti: «Perché questo sono: comunisti. Anche se si spacciano per socialisti, per liberali... No: sono da eliminare, se non fisicamente, politicamente». Abbassa il tono della voce: tono confidenziale. «I comunisti mi o-dia-no e vi o-dia-no. Capito? Dicono che siamo volgari e ottusi. Alla Camera, quando passo, certi voltano lo sguardo... Ma se vincono, le tasse per la famiglia aumenterebbero del 10%. Senza contare la reintroduzione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni». Il Premier invoca, per questo, un' «operazione verità». Spiega che Forza Italia può puntare al 30% ed è sul 25% dei restanti indecisi che «dobbiamo fare la nostra opera di convincimento». Indecisi: «Bisogna puntare sui giovani, sulle donne, sugli anziani». È fiducioso: «Nel ' 94, quando compimmo una vera rivoluzione arancione come quella dell' Est, vincemmo in due mesi: ora abbiamo il doppio del tempo».
IL LAVORO SUL CAMPO - Servirà un lavoro capillare. La legge elettorale cambia, ma i collegi - nell' organizzazione di Forza Italia - restano: «Andrete casa per casa... e sono pronti mezzo milione di manifesti». Ne fa portare sul palco uno: niente di graficamente inedito. Il suo viso sorridente e, accanto, una scritta: «Stiamo mantenendo tutti gli impegni... andiamo avanti». Sospiro. «...E ricordatevi di dire che grazie a noi in Europa non c' è più un blocco franco-tedesco e che abbiamo pure creato le condizioni per un milione e 526 mila nuovi posti di lavoro. E tutto questo governando con una coalizione dove uno prendeva una decisione e c' era sempre il partito che, pur avendo solo x voti, ti impediva di fare una legge... e ricordatevi pure che...».
LA TV DI STATO - Ora parla di Rai3. «Dobbiamo essere orgogliosi di non aver mai fatto ricorso alla tivù pubblica e nemmeno a quella privata... d' altra parte, è sui tg di Rai3 che si esprime meglio la sinistra. Ci sono giornalisti compiacenti. Il 90% di tutti i giornalisti è iscritto all' Usigrai e per questo sarebbe tempo di fondare nuove scuole di giornalismo...». Molti giornalisti, non solo quelli del Tg3, «raccontano bugie». Per esempio non dicono che «Rutelli e Prodi contano zero» e che «nel centrosinistra contano solo i Ds... Avete dei dubbi?». Platea, in coro: «Nooo!...». Sulla par condicio neanche una parola: avrebbe deciso di metterla in secondo piano per l' unità della coalizione.
I BROGLI - Finora Berlusconi non ha avuto bisogno di bere acqua, e s' è passato il fazzoletto sulla fronte solo una volta. Un delegato: «È di ferro». Hanno quasi smesso di ascoltarlo. Platea esausta. Non lui: «Sto cercando di convincere Pisanu ad abolire la tessera elettorale, per ripristinare la consegna a casa del certificato... e a tutti dico: quando sarà il momento, attenzione ai brogli. Perché, secondo mie informazioni, i professionisti della sinistra ci hanno sottratto circa un milione e 700 mila voti...». Boato di sdegno. Poi applausi. Con lui che saluta. Con Scajola che va via subito, dietro ad Adornato. Bondi invece resta, e restano anche Tajani e Pecorella. Una ragazza: «Silvio, mi dai un bacio?».
Corriere della Sera, 27 Novembre 2005




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