Cariche a vita, cliniche, dighe
pioggia di minispese elettorali
ROMA - Un contentino alla diocesi e uno alle cliniche, un piccolo aiuto qua, una poltrona là. Quanto basta perché nel collegio elettorale tutti siano contenti e disposti a rivotare l'onorevole di turno. La chiamano "legge mancia" appunto perché permette di conquistare le grazie del beneficiato che, grato per il "dono" ricevuto, si presume possa ricambiare il favore alle urne.
Ieri la Camera, approvando in via definitiva il decreto fiscale legato alla Finanziaria 2006 ha varato anche la versione "mancia" del governo Berlusconi. Un elenco di piccoli interventi ad hoc la cui somma finale raggiunge quota 222 milioni di euro.
Dentro c'è di tutto un po': alcune soluzioni nobili altre meno, la mano tesa al sindaco amico e medico personale del premier, e l'incarico a vita per i presidenti consiglieri dei parchi nazionali. C'è chi dice grazie, ma anche chi rifiuta.
Contento della "mancia" sarà Umberto Scapagnini, primo cittadino di Catania, che grazie al contributo di 18 milioni di euro, potrà dare un impiego a tempo determinato ai lavoratori socialmente utili della sua città (circa 4mila). Il decreto sembrava fatto a doc per assegnare il contributo solo a Catania (almeno 300 mila abitanti, Lsu assunti dal luglio 2004) ma - considerato anche il fatto che a Messina si va al ballottaggio - An ha annunciato di voler emendare il provvedimento abbassando la soglia dei cittadini residenti per far rientrare anche tale città.
Non contento, invece, è stato il vescovo di Trento: il senatore dell'Udc Ivo Tarolli si era personalmente speso per assegnare alla diocesi un contributo di 5 milioni con i quali organizzare un convegno internazionale interconfessionale. Ma il vescovo ha detto "no grazie": quei soldi non li aveva chiesti e non li vuole.
Capitolo sanità: mezzo milione a testa va alle cliniche private in "situazione di crisi" situate nelle province di Foggia, Catania e Campobasso. Per tutto il 2006 non pagheranno le tasse e riceveranno aiuti. Tre milioni saranno destinati al S. Raffaele di Milano; 10 milioni al Centro nazionale di adroterapia oncologica (ultima generazione della radioterapia) di Milano; uno alla Fondazione Betti per l'oftalmologia. Capitolo lavori pubblici: Molfetta vince 15 milioni in altrettanti anni per completare la diga foranea.
Capitolo poltrone: quelle del consiglio di amministrazione della Simest, la società per le imprese all'estero, da 9 diventano 11; quelle dei presidenti dei Parchi nazionali diventano a vita (privilegio ormai rarissimo) e - sempre restando in tema di parchi - i consulenti esterni di quello d'Abruzzo si guadagnano il posto fisso. Un metodo per aggirare eventuali "spoils system", la possibilità di cambiare vertici e consulenze ad ogni tornata elettorale. Poi certo fra i contributi distribuiti vi sono anche quelli per le associazioni assistenziali e le manifestazioni sportive.
La pratica della "legge mancia" non è andata giù all'opposizione, che vi ha visto un ultimo tentativo della maggioranza per accaparrarsi voti a scapito di risorse che potrebbero essere in altro modo utilizzate. I Ds, per esempio, hanno annunciato un emendamento per annullare tutto il monte investimenti e trasferire i 222 milioni in dotazione allo spolpato Fondo sociale. Legautonomie, invece, ha polemizzato contro la mancanza di trasparenza dei criteri utilizzati per scegliere le amministrazioni beneficiate.
01/12/2005 - 07:44 da repubblica ed. on line




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